Virginia Raggi Soprintendente per l’Anno Santo straordinario: con quali meriti, di grazia?

Caloroso saluto tra Papa Francesco e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri

La sua sindacatura sarà ricordata come una delle più inefficienti e quindi delle più negative per Roma. Un valzer, un autentico turbinio di assessori mai visto, decine e decine ruotati o licenziati per il 57 per cento del totale con riflessi pesantissimi sui tanti gravi problemi della Capitale. Sul piano urbanistico ha lasciato che gli sviluppi di Roma avvenissero in modo “spontaneo”, che l’abusivismo divenisse una costante della espansione urbana liquidando l’ufficio che meritoriamente se ne occupava


L’articolo di VITTORIO EMILIANI

IL NEO-SINDACO GUALTIERI ha manifestato la propria desolazione di fronte alle macerie alle quali si è trovato. Un bilancio disastrato, una fiducia nel Comune sotto zero, aziende pubbliche indispensabili — come la mobilità urbana — la cui efficienza è inesistente con problemi enormi per quanti devono spostarsi per lavoro. Non parlo di un bilancio il cui passivo è catastrofico. Eppure qualcuno che ha potere ha appena nominato Raggi soprintendente per l’Anno Santo straordinario suscitando immediate e diffuse proteste. 

Credo che non si possa non essere d’accordo con quanti hanno protestato e protestano per la nomina della ex sindaca a soprintendere il Giubileo straordinario 2025. Con quali meriti? La sua sindacatura sarà ricordata come una delle più inefficienti e quindi delle più negative per Roma. Un valzer, un autentico turbinio di assessori mai visto, decine e decine ruotati o licenziati per il 57 per cento del totale con riflessi pesantissimi sui tanti gravi problemi della Capitale. Sul piano urbanistico ha lasciato che gli sviluppi di Roma avvenissero in modo “spontaneo”, che l’abusivismo divenisse una costante della espansione urbana liquidando l’ufficio che meritoriamente se ne occupava.

Invece di proseguire la Metro C, l’ex sindaca ha proposto una ridicola teleferica ovviamente bocciata

Va ricordato che alla fine della grande amministrazione Nathan, nella quale l’economista Giovanni Montemartini era assessore al Tecnologico, Roma vantava la più estesa rete tranviaria d’Europa, ben 431 km per 50 linee regolari che Mussolini smantellò sostenendo che «confligge col carattere imperiale di Roma». Un autentica bestiale fesseria. Il Duce in compenso realizzò un troncone modesto di metropolitana per giunta all’aperto. Nel dopoguerra è dilagato il traffico privato. Mentre Milano realizzava a partire dagli anni ’60 tre linee metropolitane sotterranee, Roma lasciava dilagare un traffico veicolare senza limiti almeno fino alla istituzione della Ztl che è comunque un argine non una alternativa trasportistica. Se ricordo bene Virginia Raggi propose anche una ridicola teleferica ovviamente bocciata invece di far progettare la prosecuzione della Metro C bloccata da tempo e che dovrà affrontare il non piccolo problema del passaggio sul Tevere e oltre.

Caos trasporti urbani

Non affronto la questione spinosissima del bilancio — come detto — o quella del rapporto coi Quartieri, uno dei quali conta ben 350.000 residenti e reclama mezzi, poteri e  finanziamenti adeguati. La Città  Metropolitana è stata una soluzione macchinosa e inefficace (la presiede la ineffabile Raggi ovviamente). Roma è soltanto il capoluogo della Regione Lazio e nemmeno quello se è vero che ha dovuto subire il Piano Casa della Giunta Polverini e poi quello di Zingaretti che investiva brutalmente l’elegante quartiere dei Villini gonfiandone assurdamente le cubature e provocando la reazione del ministero dei Beni culturali oggi della Cultura. 

E questo ripropone una questione istituzionale di fondo: Roma è la sola grande Capitale europea a non fruire di un regime speciale da vera Capitale al pari della Greater London, del Grand Paris, di Madrid o di Vienna. Non cito Berlino perché il suo modello di Città-Stato esigerebbe una modifica costituzionale. Figuriamoci la Lega che avrà comunque molto da ridire su un assetto istituzionale di Roma sul modello della Greater London il più praticabile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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About Author

Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.