L’«ottobre nero» dei sovranisti europei: dalla Boemia all’Austria, passando per l’Italia

Viktor Orban e Giorgia Meloni; sotto il titolo, l’ex cancelliere austriaco Sebastian Kurz che ha rassegnato le dimissioni per il secondo scandalo in meno di tre anni

Le “October suprises” sbarcano in Europa e, a partire dallo scandalo dei finanziamenti a favore dei candidati nazifascisti di Fratelli d’Italia, gli euroscettici subiscono sconfitte politiche ed elettorali. In Boemia e in Austria alcuni governi sono caduti e i loro partiti si sono indeboliti. Se l’Europa tiene il punto sul blocco dei fondi comunitari senza il rispetto dei diritti civili e delle regole democratiche nell’ex blocco sovietico, l’indebolimento dei sovranisti potrà aggravarsi. La maggioranza delle loro opinioni pubbliche è consapevole che lo sviluppo economico nazionale passa per il mercato comune e i fondi europei


L’analisi di COSIMO GRAZIANI

LE CHIAMANO “October suprises” e sono le notizie che negli Stati Uniti vengono usate l’ultimo mese di campagna elettorale per screditare uno dei candidati alla presidenza. La storia statunitense è piena di “sorprese” che hanno rovinato elezioni a tutti i livelli. Quest’anno, anche in Italia abbiamo avuto una “sorpresa di ottobre” ed è stata l’inchiesta sui fondi provenienti da gruppi di estrema destra che ha coinvolto Fratelli d’Italia. In quei giorni ancora non lo sapevamo, ma stavamo entrando in un mese nerissimo per la destra sovranista europea. Dall’ultima settimana di settembre, i principali partiti euroscettici hanno subìto dei colpi che ne hanno minato la credibilità e la forza politica.

I primi a subire il colpo sono stati Matteo Salvini e Giorgia Meloni con le elezioni amministrative. Se Giorgia Meloni è riuscita a diventare (nei sondaggi d’opinione) il primo partito di destra in Italia, la Lega è calata sensibilmente nelle preferenze proprio in favore del suo alleato, che ha retto nonostante il danno di immagine dell’indagine sui collegamenti tra gruppi di estrema destra e l’eurodeputato Fidanza. Le due forze però sono uscite sconfitte dalla tornata elettorale, visto il roboante 5-0 subito nell’elezione dei sindaci nelle principali città italiane a favore del centrosinistra (unito ai 5 stelle in alcuni casi). In chiave politica, il ridimensionamento della Lega avrà affetti anche sul governo italiano, visto che il partito di Salvini non potrà minacciare la caduta del governo senza che ci siano conseguenze politiche ed economiche (a parte, poi, i possibili effetti all’interno del partito). 

Andrej Babiš, imprenditore ceco primo ministro uscente, fondatore e leader del partito Ano

Negli stessi giorni, un altro dramma è andato in scena in uno dei paesi più euroscettici: la Repubblica Ceca. Alle elezioni che si sono svolte nello stesso fine settimane delle amministrative italiane, il primo ministro Babis ha subito una dolorosa sconfitta. A Praga il partito Ano ha ottenuto il 27% dei voti, risultando il primo a livello nazionale, ma ha comunque perso le elezioni perché davanti a lui è arrivata la coalizione moderata Spolu, guidata de Petr Fiala, che ha ottenuto il 27,4%. Il presidente Zeman ha inizialmente incaricato Babis di formare il governo, ma il premier sovranista ha trovato intorno a sé terra bruciata fatta da tutti i partiti entrati in Parlamento al momento delle negoziazioni. Il nuovo governo probabilmente sarà composto da Spolu e dalla coalizione guidata dal Partito dei Pirati. 

In contemporanea alla disfatta dei sovranisti in Italia e in Boemia, in Austria andava in scena la seconda caduta di Sebastian Kurtz. L’ex cancelliere di Vienna, conservatore e sempre tra i maggiori euroscettici, si è dovuto dimettere perché sotto inchiesta, insieme ad altri nove membri del governo, per uno scandalo legato alla commissione di sondaggi favorevoli pagati con soldi pubblici. Come sottolineava l’Economist a metà ottobre, si tratta delle seconde dimissioni di Kurtz in meno di tre anni, e ancora per uno scandalo legato alla corruzione. Il primo fu l’Ibizagate del 2019, in cui Kurtz fu accusato di aver testimoniato il falso per proteggere il suo vice Strache, coinvolto direttamente nello scandalo. Per il settimanale inglese, in queste due esperienze al governo l’esponente conservatore si è trovato in coalizione con tre dei quattro principali partiti austriaci. Alle elezioni del 2024 sarà difficile trovare dei partner per un eventuale governo, considerato che gli scandali lo hanno reso inaffidabile agli occhi degli altri partiti. Da dimissionario Kurtz si è autonominato capogruppo dei conservatori in parlamento, sia per godere dell’immunità parlamentare sia per rimanere vigile sul lavoro del governo guidato ora dal conservatore Schallenberg. 

Matteo Salvini e Marine Le Pen alle prese in uno dei loro amati selfie

Ultimo tassello di questa crisi sovranista è stato il confronto Polonia-Unione Europea. Dalle questioni energetiche fino al rispetto delle norme europee, Varsavia al momento è l’unico paese di cui si è discusso apertamente della possibilità di fuoriuscita dall’Unione. Per adesso pare improbabile, e nel frattempo la reazione di Bruxelles c’è stata e ha toccato un tema fondamentale per le economie dell’Est Europa: l’accesso ai fondi comunitari di cui tutte le economie dei paesi ex comunisti hanno assoluto bisogno. La sentenza della Corte di giustizia europea emanata a fine ottobre ha condannato Varsavia a pagare un milione di euro al giorno alla Commissione per le limitazioni imposte ai magistrati a partire dal 2017 su proposta della Commissione stessa. Il significato di questa sanzione è importante: è un segnale per tutti quei paesi che vorrebbero mantenere la membership senza però prenderne gli impegni. In sostanza, buona parte dei paesi che sono entrati dal 2004 in poi. 

La domanda che bisogna porsi al momento è: ci saranno effetti nel lungo periodo o è stato solo un inciampo momentaneo? Gli effetti ci sono e ci saranno visto che sono stati colpiti in egual maniera sia i populisti nei paesi fondatori dell’Unione Europea sia nei paesi entrati successivamente. Gli euroscettici non avranno in futuro la stessa forza nell’affrontare Bruxelles. Ci sono, tuttavia, delle differenze: in Austria e in Italia, il peso dei conservatori e della destra verrà influenzato dagli equilibri politici con le altre forze politiche, mentre in Polonia e in Repubblica Ceca il peso dei partiti euroscettici cambierà soprattutto in base alla reazione della popolazione. Secondo molti sondaggi, le opinioni pubbliche dei paesi dell’Est sono a maggioranza favorevoli all’Unione. E la spiegazione è molto semplice: sono consce del fatto che lo sviluppo economico nazionale passa anche per il mercato comune e i fondi europei. In questo Bruxelles ha toccato le corde giuste. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Dopo la laurea in Scienze politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università RomaTre mi sono trasferito prima in Estonia, poi nel Regno Unito e successivamente in Kazakistan per conseguire il Master in Studi Eurasiatici. Mi occupo di politica internazionale e dell'Asia Centrale anche per il Caffè Geopolitico e L'Osservatore Romano. Tra i paesi in cui ho vissuto per studio o per esperienze lavorative ci sono anche gli Stati Uniti, Spagna e Ungheria. In tutti questi paesi, l'obiettivo è stato di immergersi nella cultura locale