I limiti dell’overtourism sono sempre più evidenti. La concentrazione dei visitatori in poche destinazioni produce congestione, perdita di identità, pressione sulle comunità locali e una progressiva standardizzazione delle esperienze. Sempre più persone cercano però autenticità, relazioni, qualità della vita, paesaggi integri, ritmi più lenti e un contatto diretto con le comunità locali. E si fa avanti una nuova visione del turismo che valorizza aree interne, piccoli centri, borghi, territori rurali e destinazioni meno conosciute, trasformandoli in luoghi di esperienza autentica e sostenibile. Non si tratta di un turismo minore, ma di un turismo di maggior valore, che non consuma i territori ma li valorizza. È questa nuova tendenza a cui prova a dare una risposta l’Osservatorio nazionale sulla Dieta Mediterranea attraverso una rete di “Ristoranti Messaggeri”: l’esperienza gastronomica può diventare occasione per conoscere produzioni locali, percorsi naturalistici, patrimoni storici e comunità. Nasce una nuova visione dello sviluppo territoriale: non il turismo delle folle ma delle relazioni. Un nuovo “uovo di Colombo”?


◆ L’analisi di VITO AMENDOLARA, presidente Osservatorio nazionale Dieta Mediterranea 

Per anni il turismo è stato misurato quasi esclusivamente attraverso i grandi numeri: più visitatori, più presenze, più flussi. Oggi, tuttavia, i limiti dell’overtourism sono sempre più evidenti. La concentrazione dei visitatori in poche destinazioni produce congestione, perdita di identità, pressione sulle comunità locali e una progressiva standardizzazione delle esperienze. Parallelamente sta emergendo una nuova domanda turistica. Sempre più persone cercano autenticità, relazioni, qualità della vita, paesaggi integri, ritmi più lenti e un contatto diretto con le comunità locali. Non desiderano semplicemente visitare un luogo, ma viverlo.

È in questo scenario che si afferma il concetto di undertourism: una nuova visione del turismo che valorizza aree interne, piccoli centri, borghi, territori rurali e destinazioni meno conosciute, trasformandoli in luoghi di esperienza autentica e sostenibile. Non si tratta di un turismo minore, ma di un turismo di maggior valore, che non consuma i territori ma li valorizza. Un turismo che distribuisce opportunità economiche, genera occupazione locale, favorisce la permanenza delle giovani generazioni e contribuisce a preservare il patrimonio culturale, ambientale e sociale delle comunità. In questo nuovo paradigma il cibo assume un ruolo centrale la ristorazione non rappresenta più soltanto un servizio, ma può diventare un vero attrattore territoriale. Sempre più spesso la scelta di una destinazione nasce dalla ricerca di un’esperienza gastronomica autentica, capace di raccontare la storia di un luogo, dei suoi produttori, delle sue tradizioni e della sua identità.

È proprio in questa prospettiva che l’Osservatorio nazionale della Dieta Mediterranea propone una riflessione innovativa: il Menù della Dieta Mediterranea può diventare uno dei più efficaci strumenti di promozione dell’undertourism, affidando il protagonismo ai “Ristoranti Messaggeri della Dieta Mediterranea”. Non un semplice elenco di piatti, non una proposta commerciale, ma un vero racconto del territorio. Con un menù narrante costruito nel rispetto della stagionalità, della biodiversità, delle produzioni locali, della convivialità e della sobrietà alimentare diventa infatti una sintesi concreta dei valori che rendono unico un territorio. Ogni piatto racconta una storia, ogni ingrediente racconta un paesaggio, ogni ricetta racconta una comunità. Il turista contemporaneo non cerca più soltanto ciò che è famoso, cerca ciò che è autentico per vivere nuove emozioni.

La Dieta Mediterranea possiede tutte le caratteristiche per interpretare questa nuova domanda. Riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, essa rappresenta molto più di un modello alimentare salutare. È un sistema di valori che comprende cultura, tradizioni, agricoltura, paesaggio, attività fisica, relazioni sociali – convivialità – e rispetto dell’ambiente. Per questo la Rete nazionale dei “Ristoranti Messaggeri della Dieta Mediterranea”  costituita dall’Osservatorio nazionale Dieta Mediterranea, può rappresentare una delle più interessanti innovazioni nel rapporto tra turismo, salute e sviluppo territoriale. Ogni ristorante aderente può diventare una porta di accesso al territorio, ogni menù può trasformarsi in un itinerario culturale. 

Nei fatti, ogni esperienza gastronomica può diventare un’occasione per conoscere produzioni locali, tradizioni, percorsi naturalistici, patrimoni storici e comunità. Nasce così una nuova visione dello sviluppo territoriale: non più il turismo delle folle, ma turismo delle relazioni. La sfida lanciata dall’Osservatorio nazionale della Dieta Mediterranea è quella di fare del menù un simbolo di questo cambiamento, promuovendo quei territori che sapranno conservare la propria identità. E la Dieta Mediterranea rappresenta probabilmente il linguaggio più autentico con cui raccontarla al mondo. I messaggeri rappresentano molto più di una rete di ristoranti, sono una rete di comunità, di imprese e di territori che hanno scelto di investire sulla qualità della vita, sulla salute, sulla sostenibilità e sull’identità culturale. In questa visione il turismo non è più consumo dei luoghi, ma conoscenza, incontro, in definitiva non più quantità ma “valore”. Non per uno sviluppo fine a se stesso, ma per il progresso, quello più autentico che non nasce dove arrivano più persone, ma dove le persone trovano motivi per tornare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi senza pubblicità. Aiutaci a restare liberi

Dona ora su Pay Pal

IBAN

Delegato confederale Coldiretti di Bari, precedentemente con lo stesso incarico a Reggio Emilia. Già direttore regionale della Coldiretti Campania, è attualmente presidente dell’Osservatorio Dieta Mediterranea e vicepresidente della “Federazione europea sulla sicurezza sanitaria e sicurezza animale”, con delega alla sicurezza alimentare. Membro dell'Accademia dei Georgofili e componente della Task Force della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: Benessere e Nutrizione. È componente dell'Advisor Board della European Lifestyle Medicine Organization di Ginevra. Docente a contratto presso le università Parthenope e Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista e accademico della Cucina italiana, nominato dal Presidente Sergio Mattarella Ufficiale della Repubblica.