Torino. La Procura accusa Comune e Regione per i morti d’inquinamento atmosferico

Lo smog cittadino fa strage con o senza Covid. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente ogni anno in Italia muoiono 59500 ma i delitti rimangono impuniti. Un comune può e deve prendere provvedimenti se sa per certo che l’inquinamento dell’aria uccide i suoi abitanti. Torino, ad esempio, è, da tempo, la città più inquinata d’Italia. La Procura della Repubblica mette ora sotto accusa gli amministratori locali piemontesi. A Londra una corte di giustizia accerta la morte di una ragazzina di tredici anni causata dall’inquinamento atmosferico della metropoli. Qualcosa comincia forse a muoversi?


di FABIO BALOCCO, da Torino

¶¶¶ Ci si preoccupa giustamente della strage che il Covid sta mietendo. Ma non ci si preoccupa minimamente di quanto la qualità della vita possa far sì che il virus colpisca ed uccida. Mi spiego meglio. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente ogni anno in Italia muoiono 59500 persone a causa dell’inquinamento atmosferico [nota 1]. Come in altri campi, l’Italia può vantare un triste primato, che condivide – in questo caso − con la Germania. Buona parte di questo inquinamento è localizzato nella Pianura Padana (dove si concentrano anche una buona parte dei morti per Covid). Ciò detto, sono ormai molte le opinioni di scienziati che ritengono che esista una correlazione tra il virus e l’inquinamento dell’aria [nota 2]. Si respira male, il virus attecchisce più facilmente e più facilmente può portare alla morte. Detto ciò, è facile pensare che di quelle 59500 persone una parte muoiano con il Covid, e non già a causa del Covid: morirebbero comunque.

Resta il fatto che l’inquinamento atmosferico fa strage in Italia con o senza il Covid. Ma, ripeto, nessuno se ne preoccupa. Soprattutto, non se ne preoccupa la mano pubblica a qualsiasi livello. I delitti rimangono impuniti. Eppure l’ipotesi di reato non è a carico di ignoti. Un comune, in particolare, può e deve prendere provvedimenti se sa per certo che l’inquinamento dell’aria uccide i suoi abitanti. Torino, dove vivo, ad esempio, è la città più inquinata d’Italia ed una delle più inquinate d’Europa. Ogni volta che vado in montagna nelle sue vicinanze, è visibile la cappa di smog che la sovrasta ogni santo giorno dell’anno. Quante migliaia di persone muoiono ogni anno a Torino a causa dell’inquinamento? [nota 3]

E qui si situa la novità proprio di questi giorni. Mi riferisco agli avvisi di garanzia che sono stati notificati a Cirio, Fassino, Appendino ed altri amministratori per reati in campo ambientale per non aver adottato adeguate misure per contrastare l’inquinamento atmosferico, causando in tal modo danni alla salute (comprese le morti). Sorprendente la dichiarazione di Fassino: «sono sconcertato e stupito perché la mia amministrazione ha sempre optato per la tutela della qualità ambientale della città». Possibile che Fassino non sapesse che l’aria di Torino era (ed è restata sotto la Appendino) una delle più ammorbate d’Europa? Perché non si sono presi e non si prendono più drastici provvedimenti nel campo del traffico motorizzato privato? Perché non si fanno controlli sui sistemi di riscaldamento? [nota 4]

La notizia degli avvisi di garanzia va a braccetto con la sentenza decembrina emessa da una corte di Londra con cui si accerta che una ragazzina di tredici anni morì a causa dell’inquinamento atmosferico della metropoli [nota 5]. Qualcosa si muove, dunque, ma è triste che quel qualcosa siano gli avvisi di garanzia o le sentenze, e che a monte nulla cambi. Le morti per inquinamento sono solo effetti collaterali indesiderati, in nome del progresso, o meglio dello sviluppo. Questo, a ben vedere, non è progresso. ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, Torino, Chiesa della Gran Madre vista da Piazza Vittorio; in alto, bambino imbottigliato nel traffico cittadino; in basso, la città della Mole sotto la cappa di smog fotografata dal Colle della Maddalena

About Author

Nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (attualmente in quiescenza), si è sempre battuto per difesa dell’ambiente e problematiche sociali. Ha scritto “Regole minime per sopravvivere” (ed. Pro Natura, 1991). Con altri autori “Piste o pèste” (ed. Pro Natura, 1992), “Disastro autostrada” (ed. Pro Natura, 1997), “Torino, oltre le apparenze” (Arianna Editrice, 2015), “Verde clandestino” (Edizioni Neos, 2017), “Loro e noi” (Edizioni Neos, 2018). Come unico autore “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Edizioni Neos, 2017), “Lontano fa Farinetti” (Edizioni Il Babi, 2019), “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo” (Edizioni Neos, 2019), “Belle persone. Storie di passioni e di ideali” (Edizioni La Cevitou, 2020). Ha coordinato “Il mare privato” (Edizioni Altreconomia, 2019). Collabora dal 2011 in qualità di blogger in campo ambientale e sociale con Il Fatto Quotidiano, Altreconomia, Natura & Società e Volere la Luna.