Le derive oligarchiche, la delegittimazione dei partiti, lo scollamento tra istituzioni e popolo, il dominio dei poteri economici hanno causato anche in Italia uno stato di allerta e minacciano, gravemente, la democrazia e la dimensione sociale dei diritti. Il Governo Draghi si fa imprigionare da gas, petrolio, metano e persino dal carbone, almanaccando di acquisti alternativi negli Stati Uniti d’America con l’importazione dello shale gas, che presuppone l’utilizzo dei rigassificatori. Quello di Porto Empedocle in zona Kaos, con l’obiettivo di collegarlo alla rete nazionale, impone un mastodontico metanodotto da collocare nella Valle dei Templi. Anziché puntare su regole autoritarie e punitive per perpetuare il dominio degli idrocarburi, avrebbe dovuto e dovrebbe accelerare con le rinnovabili


L’intervento di ALESSIO LATTUCA, “Movimento Per la Sostenibilità”

STATO DI EMERGENZA è una espressione che può alludere a una condizione particolare o transitoria. Oppure a una situazione che da transitoria si trasforma in realtà stabilmente emergenziale. È ciò che accade oggi in Italia con il pretesto del pericolo, che giustifica decisioni d’imperio prese dall’esecutivo o, spesso direttamente, dal capo del governo attraverso ripetuti Dpcm: vi ricordate la lunga serie di Decreti ministeriali sul Covid-19? Il meccanismo si sta, purtroppo, riproponendo con il recente Decreto Legge Energia. Il rischio di eccessivo accentramento delle decisioni a Palazzo Chigi avrebbe dovuto sconsigliare l’uso disinvolto dello stato d’emergenza, perché esso è una scorciatoia pericolosa, crea colli di bottiglia e mette in discussione i processi democratici.

Roma, 8 ottobre 2019, Luigi Di Maio strappa le poltrone davanti a Montecitorio circondato dai parlamentari M5S al varo della riforma che riduce il numero degli eletti [credit Ansa/Massimo Percossi]
Insomma non è possibile che l’eccezione diventi la regola e nel frattempo la democrazia deperisca. È evidente che le derive oligarchiche, la delegittimazione dei partiti, lo scollamento tra istituzioni e popolo, il dominio dei poteri economici abbiano causato uno stato di allerta e oggi minacciano, gravemente, la democrazia e la dimensione sociale dei diritti. Perché quando la democrazia sembra diventata ovvia e non viene coltivata, la partecipazione si affievolisce e il potere reale diventa sempre più opaco. Appunto per questo occorre stare attenti ed interrompere il conformismo del discorso pubblico dominante e rilanciare la democrazia, contribuendo a contenere e incanalare il rancore diffuso. 

D’altronde, la pandemia non ha agito solo accentuando i divari esistenti tra alto e basso della scala sociale tradizionale, ma ne ha creato di nuovi, scavando fossati tra persone e settori pesantemente colpiti. Le risposte del Governo, pur attenuando l’impatto della crisi, hanno prodotto sentimenti di esclusione e creato nuove fratture che si intrecciano con quelle preesistenti e configurano una società frammentata, composta da individui sempre più soli. Tutte ragioni che nell’Agrigentino hanno determinato la nascita del “Movimento Per la Sostenibilità”, frutto della mobilitazione sociale alla ricerca di un modello di sviluppo in grado di ricomporre un tessuto lacerato. Esso intende tradurre e proiettare la rabbia e le delusioni individuali in speranze di un cambiamento possibile. Serve, al riguardo, uno scatto potente nella parte progressista della società per rinnovare la politica e aprire un capitolo tutto nuovo da declinare, con una direzione prevalente: tutti gli interventi vanno misurati con i redditi e con i lavori che generano. 

La guerra in Ucraina offre il pretesto per militarizzare i processi autorizzativi di impianti pericolosi, come i rigassificatori

Sono, questi, argomenti molto seri che dovrebbero indurre il presidente Draghi a riflettere e, possibilmente, a rivedere le decisioni (frutto di politicismo miope di dubbia natura) che destano nei cittadini il sospetto che si tratti di puri pretesti per militarizzare i processi autorizzativi di impianti pericolosi, quali sono i rigassificatori. In proposito il Governo dovrebbe offrire opportune informazioni sulle ragioni che hanno suggerito di inserire all’art 6 del Decreto legislativo Aiuti, la possibilità di collocare gli impianti delle rinnovabili in aree non ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio), né ricadono nella fascia di rispetto dei beni sottoposti a tutela ai sensi della parte seconda, oppure dell’articolo 136 del medesimo decreto legislativo, e la stessa misura non sia stata inserita all’art. 5. Tutto questo è stato richiesto, ripetutamente, dal “Movimento Per la Sostenibilità” e da tutti gli altri attori in campo, compreso il Soprintendente ai Beni archeologici e paesaggistici Benfari. E sono stati ignorati anche i ripetuti allarmi che tale eventualità non avrebbe giovato alle comunità né al Paese, ma avrebbe avvantaggiato, esclusivamente, le speculazioni (per vile profitto) dei soliti noti. 

