
Il lavoro dei Nexo Studios ha migliorato il sonoro e riproposto al pubblico la storia d’amore più nota di Hollywood che Richard Gere dubitò di interpretare dopo il rifiuto di Meg Ryan, Daryl Hannah e Michelle Pfeiffer di mettersi nei panni di una prostituta. Il racconto del rapporto tra il ricco e cinico Edward Lewis (il divo Richard Gere) e la giovane prostituta Vivian Ward (l’ancora sconosciuta Julia Roberts) si rivolge a un pubblico in cui nuove consapevolezze sono maturate sul ruolo della donna nella società e sui rapporti tra i sessi, Il tono favolistico di una narrazione basata sull’amore che tutto può, oggi lascia un po’ perplessi. C’è da dubitare che, trent’anni dopo, gli spettatori più giovani possano sentirsi a proprio agio in una situazione dove le dinamiche di potere tra uomo e donna non vengano minimamente messe in discussione
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► In occasione di San Valentino è tornata per pochi giorni nelle sale “Pretty Woman”, la commedia romantica con Julia Roberts e Richard Gere diretta da Garry Marshall nel 1990. Il film è stato restaurato rimasterizzando in 4K le pellicole originali e migliorando il sonoro. L’iniziativa è dei Nexo Studios, che promettono altri restauri di titoli famosi nei prossimi mesi.
A suo tempo “Pretty Woman” fu un successo planetario. Si calcola che abbia incassato al botteghino oltre 460 milioni di dollari, ed è ancora uno dei titoli più visti sulle piattaforme di streaming, mentre nel 2018 Broadway ne ha ricavato un musical. Evidentemente la storia della giovane prostituta Vivian Ward e del ricco e cinico Edward Lewis, che la paga per avere compagnia ma si innamora di lei, continua a piacere per la vivacità del racconto e alcune scene cult come lo scontro tra la sgarrupata Vivian e la spocchiosa commessa di una boutique di gran lusso.

Ma molti anni sono passati, e nuove consapevolezze sono maturate sul ruolo della donna nella società e sui rapporti tra i sessi. Quello che negli anni Novanta si poteva perdonare per il tono favolistico di una narrazione basata sull’amore che tutto può, oggi lascia un po’ perplessi. Dubito che gli spettatori più giovani possano sentirsi a proprio agio in una situazione dove le dinamiche di potere non vengono minimamente messe in discussione, i privilegi restano tali, e Vivian si salva soltanto perché il suo ricco cliente scopre in lei la sua anima gemella.
Le incongruenze, però, hanno una spiegazione. Inizialmente “Pretty Woman” doveva essere un film drammatico, Vivian si drogava, e non c’era un lieto fine. La giovanissima Julia Roberts ebbe la parte perché attrici già famose come Meg Ryan e Michelle Pfeiffer si tirarono indietro, e una indignata Daryl Hannah disse di considerarla “degradante”. Lo stesso Gere, all’apice del successo, era dubbioso. La trama venne modificata in corso d’opera dai produttori. © RIPRODUZIONE RISERVATA
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
