Il ministro Humpty Dumpty e i dati sulle energie rinnovabili: incompetenza o malafede?

 Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani

«Nei primi cinque mesi del 2022 sono già stati richiesti allacciamenti alla rete per 5,1 GW —aveva dichiarato il ministro Cingolani in audizione alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, il 30 maggio scorso — che sono 2,5 volte gli interi allacciamenti fatti nel 2020 e 2021». Ma si apprende che quei 5,1 GW di fonti energetiche rinnovabili sono le stime di Terna per il 2022, mentre a tutto aprile erano stati allacciati 0,64 GW. A questo ritmo, i 70 GW che il ministro ha varie volte dichiarato come obiettivo al 2030 verranno raggiunti dopo il 2050. Ma “Cingo” ci è o ci fa?


Il corsivo di MASSIMO SCALIA

Humpty Dumpty sat on a wall / Humpty Dumpty had a great fall / All the king’s horses and all the king’s men / Couldn’t put Humpty together again

(Humpty Dumpty era seduto su un muro / Humpty Dumpty fece una gran caduta / Tutti i cavalli del re e tutti gli uomini del re / Non riuscirono a rimettere insieme Humpty)  

“CINGO” RICHIAMA, ANCHE in virtù di un che di ovaliforme, il personaggetto del nonsense celebrato nelle scuole d’infanzia inglesi. A forza di oscillare sul parapetto delle minchiate che ha indefessamente propalato al servizio, non di Sua Maestà the Queen, ma del “Disgusting”, è caduto per terra e si è rotto. Un guscio d’uovo in tanti frammenti, che riflettono ancora, come uno specchio rotto, la realtà deformata di tutte le balle che ha raccontato e di tutti gli impegni che avrebbe dovuto assumere e che, invece, ha dribblato continuando a oscillare su quel muretto. “In Plenitude”, potrebbero osservare i maligni (latineggianti). 

Fig. 1

«Nei primi cinque mesi del 2022 sono già stati richiesti allacciamenti alla rete per 5,1 GW — aveva dichiarato Humpty in audizione alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera, il 30 maggio scorso — che sono 2,5 volte gli interi allacciamenti fatti nel 2020 e 2021». Eh no, quei 5,1 GW si apprende che sono le stime di Terna per il 2022 (vedi Fig.1), mentre a tutto aprile erano stati allacciati 0,64 GW. E, a questo ritmo, i 70 GW che Humpty ha varie volte dichiarato come obiettivo al 2030 verranno raggiunti dopo il 2050. “Appunto, ‘Net zero by 2050’ ”, gongola un pezzo del guscio rotto. “Ehi Humpty, quello ‘zero’ si riferisce alle emissioni di Co2, non alla potenza di Fer installata!”. 

Il fatto è che il processo autorizzativo dura in media 7 anni nel “Paese del sole”, contro un anno previsto dalla legge, con la conseguenza che una buona metà abbandona il campo e gli eroi che resistono ci arrivano sei anni dopo. Ma Humpty non aveva il compito di seguire queste cose e facilitarle al massimo? Macché, se ne sta lì sul muretto a oscillare…

 Tra un’oscillazione e l’altra, si era fatto scappare una revisione dei Sad (Sussidi Ambientalmente Dannosi), 20 miliardi di euro all’anno annunciata per giugno: “Sì, ma non ho specificato l’anno”, ridacchia Humpty

Eppure, tra un’oscillazione e l’altra, si era fatto scappare una revisione dei Sad (Sussidi Ambientalmente Dannosi), che delle brave anime del ministero della Transizione ecologica avevano calcolato; al punto che qualche esagitato aveva proposto di partire subito visto che su quei 20 miliardi e passa di euro all’anno c’era un “piano di rientro” articolato in tre scenari [leggi qui]. 

“A giugno” era stato l’ukaze di Humpty, mentre le brave anime che avevano redatto lo studio venivano prelevate e internate in qualcuna delle segrete di cui il “Disgusting” dispone, speriamo in Italia. Ma a giugno ci siamo! “Sì, ma non ho specificato l’anno”, ridacchia uno dei pezzi di guscio. Il ridacchiare si sbieca in smorfia: “Ma che volete! L’ultimo punitivo decreto ‘aiuti’ taglia un 25% dei meritati profitti del mio ‘mascellone’, ma non è finita qui!” inveisce. “E quei Sad, tutti idrocarburi, sono un suo irrinunciabile appannaggio”.

Per Humpty, caduto dal muretto, è ora di chiudere. Visto che il premier Draghi è tutto impegnato per un “price cap” sul gas, comune per tutta la Ue, preghi almeno il sindaco di Roma di mandare uno dei 200 dipendenti dell’Ama, quelli che è riuscito a cavare fuori dall’indisponibilità sempiterna, a spazzar via i pezzi di guscio. La transizione ecologica potrà pure essere “lacrime e sangue”, ma, a maggior ragione, non abbisogna di oscillanti ovaliformi da tiritera per bambini. Per di più non ricomponibili© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About Author

Scienziato e politico, è stato leader del movimento antinucleare e tra i fondatori di Legambiente e dei Verdi. Fu primo firmatario, insieme ad Alex Langer, dell’appello che nell’autunno 1984 portò alla costituzione nazionale di Liste Verdi per le amministrative del 1985. Eletto alla Camera per i Verdi (1987-2001) ha portato a compimento la chiusura del nucleare, le leggi su rinnovabili e risparmio energetico, la legge sul bando dell’amianto. È stato presidente delle due prime Commissioni d’inchiesta sui rifiuti (“Ecomafie”), che hanno indagato sui traffici illeciti internazionali, sulla waste connection (assassinio di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin) e sulla gestione delle scorie nucleari. Ha per anni proposto insieme ai Verdi i cardini e le azioni della Green Economy; e ha continuato le battaglie ambientaliste a fianco della ribellione di Scanzano (2003) e contro la centrale di Porto Tolle e il carbone dell’Enel (2011-14). Co-presidente del Decennio per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile dell’Unesco (2005-14). Tra i padri dell’ambientalismo scientifico ha prodotto (2020) un modello teorico di “stato stazionario globale”, reperibile, insieme a molte altre pubblicazioni scientifiche, su https://www.researchgate.net/profile/Massimo-Scalia