Ai primi di agosto, il governo ha inasprito le sanzioni su molte disposizioni del Testo Unico Ambientale: per chi abbandona o deposita rifiuti, con o senza veicolo a motore, per chi insudicia o imbratta la strada con oggetti o materiali diversi da rifiuti, per chi abbandona o deposita rifiuti urbani «accanto ai contenitori per la raccolta presenti lungo le strade». I riferimenti normativi sono sempre più estesi e complicano il lavoro dei controllori. Una cosa chiara c’è: chi abbandona i rifiuti può essere sanzionato «senza contestazione immediata». Basteranno le immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza in strada. Era ora
◆ L’analisi di GIANFRANCO AMENDOLA, giurista
► Già avevamo dato notizia su queste colonne che questo ineffabile governo, preso da sacro furore ambientalista, l’8 agosto, in piena estate aveva varato un decreto legge [apri il link] con «disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti e per la bonifica dell’area denominata terra dei fuochi nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi» dove non si occupava solo della terra dei fuochi ma interveniva su molte disposizioni del Testo Unico Ambientale (Tua) in tema di rifiuti, soprattutto inasprendone le sanzioni ma non preoccupandosi di potenziare i controlli. Quel decreto ora è stato convertito in legge dal Parlamento con alcune modifiche ed è entrato in vigore l’8 ottobre.
Molto ci sarebbe da dire su questa normativa, sulla cui operatività, peraltro, avevamo subito espresso qualche dubbio ma, riservandoci di tornare ad occuparcene, sembra interessante, intanto, esaminare il quadro complessivo che emerge dopo queste modifiche in relazione ad un illecito molto frequente ma di cui poco si parla, e cioè quello commesso dai tanti sporcaccioni che, nella indifferenza generale, gettano fuori, per strada, i rifiuti dal loro automezzo. Diciamo subito che non è un compito facile perché si tratta di disposizioni sparse in varie leggi, con regole condite da molte eccezioni, spesso confuse, e con frequenti rinvii ad altri articoli che bisogna trovare in altri testi.
Comunque, in estrema sintesi questo è il quadro che ci sembra emergere (meglio usare il condizionale):
- Chiunque abbandona o deposita rifiuti è punito, di regola, secondo il Tua, con l’ammenda da millecinquecento a diciottomila euro. Ma se l’abbandono o il deposito vengono effettuati mediante l’utilizzo di veicoli a motore, al conducente del veicolo si applica, altresì, la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida quattro a sei mesi.
- “Fuori” da questo caso, le nuove disposizioni del codice della strada puniscono chi deposita o getta rifiuti dai veicoli «in sosta o in movimento» (quindi sempre, perché un veicolo o è in sosta o è in movimento) con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 216 ad euro 866.
- Sempre secondo il codice della strada, chiunque «insudicia e imbratta la strada o le sue pertinenze con oggetti o materiali di qualsiasi specie diversi dai rifiuti», è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 26 a 102.
- Ma in ogni caso, sempre secondo il Codice della Strada, gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro euro 52 ad euro 204.
- Infine – dulcis in fundo, e tornando al Tua -, oggi chiunque abbandona o deposita rifiuti urbani «accanto ai contenitori per la raccolta presenti lungo le strade» è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.000 a 3.000 euro, cui si aggiunge, se «fa uso di veicoli a motore», la sanzione amministrativa accessoria del fermo del veicolo per un mese.
Insomma, non è certo un quadro semplice visto che bisogna vedere, ad esempio, se il veicolo è in movimento, se si tratta di rifiuti, se sono oggetti diversi dai rifiuti (cioè una cosa di cui non ci si voglia «disfare») o se si tratta di «qualsiasi cosa». Con, in più, altri aggravamenti di pena se si tratta di rifiuti da impresa o se si provocano danni o pericoli. Ed è proprio questo il difetto di queste nuove disposizioni: sono troppo complicate e quindi si finirà, in molti casi, per non applicarle o per applicarle in modo sbagliato. E questo proprio in un settore che, invece, dovrebbe essere di immediata comprensione per tutti, cittadini e accertatori (quando ci sono). A questo proposito, tuttavia, una novità positiva c’è perché adesso queste violazioni possono essere accertate «senza contestazione immediata attraverso le immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza posti fuori o all’interno dei centri abitati». È già qualcosa. © RIPRODUZIONE RISERVATA
