L’Afghanistan e noi. Bombe uomini e filo spinato

Bombe uomini e filo spinato

(Francesco Piobbichi) — ORA MOLTI MIEI concittadini si emozionano perché vedono persone disperate provare a scappare dall’Afghanistan. Ma quando le vedranno arrivare con i piedi massacrati lungo la rotta balcanica non  avranno la stessa pietas. Invocheranno legge e ordine, filo spinato e respingimenti. Diranno che noi non possiamo accoglierli tutti. Film già visto per i siriani, eritrei, sudanesi, ecc ecc. Ricordatevi che molti di quelli che sono in Libia, che molti di quelli che muoiono in mare, hanno le stesse motivazioni di chi oggi si aggrappa ad un carrello di un aereo a Kabul. La cosa che mi fa più rabbia sarà vedere chi ha sparso guerra e miseria per il mondo spargere domani odio su chi ne scappa.

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Disegnatore sociale, da anni lavora sul tema della frontiera cercando di raccontare storie attraverso i disegni. Inizia a disegnare come autodidatta a Lampedusa intrecciando il suo lavoro come operatore sociale legandolo al racconto disegnato di storie altrimenti dimenticate. Il lavoro in frontiera lo ha portato a misurarsi con la necessità di costruire una memoria viva in grado di segnare il presente depositandola come atto di accusa di fronte alla storia. In questo momento Francesco lavora con il progetto della Federazione delle chiese Evangeliche "Mediterranean Hope" nella Piana di Gioia Tauro. I suoi disegni sono raccolti in vari libri pubblicati dalla Claudiana Editrice.