Era rimasta, a Torino, una sola cosa col prestigio di un tempo: la Juventus. Con la scivolata di Andrea Agnelli sul top club dei miliardari indebitati, rischia di perdere anche questa: dopo la Sip, la Rai, la Martini&Rossi, Carpano, Cinzano, l’imponente palazzo delle Esposizioni, capolavoro di Nervi, dove si succedevano il Salone dell’auto, il Salone della tecnica, il Salone della moda…


Il colpo di tacco di DANIELA TAGLIAFICO

¶¶¶ Diceva Umberto Eco che un torinese, di fronte a qualcosa di sproporzionato reagisce educatamente dicendo “oh, basta là!”. Dopo di che si rifugia nel suo educato scetticismo.

Guardiamola bene la foto qui accanto. Il grande avvocato e il suo poco degno nipote. Non viene in mente anche a voi di dire “Oh basta, là!”? Dopo di che, chi è torinese, come me, si rifugia, per l’appunto, nel suo educato scetticismo.

Di poteri perduti Torino è un’esperta. Ha luccicato per tre anni come capitale d’Italia, poi è stata retrocessa a semplice provincia a favore di Firenze prima e Roma poi. Si è riscattata diventando capitale dell’industria e ha perso la Fiat, la Lancia, la moda, gli elettrodomestici, i treni.

A Torino veniva pubblicata la maggior parte dei libri scolastici italiani, a Torino erano stampati tutti gli elenchi telefonici, a Torino c’era la Sip, c’era la Rai nella mitica via Arsenale 21, c’erano Martini&Rossi, Carpano, Cinzano, l’imponente palazzo delle Esposizioni, capolavoro di Nervi, dove si succedevano il Salone dell’auto, il Salone della tecnica, il Salone della moda.

Era rimasta una sola cosa col prestigio di un tempo: la Juventus. La Juve dei 9 scudetti consecutivi è oggi una società attraversata da crisi profonda e da un danno di immagine internazionale provocato da quell’ex ragazzino che nella foto si gratta il mento, con quell’arietta tra candore adolescenziale e furbizia.

L’avvocato, si sa, amava dare soprannomi ai suoi giocatori. Del Piero era “Pinturicchio”, Roberto Baggio “il coniglio bagnato”, Zidane, alla sua partenza da Torino, “un giocatore più divertente che utile”, Zibì Boniek “bello solo di notte”.

Chissà che soprannome darebbe oggi a suo nipote Andrea… Oh, basta là! ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

Laureata a Torino in Scienze Politiche, allieva di Norberto Bobbio e Luigi Firpo, è giornalista dal 1982. Ha lavorato molti anni con Enzo Biagi, collaborando con lui alle trasmissioni su Raiuno. Si è occupata di politica estera e interna nella redazione del Tg1, introducendo per la prima volta il “colore” nei servizi politici, in una stagione televisiva ancora molto paludata e tradizionalista. Del Tg1 è stata per molti anni vicedirettrice. Si è dimessa nel 2004 per protesta contro la mancanza di pluralismo e l’invadenza del governo sulla linea editoriale. Nel maggio 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, ha assunto l’incarico di direttrice di Rai Quirinale. Un’esperienza privilegiata che le ha permesso di maturare attenzione e sensibilità istituzionale. Il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza prima di “Cavaliere” poi di “Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana”. Il suo primo romanzo "Le coniugazioni del Potere", Mazzanti Editore.

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