Ribattezzato “l’uomo di fango”, Peppe “tubi storti”, idraulico sessantenne, al secolo Giovan Giuseppe Di Massa, è sopravvissuto per una notte intera aggrappato all’infisso di un seminterrato di corso Vittorio Emanuele col fango alla gola; da sabato è ancora ricoverato al Trauma Center dell’Ospedale Cardarelli di Napoli

La tragedia di sabato a Ischia: sei ore di pioggia battente prima dell’alba, la frana che ha travolto case, persone e cose a Casamicciola, uno dei sei Comuni dell’isola, già funestato da un terremoto cinque anni fa. Allora furono due i morti, questa volta il bilancio delle vittime è già molto più pesante. Con un’isola che fa i conti – per l’ennesima volta – con lo sfrenato abusivismo edilizio, un frenetico consumo del territorio, in un disordine urbanistico che ora viene indicato come la causa, o la concausa, di quanto è successo. Dopo il terremoto, si è continuato a costruire a Casamicciola: dimenticando la tragedia, come probabilmente ci si dimenticherà anche di questa


L’articolo di FABIO BALOCCO

MI RIALLACCIO AL precedente articolo in cui denunciavo la perfetta inutilità dello scrivere e del denunciare in campo ambientale. Nel 2017, quando ci fu il terremoto che colpì l’isola di Ischia, scrissi un post per Il Fatto Quotidiano in cui denunciavo il fatto (scusate il bisticcio) che l’abusivismo edilizio o comunque il disordine urbanistico/edilizio che regnava sull’isola fosse alla base del disastro, e terminavo affermando che non sarebbe cambiato nulla: si sarebbe continuato a costruire e ci sarebbero stati altri crolli e altre morti. Fui facilissimo profeta: le mie denunce sono acqua fresca come quelle ben più autorevoli del mai dimenticato Antonio Cederna. Del resto, cos’hanno fatto i nostri valorosi governanti dal boom economico in poi, anche se poi il fenomeno dell’abusivismo è soprattutto databile agli anni ottanta/novanta? Anziché effettuare un rigoroso controllo del territorio e far abbattere tutte le case abusive, con conseguente messa in sicurezza, hanno pensato bene di emanare dei condoni per sanare e premiare i furbetti. Diciamola tutta; abbiamo sempre avuto in questo campo una classe dirigente ignobile ma anche cinica e criminale perché non solo ha premiato i reati, ma si è resa responsabile anche delle morti future.

I soccorritori estraggono un sopravvissuto dal fango venuto giù dal monte Epomeo

Del resto, cosa aspettarsi da governi che scontano un peccato originale: il vedere sempre di buon occhio chi costruisce qualsiasi cosa si costruisca? Dalle inutili linee di Alta Velocità al mai morto Ponte sullo Stretto. E come non leggere in questa ottica anche i recenti bonus fiscali dell’edilizia, visti essenzialmente come ottima soluzione per far aumentare il Pil? Del resto ricordiamoci che fino a qualche anno addietro l’Italia deteneva il record europeo di produzione di cemento. Non bisognava e non bisogna disturbare il manovratore e neanche preoccuparlo con gli abbattimenti del costruito.

Torniamo ad Ischia, dove nel 2017 pendevano 27.000 domande di condono. Su circa 60.000 abitanti. Un cancro esteso dovunque, in ogni Comune: 3.500 a Casamicciola, ora tornata tristemente all’onore delle cronache. E, ripeto, anziché prendere il toro per le corna, cos’hanno fatto i nostri “illuminati” governanti? Una specifica sanatoria (!) inserita nel decreto del 2018 relativo al Ponte Morandi (ricostruito, ricordiamolo, da quella Webuild che adesso realizzerebbe il Ponte sullo Stretto e farà altresì la terribile diga foranea di Genova). Allora era un governo M5S e Lega. Oggi invece abbiamo un governo cosiddetto “di destra”. Ma magari ci fosse una vera destra, nel solco della sua originaria cultura, non un governo da barzelletta che dichiara illegali i rave party… Magari ci fosse una vera destra che usa il pugno duro con chi delinque, appropriandosi di beni comuni e mettendo tra l’altro in pericolo sé e gli altri. Ricordo che la prima legge di tutela del paesaggio fu emanata nel 1922 e portava il nome del filosofo Benedetto Croce, ministro della Pubblica Istruzione nell’ultimo governo Giolitti. Croce, che tra l’altro aveva perso proprio a Casamicciola nel 1883 l’intera famiglia a causa di un terremoto. Sulla legge Croce si fondò la legge Bottai del 1939 a protezione delle bellezze naturali, di poco successiva e, non a caso, alla legge per la tutela del patrimonio culturale. Altri tempi. Altri governanti rispetto a quelli attuali e futuri, da cui possiamo attenderci solo altri disastri: altre frane, altri morti, altro consumo del territorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (attualmente in quiescenza), si è sempre battuto per difesa dell’ambiente e problematiche sociali. Ha scritto “Regole minime per sopravvivere” (ed. Pro Natura, 1991). Con altri autori “Piste o pèste” (ed. Pro Natura, 1992), “Disastro autostrada” (ed. Pro Natura, 1997), “Torino, oltre le apparenze” (Arianna Editrice, 2015), “Verde clandestino” (Edizioni Neos, 2017), “Loro e noi” (Edizioni Neos, 2018). Come unico autore “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Edizioni Neos, 2017), “Lontano fa Farinetti” (Edizioni Il Babi, 2019), “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo” (Edizioni Neos, 2019), “Belle persone. Storie di passioni e di ideali” (Edizioni La Cevitou, 2020), "Un'Italia che scompare. Perché Ormea è un caso singolare" (Edizioni Il Babi, 2022). Ha coordinato “Il mare privato” (Edizioni Altreconomia, 2019). Collabora dal 2011 in qualità di blogger in campo ambientale e sociale con Il Fatto Quotidiano, Altreconomia, Natura & Società e Volere la Luna.