
L’inaspettata comparsa di un orso — il titolo originale del film è “Un ours dans le Jura” — provoca disastri a ripetizione, coinvolgendo un gruppo di migranti, una banda di trafficanti di droga e gli abitanti di un piccolo paesino, innocenti, ma non troppo. Per evitare l’orso il protagonista della storia (interpretato dal regista stesso, esce di strada, uccide due persone e scopre che sulla loro macchina c’è una borsa piena di soldi. La moglie, appassionata lettrice di gialli, lo convince a tenere il malloppo, ma i due non sanno quello che li aspetta
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► In questo paese — dice a un certo punto lo sconsolato gendarme incaricato delle indagini — ci sono più cadaveri che abitanti. E in effetti i cadaveri non mancano. Qualcuno cade in un burrone, altri sono travolti da auto e ruspe, uno viene preso a badilate, e i restanti vengono uccisi a colpi di pistola. Nonostante questo “Un crimine imperfetto”, film francese del 2024 arrivato solo in questi giorni nelle sale italiane, è un prodotto leggero, permeato di quell’umorismo paradossale che era stato il marchio di fabbrica dei fratelli Coen ai tempi di “Fargo”. Perfetto per chi, annoiato dai polpettoni impegnati della vecchia Europa e dal bolsi effetti speciali dell’intrattenimento hollywoodiano, cerca due ore di divertimento intelligente.
Il regista Franck Dubosc, che è anche l’attore protagonista insieme a Laure Calamy, ambienta la storia in un paesino innevato del Jura, dove l’inaspettata comparsa di un orso — il titolo originale del film è “Un ours dans le Jura” — provoca disastri a ripetizione, coinvolgendo un gruppo di migranti, una banda di trafficanti di droga e gli abitanti del luogo, innocenti, ma non troppo. Dubosc e Calamy gestiscono un figlio problematico e un fallimentare vivaio di alberi di Natale. Per evitare l’orso lui esce di strada, uccide due persone e scopre che sulla loro macchina c’è una borsa piena di soldi. La moglie, appassionata lettrice di gialli, lo convince a tenere il malloppo, ma i due non sanno quello che li aspetta.

A indagare sulla truculenta vicenda è la improbabile coppia di gendarmi del luogo. Lui, interpretato da uno strepitoso Benoît Poelvoorde, si è da poco separato dalla moglie e deve gestire una figlia ribelle. Lei, una Joséphine De Meaux perennemente raffreddata, frequenta un club di scambisti, ma ha un cuore d’oro e si commuove per i migranti incarcerati. © RIPRODUZIONE RISERVATA
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