Rendering del molo di attracco del progetto di rigassificatore di Porto Empedocle; sotto il titolo, il Tempio della Concordia simbolo dell’intera Valle dei Templi dell’antica Akragas

Ci si chiede allora come mai un uomo con la competenza di Draghi sia stato indotto a perseguire percorsi tanto ostici, piuttosto che porre rimedio agli errori del passato con una politica chiara e trasparente. E come mai abbia scelto  scorciatoie che annegheranno nel loro bicchiere d’acqua. Verrà il giorno in cui Draghi non ci sarà più ma il disastro resterà lì, unitamente alla memoria indelebile di un’azione tanto inutile quanto violenta e politicamente scorretta. Che avrà ricadute terribili nei confronti di uno straordinario ed unico patrimonio di Beni Archeologici e delle inermi comunità convinte che si sia consumato un atto violento. Davvero strano che il Governo si presti, con un misero espediente, a consentire a Snam una mera speculazione: acquistare un progetto scaduto del terminale di Rigassificazione in zona Kaos, con l’obiettivo di collegarlo alla rete nazionale mediante un mastodontico metanodotto da collocare nella Valle dei Templi. 

Del resto la vera contraddizione sta nel fatto che mentre il governo emana l’articolo 5 del provvedimento, dimentica che nel frattempo il parlamento (a cui si dovrà rivolgere per la sua conversione in legge), ha riformato l’articolo 9 della Costituzione ed ha introdotto tra i principi fondamentali «la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni». Ciò che accade è una ulteriore dimostrazione della confusione politica generata dalle patologie in atto, facendo a pugni con le logiche dirette a sostenere la democrazia e a promuovere un vero sviluppo economico e sociale. Ed è grave che tutto questo si manifesti in un momento nel quale il Paese è polarizzato e le diseguaglianze sociali e territoriali propiziano l’ascesa al potere di partiti estremisti, alimentando i populismi. In un Paese normale esisterebbero le condizioni per ritrovare la strada di una politica seria, identificabile nei programmi e nelle motivazioni. Invece, la devoluzione ad anonimi commissari di poteri tanto delicati e significativi per la tutela dei territori, dei beni culturali ed ambientali e della salute pubblica non ha nulla a che fare con il buonsenso e non è un’azione politicamente corretta. 

Il Governo si fa imprigionare da gas, petrolio, metano e persino dal carbone, almanaccando di acquisti alternativi negli Stati Uniti d’America con l’importazione dello shale gas, che presuppone l’utilizzo dei rigassificatori

Il Governo si fa imprigionare da gas, petrolio, metano e persino dal carbone, almanaccando di acquisti alternativi negli Stati Uniti d’America con l’importazione dello shale gas, che presuppone, per l’appunto, l’utilizzo dei rigassificatori. Anziché puntare su regole autoritarie e punitive per perpetuare il dominio degli idrocarburi, avrebbe dovuto e dovrebbe accelerare con le rinnovabili. È necessario intervenire con urgenza per favorire la transizione energetica nel nostro Paese. Nei primi 3 mesi del 2022 la Germania ha installato 5 volte la quantità di rinnovabili dell’Italia nello stesso periodo. Tra il 2017 e il 2021 la produzione di energia elettrica da rinnovabili da noi è aumentata del 13%, mentre la media europea è del 22% e del 26% a livello mondiale. È evidente che il Paese registra un pericoloso ritardo anche a causa delle Regioni che non si dotano di un piano e non programmano i territori, benché sia oramai noto che in tre anni sarebbe possibile installare almeno 60/70 Gigawatt di rinnovabili, che dimezzerebbero la nostra dipendenza dal gas russo. E, soprattutto, potrebbero creare tra 80 e 100mila nuovi posti di lavoro. 

Sono questioni che richiedono un dibattito pubblico argomentato e la formazione di un’opinione informata che possa, eventualmente, condividere e sostenere, oppure, in caso contrario, possa bloccare scelte tanto impegnative per il futuro dei territori coinvolti. Così come è doveroso che siano rispettati gli equilibri sociali e che su questioni di rilevanza pubblica i cittadini possano fornire un “parere informato”, piuttosto che subire la violenza di scelte afflittive, a vantaggio soltanto dei potentati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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È presidente di Confimpresa Euromed, amministratore delegato Confidi per l’impresa e direttore generale Cofidi Scrl. Imprenditore agrigentino, si batte da anni contro il rigassificatore di Porto Empedocle (sua città natale), che definisce un “progetto folle”, a pochi passi dalla Valle dei Templi, a ridosso della casa di Luigi Pirandello in contrada Kaos.