Il mantra della sostenibilità: e se a rubarci il futuro è il governo in prima persona?

Per una devastante linea veloce Salerno-Reggio Calabria (i lavori dureranno come quelli dell’autostrada?) si riverseranno 11,2 miliardi di euro allo scopo di risparmiare mezz’ora di tempo. Alla distruzione del territorio contribuirà la Transizione ecologica per la quale Grillo ha spuntato la vittoria di Pirro dell’apposito ministero. Quante migliaia di ettari di terreni agricoli verranno coperti da pannelli solari? Quante strade verranno realizzate per le mega pale eoliche sui crinali? Alla faccia della sostenibilità, avremo un consumo di suolo superiore ai due metri quadrati al secondo odierni


L’intervento di FABIO BALOCCO

LA SOSTENIBILITÀ OGGI è diventata il nuovo mantra. Accoppiata con il termine “resilienza”, con l’aggettivo “verde”, con il suffisso “eco”, essa costituisce la truffa del nuovo millennio, laddove con il termine truffa si intende letteralmente “chiunque con artifizi o raggiri induce taluno in errore”. Laddove ancora per “chiunque” ci si riferisce ai governanti e con “taluno” alla gente, ma solo quella credulona. Perché bisogna essere davvero creduloni per abboccare all’amo dello sviluppo sostenibile, che è palesemente un ossimoro. Ma bisogna soprattutto essere dei creduloni molto superficiali per fermarsi alla forma senza guardare alla sostanza. I nostri governanti credono che gli italiani siano degli imbecilli? Chissà…

In Italia consumiamo oggi due metri quadrati di suolo al secondo 

Andiamo al sodo e partiamo da un principio, e cioè che una vera sostenibilità non può prescindere dalla tutela del suolo, da cui traiamo sostentamento e ci difende parzialmente dai cambiamenti climatici. A tal proposito, l’Unione Europea chiede che entro il 2050 il consumo di suolo all’interno dei paesi dell’unione si riduca a zero. Bel proposito, ma molto lontano nel tempo. Ci sono in mezzo trent’anni per coprire tutta l’Europa di cemento. E l’Italia nel suo piccolo ce la mette tutta. Lo ammetto, sono un distratto utente televisivo e pure un distratto lettore, ma mi pare proprio di non aver né sentito né letto la parola “suolo” in bocca ai nostri politici. Non ho sentito la parola suolo, ma molte, troppe volte la parola “costruttore”, da Mattarella a Conte a Draghi. 

E la controprova sta nelle opere che questi qua vogliono portare a termine: prima fra tutte quella alta velocità che dove viene realizzata ha effetti nefasti sul territorio e dubbia utilità. Dalle sorgenti disseccate del Mugello allo stupro della Val di Susa. Pur di fare le solite marchette ai soliti costruttori (perché alla faccia dei bandi europei vinceranno sempre i soliti noti), ci si inventa, tra le altre, una devastante linea veloce Salerno-Reggio Calabria (i lavori dureranno come quelli dell’autostrada?) dove riversare 11,2 miliardi per risparmiare una miserrima mezz’ora di tempo. [nota 1] E già, ma è essenziale per giustificare il Ponte sullo Stretto, come disse Franceschini [nota 2] e oggi ribadisce il cinquestelle (sì, proprio un cinquestelle) Cancelleri. Per poi sbarcare finalmente in Sicilia e continuare con la grande opera: Catania-Messina-Palermo. L’alta velocità in Sicilia: politici che non hanno neppure il senso del ridicolo. In Sicilia la rete ferroviaria è in massima parte a binario unico e neppure tutta elettrificata [nota 3]. 

Cantiere della Tav Torino-Lione nella “discenderia” di Chiomonte (Torino)

Ma già: Salini non ha alcun interesse né competenza a rimodernare linee, ma solo a costruirne di nuove. Così come, estendendo il discorso e a mero titolo di esempio, non vi è alcun interesse nei governanti a intervenire sulla rete acquedottistica e le sue immani perdite, anche se l’acqua sarà un bene sempre più prezioso. Ah, dimenticavo, sempre Salini è ovviamente prontissimo a costruire il ponte [nota 4]. Quindi, alla faccia della sostenibilità, ci attende un consumo di suolo al confronto del quale quello odierno, pari a due metri quadrati al secondo, sarà una barzelletta [nota 5]. Consumo cui contribuirà la Transizione ecologica per la quale Grillo ha spuntato la vittoria di Pirro dell’apposito ministero. Quante migliaia di ettari di terreni agricoli verranno coperti da pannelli solari? Quante strade verranno realizzate per le mega pale eoliche sui crinali? Pannelli solari e pale eoliche che tra l’altro trovano fondamento nel neocolonialismo dei metalli e delle terre rare, che probabilmente chi ci governa neanche sa cosa siano [nota 6]. 

Ah dimenticavo (ma quante cose dimentico? ormai sono anziano…), il ministro della Transizione ha approvato sette nuovi progetti di estrazione di petrolio: della serie, un colpo al cerchio e uno alla botte [nota 7]. Insomma, avremo in futuro un’Italia molto peggiore dell’attuale. Vi ricordate la vecchia battuta “Piove, governo ladro”? Si adatta all’Italia odierna: dove chi governa ci ruba (non a noi, non a me che appunto sono anziano, ma ai nostri figli) il futuro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (attualmente in quiescenza), si è sempre battuto per difesa dell’ambiente e problematiche sociali. Ha scritto “Regole minime per sopravvivere” (ed. Pro Natura, 1991). Con altri autori “Piste o pèste” (ed. Pro Natura, 1992), “Disastro autostrada” (ed. Pro Natura, 1997), “Torino, oltre le apparenze” (Arianna Editrice, 2015), “Verde clandestino” (Edizioni Neos, 2017), “Loro e noi” (Edizioni Neos, 2018). Come unico autore “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Edizioni Neos, 2017), “Lontano fa Farinetti” (Edizioni Il Babi, 2019), “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo” (Edizioni Neos, 2019), “Belle persone. Storie di passioni e di ideali” (Edizioni La Cevitou, 2020). Ha coordinato “Il mare privato” (Edizioni Altreconomia, 2019). Collabora dal 2011 in qualità di blogger in campo ambientale e sociale con Il Fatto Quotidiano, Altreconomia, Natura & Società e Volere la Luna.