Mandare i rifiuti all’estero è un sintomo palese di disperazione

Non costerebbe di meno reclutare centinaia di netturbini per una colossale pulizia di strade e piazze invitando i cittadini a conferire sacchi di mondezza già differenziata pena multe severe e immediate? Oltre tutto sarebbe una lezione di civismo. Già ma quei rifiuti diligentemente differenziati bisogna poi smaltirli, e dove? È la bella eredità che la nullafacente Giunta Raggi ha lasciato al povero Gualtieri che ha però la possibilità di tirare un rigo sul passato, non ascoltare i suoi modesti assessori (e dico poco), convocare i più grandi e affidabili esperti e stilare un piano degno anche per i rifiuti di Roma Capitale


Il corsivetto di VITTORIO EMILIANI

I RIFIUTI DEI ROMANI vanno addirittura all’estero ma a quali costi? Non costerebbe di meno reclutare centinaia di netturbini per una colossale pulizia di strade e piazze invitando i cittadini a conferire sacchi di mondezza già differenziata pena multe severe e immediate? Oltre tutto sarebbe una lezione di civismo. Già ma quei rifiuti diligentemente differenziati bisogna poi smaltirli, e dove?

Adesso si chiacchiera di un colossale inceneritore. Ma ci vorrebbero anni e comunque ci sono le forti e motivate opposizioni degli ambientalisti i quali già lamentano lo stato pessimo dell’aria che si respira a Roma e che richiede anzitutto un potenziamento del verde pubblico stradale, dei parchi, delle Ville pubbliche abbandonate invece a se stese Tutto si connette nello stato dell’aria di una città. Sopratutto fino a quando l’intero apparato risulta deficitario. 

Mandare i rifiuti all’estero è un sintomo palese di disperazione. È la bella eredità che la nullafacente Giunta Raggi ha lasciato al povero Gualtieri che ha però la possibilità di tirare un rigo sul passato, non ascoltare i suoi modesti assessori (e dico poco), convocare i più grandi e affidabili esperti e stilare un piano degno anche per i rifiuti di Roma Capitale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.