È stato un malore in casa, prima della passeggiata giornaliera in bicicletta, a portarci via il nostro stimato collega. Nei giorni scorsi gli erano stati inseriti alcuni stent dopo una piccola crisi circolatoria. Poi le dimissioni dall’ospedale e la difficoltà a prendere sonno di notte. Qualcosa non andava per il verso giusto, un nuovo elettrocardiogramma è stato consegnato ai medici: non hanno ritenuto, evidentemente, di procedere ad approfondimenti ulteriori. Seduto fra i suoi amati libri — letti riletti e commentati nei suoi tanti articoli sull’attualità —, è stato trovato sofferente sul divano dalla moglie Daniela. L’arrivo del 118 non è riuscito a salvarlo e Arturo se n’è andato intorno alle 11. Dopo le dimissioni da cardiologia e i malesseri successivi, i medici gli hanno prestato le attenzioni dovute? Il dubbio ci rimane e riteniamo di non doverlo tacere. Il cordoglio degli amici, dei colleghi e del sindaco della Città che ha raccontato con cultura profonda e indomabile passione civile. Oggi i funerali
Sotto il titolo, un primo piano di Arturo Guastella; in alto, seduto davanti al Partenone durante uno degli innumerevoli viaggi nella sua amata Grecia
Il messaggio del direttore di “Italia Libera” a Patrizia Guastella, archeologa e amatissima figlia di Arturo
▷ Cara Patrizia,
quando ieri mattina Rocco Tancredi mi ha dato la notizia della scomparsa di Arturo, mi sono istintivamente rifiutato di crederci. Ero rimasto scioccato e uno dei miei primissimi pensieri è andato a te e a Giancarlo, al suo amore sconfinato per i suoi due figli, di cui ha sempre parlato con orgoglio. È una perdita incolmabile la sua intelligenza, preparazione e acume, in un intreccio raro di cultura e passione civile. Mai ripiegato su se stesso, anche nei momenti politicamente più sconsolanti, solidissimo nelle sue radicate convinzioni socialiste — direi “ecosocialiste” —, è stato un piacere immenso per me leggere per primo, titolarli e pubblicare i suoi pezzi. Impareggiabili per profondità e sapienza argomentativa. Con essi ha fornito interpretazioni originali e accurate – sull’attualità più stringente, sul contesto e sulla storia degli eventi – strappando un sorriso, spesso amaro, con la sottile ironia di un polemista elegante e, quando necessarie, con le mai immotivate invettive — d’altri tempi, si può ben dire — sulla condizione odierna della città di Archita e sulle classi dirigenti che hanno vieppiù sfigurato la Taranto di oggi come quella dell’altroieri.
È un lutto profondo per “Italia Libera” (aveva ripreso a scrivere sulle nostre pagine questa estate, dopo la pausa di alcuni mesi). E i suoi racconti diacronici sono stati sempre fra i più apprezzati dai nostri lettori: il «nostro inviato nella Magna Grecia» ora non c’è più, un grande dolore per tutti noi; per me, se mi è consentito, è la perdita anche di una «cara persona di famiglia», complici le nostre comuni radici magnogreche. Ci siamo voluti bene da molti anni e, cosa rarissima nell’ambiente giornalistico, ci siamo stimati con sincera e reciproca ammirazione. Sono vicino a te, a tuo fratello e alla moglie Daniela. Vi abbraccio forte con affetto,
— Igor Staglianò
◆ Il ricordo di ROCCO TRANCREDI
In barca sull’azzurro dello Jonio con i suoi inseparabili occhiali a goccia
►Ieri mattina un grande giornalista e un amico insostituibile, Arturo Guastella, ci ha lasciati. Prima di dedicarsi al giornalismo ha lavorato come biochimico e ricercatore presso l’Istituto di Fisica nucleare dell’università La Sapienza a Roma. Ho avuto il privilegio di conoscerlo da vicino e di condividere i miei dieci anni felici nella redazione della Tv tarantina Videolevante (lui direttore, io vice) e posso dire che Arturo lascia un ricordo indelebile per il suo talento, la sua umanità e la capacità di individuare anche le notizie da scoop.
Con la sua penna affilata e il suo rigore professionale ha raccontato sui giornali, dopo i suoi 14 anni da direttore di Videolevante, la necessità per Taranto di ritrovare la propria identità storica, alternativa alla monocultura industriale e all’inquinamento. L’archeologia era pane per i suoi denti (famosi i suoi articoli, su “Italia Libera”, (“dal nostro inviato nella Magna Grecia” la sua firma). Nei suoi pezzi Guastella ha sottolineato sempre la necessità, per Taranto, di ritrovare la sua millenaria identità storica, alternativa alla monocultura e all’inquinamento. Infatti l’archeologia è stata uno dei temi centrali della sua produzione giornalistica e saggistica trattata come scienza della tutela del patrimonio culturale e come strumento di riscatto civile.
Ha lavorato a Montpellier e Grenoble come lettore di italiano, insegnando nei licei e nell’Università di Bari (sede di Taranto). Nel 1971 entra al “Corriere del Giorno” di Taranto. Dal 1974 al 1993 ha lavorato per l’Avanti! E ha scritto per “Prima Comunicazione”, Il Sole 24 Ore. Negli anni Novanta è tornato al Corriere del Giorno. Nelle Tv regionali è stato vicedirettore di Videolevante, direttore di Studio100 Tv. Per BlustarTv ha condotto 24 puntate del settimanale “Vivere l’Europa” (sono tutte su YouTube) coprendo numerose sedute del Parlamento Europeo. Per la carta stampata è stato direttore al quotidiano “Taranto Sera” (2005-2007), editorialista del quotidiano “Taranto Oggi”. Ha pubblicato, autore e coautore, “I Mezzogiorni d’Europa” (Lacaita, 1972); con Ruggero Orlando “L’Europa di fronte al dialogo tra Usa e comunismo” (Punto Zero, 1974), “La couture, le costume, la Mode, Paris” (Scorpione 1992 e 2000); “Il porto di Taranto tra vecchie e nuove sfide” (Scorpione, 2004), una dispensa universitaria “Le long chemin de l’Ue” (distribuzione gratuita, 2007) e “Napoleone giornalista, lungimirante ma interessato” (Lupetti editore, 2013).