In guerra chiunque può dichiarare di avere vinto, ma la vittoria si misura in base agli obiettivi che i Paesi si erano prefissati di raggiungere. Conoscere gli obiettivi, iniziali, intermedi e finali, delle nazioni che, a vario titolo, partecipano al conflitto è fondamentale per sedersi al tavolo della pace. Stati Uniti, Regno Unito, Polonia e Paesi baltici non partecipano alla guerra solo per fermare l’aggressione, ma per infliggere una “severa punizione” alla Russia “perché sia così indebolita da non provarci più”. Gli altri paesi europei, e soprattutto i quattro maggiori (Germania, Francia, Italia, Spagna) vogliono la liberazione dell’Ucraina, ma al contempo non vogliono “umiliare” la Russia cercando una pace che consenta al Paese di Zelensky di mantenere il suo diritto alla sovranità L’analisi di STEFANO RIZZO, americanista Draghi in visita ufficiale alla casa bianca NELL’INCONTRO DI MARTEDÌ 10 maggio con il presidente Biden alla Casa Bianca, il presidente del Consiglio Draghi, dopo avere riaffermato la condanna nei confronti della Russia e l’unità di europei e Stati Uniti nel contrastarla, ha aggiunto significativamente che «in Italia e in Europa ora la gente pensa … alla possibilità di realizzare un cessate il fuoco e di ricominciare con dei negoziati credibili». Come? gli è stato chiesto il giorno dopo in conferenza stampa. Attraverso...

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Giornalista, docente universitario, romanziere, ha insegnato relazioni internazionali all’Università la Sapienza di Roma. Ha collaborato con svariate testate a stampa e online scrivendo prevalentemente di politica e istituzioni degli Stati Uniti. E’ autore di svariati volumi di politica internazionale: Ascesa e caduta del bushismo (Ediesse, 2006), La svolta americana (Ediesse, 2008), Teorie e pratiche delle relazioni internazionali (Nuova Cultura,2009), Le rivoluzioni della dignità (Ediesse, 2012), The Changing Faces of Populism (Feps, 2013). Ha pubblicato quattro volumi di narrativa; l’ultimo è Melencolia (Mincione, 2017)