Interrogativi pandemici: anticorpi altissimi, ma niente Green Pass. E arriva la terza dose

Set per il test sierologico

Nella primavera 2021, prima di sottoporsi a vaccinazione, un medico scopre di avere 1630 anticorpi neutralizzanti (BAU/mL), un valore anticorpale altissimo. Tampone negativo. Non si era accorto di aver contratto il virus; era uno dei tanti soggetti “asintomatici”. Lo specialista gli consiglia la vaccinazione con una sola dose, giustificando l’esenzione dalla seconda dose per “pregressa immunità da malattia naturale”. La vaccinazione avviene il 23 aprile 2021. Tutto bene, ma il medico ha diritto al Green pass? No. Seguite questa sua odissea vaccinale…


L’articolo di LAURA CALOSSO

IN QUESTI GIORNI il tema al centro della discussione è il Green pass. È giusto sapere se i luoghi che frequentiamo sono sicuri? Certo. Ma chi può ricevere il Green pass? Può averlo chi è vaccinato, chi è già guarito dal Covid-19, chi ha fatto un tampone risultato negativo (nelle 48 ore). Ottimo, però: i vaccinati possono sentirsi totalmente al sicuro? No. I vaccini possono impedire alla maggior parte delle persone di ammalarsi, ma non a tutte. È noto che, anche dopo aver ricevuto le dosi previste e aver atteso qualche settimana per raggiungere la cosiddetta immunità, esiste ancora la possibilità di essere contagiati. I vaccini, per definizione, non danno una protezione al 100%, pertanto potrebbero verificarsi “infezioni intercorrenti”, dunque le persone possono contagiarsi e contagiare anche se completamente vaccinate. In linea generale possiamo dire che è probabile che i vaccinati,  se si ammalano, abbiano sintomi più leggeri. 

Dall’alto, i risultati degli esami anticorpali del “nostro” medico il 29 aprile e il 4 settembre 2021

Ciò premesso, in questo periodo si stanno verificando casi che meriterebbero un approfondimento da parte degli addetti ai lavori. Ve ne racconto uno, quello di un medico che, nella primavera 2021, prima di sottoporsi a vaccinazione ha scoperto di avere 1630 anticorpi neutralizzanti (BAU/mL), un valore anticorpale altissimo. Tampone negativo. Non si era accorto di aver contratto il virus, pertanto potremmo considerarlo uno dei tanti soggetti “asintomatici”. Il medico in questione — di cui non facciamo il nome, ma su suo consenso siamo pronti a riferirlo alle autorità sanitarie qualora fosse richiesto — si era rivolto a un esperto per sapere come comportarsi. L’esperto gli aveva consigliato la vaccinazione con una sola dose, giustificando l’esenzione dalla seconda dose per “pregressa immunità da malattia naturale”. La vaccinazione è avvenuta il 23 aprile 2021. Tutto bene, dunque, ma: il medico ha diritto al Green pass? No. Attualmente non ha Green pass valido, deve sottoporsi a una nuova dose di vaccino. 

Essendo appunto medico, il “nostro” ha iniziato a porsi delle domande. La prima è stata: al di là del Green pass, ho o non ho una reale protezione? Ha quindi deciso di accertarlo e in data 4 settembre 2021, si è sottoposto a un nuovo esame sierologico. Risultato? Il numero degli anticorpi neutralizzanti è pari a 6580, un valore decisamente altissimo. Tampone negativo. Questo fatto rappresenta un caso isolato?  Potrebbe trattarsi di una vicenda che ne rispecchia altre analoghe? 

Poiché si parla di terza dose, non sarebbe il caso di valutare la copertura anticorpale nel tempo e decidere singolarmente su dati specifici (vedi esito di esame sierologico), invece di procedere in modalità standard, che non tiene conto delle infinite variabili che ruotano attorno alla vicenda del Sars Cov-2? Alla luce di quanto detto in premessa, non sarebbe altrettanto opportuno valutare singolarmente la protezione reale dei vaccinati, accertando la risposta anticorpale? Restiamo in fiduciosa attesa di qualche risposta dagli organi competenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Scrittrice, giornalista e traduttrice, laureata in Scienze Politiche e in Lettere, Culture moderne comparate, Letteratura tedesca. Ha lavorato come giornalista e addetta stampa. La carriera di scrittrice è iniziata con una menzione di merito al Premio Calvino, edizione 2008/2009, e il primo romanzo "A ogni costo, l'amore" pubblicato da Mondadori nel 2011. Il giornalismo d’inchiesta è la sua passione. Lavora nel mondo dell’editoria e per la Rai.