La nipotina di Mubarak non ha insegnato nulla: questa destra, incurante degli scandali, delle sentenze passate in giudicato e del ridicolo, sta dicendo al paese di sentirsi rappresentata da Berlusconi. Il centro sinistra non ha neppure il coraggio di dire una parola chiara sul suo candidato, e balbetta le solite dichiarazioni inconcludenti sui problemi di metodo che devono precedere le discussioni sui nomi


Il corsivo di BATTISTA GARDONCINI

Il capo della destra Berlusconi si fa beffe di alleati e benpensanti, un’altra volta

CREDEVO CHE CON la nipotina di Mubarak la destra italiana avesse toccato il fondo. Ma quello che sta accadendo in queste ore è peggio. Molto peggio, perché allora c’era una maggioranza di governo che tentava di difendere un premier indifendibile per evitare di soccombere insieme a lui. Squallido, ma comprensibile. Qui, invece, c’è una destra libera di scegliere, che non rischia nulla, e anzi avrebbe buone possibilità di mandare comunque una persona di suo gradimento sul colle più alto. Questa destra, incurante degli scandali, delle sentenze passate in giudicato e del ridicolo, sta dicendo al paese di sentirsi rappresentata da Berlusconi. Senza vergogna, e apparentemente dimentica del fatto che perfino gli elettori gli hanno da tempo voltato le spalle, visto che nei sondaggi il suo partito azienda è inchiodato a percentuali a una cifra. 

Niente paura — dicono i soliti bene informati — si tratta delle solite schermaglie politiche. La destra lo sostiene perché pensa di poter ricavare dalla sua ambizione senile un vantaggio politico, ma è probabile che alla prova dell’aula Berlusconi non abbia i numeri per salire al Colle, e che alla fine i voti del centro destra convergano su un altro candidato “meno divisivo”. Può darsi, ma qualche paletto le altre forze che siedono in parlamento dovrebbero metterlo, visto che tra l’altro hanno i numeri per farlo. Non vedo ad esempio come, dopo aver detto no a Berlusconi, si possa dire sì a uno dei tanti burattini che hanno dichiarato di considerarlo un padre della Patria capace di dare lustro all’Italia sul piano internazionale. 

Una cosa però è certa. In queste ore di attesa del voto la politica sta mostrando il suo aspetto peggiore. Vale per la destra che dice una cosa, ne pensa un’altra, e alla fine probabilmente ne farà una terza. E vale anche per il centro sinistra, che non ha neppure il coraggio di dire una parola chiara sul suo candidato, e balbetta le solite dichiarazioni inconcludenti sui problemi di metodo che devono precedere le discussioni sui nomi. Che è quello che si dice quando il nome non c’è, oppure fa un po’ schifo.

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L’autore dirige Oltreilponte.org

Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, due nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.

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