Un record nazionale che avremmo fatto volentieri a meno di raggiungere. Adesso piove, e qualche volta nevica, ma tra pochi mesi si riaffaccerà drammatica la siccità. La politica climatica dell’Italia resta ancora in mano al ceo dell’Eni Descalzi?


Il corsivo di MASSIMO SCALIA

CHE COSA SI ASPETTA per una risoluta e determinante politica economico-industriale che faccia fronte al global warming, che sta infierendo più duramente sull’Italia che in altri Paesi? Infatti, mentre l’incremento globale medio della temperatura al suolo è stato nel 2022 – il quarto anno più caldo di sempre – pari a + 1,2 °C rispetto al periodo preindustriale, in Italia è stato di più 1,3 °C rispetto a trent’anni fa, il che vuol dire +2,2 °C rapportato al periodo preindustriale (https://www.climalteranti.it/2023/01/06/il-2022-anno-di-caldo-record-in-italia-e-il-quarto-sesto-piu-caldo-nel-mondo/). Lasciar fare la politica energetica al Mascellone a colpi di “Plenitude” comporta questi risultati. Pensare che non dipendere da gas e petrolio sia solo una questione per le forniture dalla Russia è un errore mortale per il Paese, che protrae indefinitamente la questione del caro-bollette a danno di famiglie e imprese. Adesso piove, e qualche volta nevica, ma tra pochi mesi si riaffaccerà drammatica la siccità. La “sovranità energetica nazionale” sta pensando a qualcosa di diverso e risolutivo o lascerà ancora tutto in mano al Ceo dell’Eni, Claudio Descalzi? © RIPRODUZIONE RISERVATA

Scienziato e politico, è stato leader del movimento antinucleare e tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi. Fu primo firmatario, insieme ad Alex Langer, dell’appello che nell’autunno 1984 portò alla costituzione nazionale di Liste Verdi per le amministrative del 1985. Eletto alla Camera per i Verdi (1987-2001) ha portato a compimento la chiusura del nucleare, le leggi su rinnovabili e risparmio energetico, la legge sul bando dell’amianto. È stato presidente delle due prime Commissioni d’inchiesta sui rifiuti (“Ecomafie”), che hanno indagato sui traffici illeciti internazionali, sulla waste connection (assassinio di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin) e sulla gestione delle scorie nucleari. Ha per anni proposto insieme ai Verdi i cardini e le azioni della Green Economy; e ha continuato le battaglie ambientaliste a fianco della ribellione di Scanzano (2003) e contro la centrale di Porto Tolle e il carbone dell’Enel (2011-14). Co-presidente del Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile dell’Unesco (2005-14). Tra i padri dell’ambientalismo scientifico ha prodotto (2020) un modello teorico di “stato stazionario globale”, reperibile, insieme a molte altre pubblicazioni scientifiche, su https://www.researchgate.net/profile/Massimo-Scalia