Su ambiente e servizi la capitale non guadagna ma perde 22 posizioni (scendendo al 69esimo posto) e i romani ritengono insufficienti, anche se migliorati, i servizi legati alla pulizia delle strade e alla raccolta dei rifiuti, dando una stentata sufficienza a mobilità e trasporto. Il tasso di motorizzazione complessivo vede Roma al secondo posto della graduatoria nazionale con ben 853 veicoli ogni 1.000 abitanti (in crescita del 3% nel 2025): il doppio, cioè, di città europee come Parigi, Londra o Copenaghen. E riesce adddirittura ad aggiudicarsi il poco invidiabile 17° posto tra le città più trafficate del mondo (il quarto posto se ci si limita alle città europee); nel 2025, i guidatori della capitale hanno perso ben 76 ore nel traffico, con un peggioramento del 7% rispetto alle 71 ore del 2024. L’attuale amministrazione ha avviato diverse iniziative per riequilibrare l’enorme divario tra trasporto pubblico (12,4%) e auto private (64,7%). Ma questo attiene alla Roma che sarà e non alla Roma di oggi


◆ L’analisi di GIANFRANCO AMENDOLA

Il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri all’avvio dei nuovi cassonetti della raccolta differenziata

Sale la qualità della vita, il balzo della Capitale. Recuperate 13 posizioni”; “Il 74% dei cittadini del Lazio è soddisfatto della qualità della vita nonostante sicurezza e mobilità”; “Qualità della Vita 2025, La Capitale guida le città metropolitane nel recupero rispetto al 2024,”. “Qualità della vita 2025, dove si vive meglio in Italia: Trento al top, salgono Roma e Milano”. Questi sono alcuni dei tanti titoli apparsi recentemente sulla qualità della vita e sulla risalita di Roma (che pure resta 46esima, dopo Bologna, Milano, Firenze, Genova, Cagliari e Pescara) nella classifica annuale stilata dal Sole 24 Ore. Ma è proprio così? Diciamo subito che questi titoli si basano su dati molto eterogenei che riguardano non solo la capitale ma anche tutti i territori limitrofi che compongono la città metropolitana e che, se si va al dettaglio, le valutazioni positive attengono  prevalentemente ai parametri relativi a affari e lavoro, offerte culturali, musei comunali, auditorium, bioparco, farmacie comunali, parchi e ville storiche, asili nido, cimiteri e servizio di acqua potabile.

Tutto cambia, però, se analizziamo i dati con cui i romani devono realmente fare i conti ogni giorno come traffico, smog, rumore, parcheggi, strade, trasporto pubblico, mobilità, pulizia e sicurezza. Perché allora si vede che la capitale, nel 2025, su ambiente e servizi non guadagna ma perde 22 posizioni (scendendo al 69esimo posto) e che i romani  continuano a ritenere insufficienti, anche se migliorati, i servizi legati alla pulizia delle strade e alla raccolta dei rifiuti, dando una stentata sufficienza a mobilità e trasporto. Non a caso, secondo i recenti dati Aci e Fondazione Caracciolo, il tasso di motorizzazione complessivo vede Roma al secondo posto della graduatoria nazionale con ben 853 veicoli ogni 1.000 abitanti (peraltro, in crescita del 3% nel 2025): il doppio, cioè, di città europee come Parigi, Londra o Copenaghen; e, secondo il recentissimo rapporto Inrix, riesce adddirittura ad aggiudicarsi il poco invidiabile 17° posto tra le città più trafficate del mondo (il quarto posto se ci si limita alle città europee); con il corollario che nel 2025, i guidatori della capitale hanno perso ben 76 ore nel traffico, con un peggioramento del 7% rispetto alle 71 ore del 2024.

Parallelamente, come certificato da innumerevoli sentenze a livello comunitario e nazionale (da ultimo la Cassazione civile), lo smog e il rumore risultano troppo spesso fuori limite (e in costante peggioramento), con gravi conseguenze sulla salute dei romani. Se passiamo alla sicurezza stradale, Roma registra i livelli più alti per numero di sinistri (ne totalizza quasi il doppio rispetto a Milano, seconda in classifica, e il triplo rispetto a Genova, terza in graduatoria). Lo stesso dicasi per per la criminalità: nella classifica Roma è (in discesa) al 105° posto con 6.402 reati mentre, a livello nazionale, il valore è circa la metà. Anzi, per lo spaccio di droga, Roma è addirittura la prima a livello nazionale, con 106 denunce ogni 100mila abitanti, rispetto a una media nazionale di 49,1. Né si può dire che le cose vanno meglio per pulizia e raccolta dei rifiuti; perché, se è vero che è cresciuta la raccolta differenziata, manca il dato più importante: non sappiamo, infatti, quanti di questi rifiuti vadano realmente, come dovrebbero, a riciclo, e quanti, invece, data la pessima qualità della raccolta romana, vadano, come sempre, in discarica, inceneritori o all’estero; in una città, peraltro, che non è certamente un modello di pulizia specie in prossimità dei cassonetti stradali.

In questo quadro, come si può parlare di balzo in avanti di Roma e dire che otto romani su dieci sono soddisfatti della loro qualità della vita? Basta guardare la classifica sulla qualità della vita 2025 nelle province italiane, promossa da ItaliaOggi-ItalCommunications e università La Sapienza, per vedere che la capitale, rispetto al 2024, non sale ma perde 5 posizioni passando dal 24esimo al 29esimo posto, con tutti gli indici in discesa, eccetto  quello relativo a “reddito e ricchezza”. Detto questo, occorre, tuttavia, aggiungere che l’attuale amministrazione ha avviato diverse iniziative nei settori più critici, specie per riequilibrare l’enorme divario tra trasporto pubblico (12,4%) e auto private (64,7%). Ma questo attiene soprattutto alla Roma che sarà (speriamo) e non alla Roma dove oggi viviamo, che, in realtà, come abbiamo visto per i parametri con cui i romani si scontrano ogni giorno, è ben lontana dal quadro paradisiaco di tanti titoli di giornali e di classifiche trionfalistiche. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Dal 1967 Pretore a Roma, inizia ad occuparsi di normativa ambientale dal 1970. Dal 1989 al 1994 parlamentare europeo, vice presidente della commissione per la protezione dell’ambiente. Dal 2000 al 2008 Procuratore aggiunto a Roma con delega ai reati ambientali, poi Procuratore della Repubblica a Civitavecchia fino al pensionamento (2015). Ha ricoperto numerosi incarichi pubblici partecipando a tutte le vicende che hanno visto nascere ed affermarsi il diritto dell'ambiente in Italia. Ha insegnato diritto penale dell’ambiente in varie Università scrivendo una ventina di libri fra cui “In nome del popolo inquinato” (7 edizioni). Attualmente fa parte del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare ed è docente di diritto penale ambientale presso le Università “La Sapienza” e Torvergata di Roma.