Espropriare le case sfitte: in Germania ci si può pensare, in Italia si consuma nuovo suolo

Manifestazione a favore del referendum sull’esproprio dei palazzi sfitti [credit Epa/Clemens Bilan]

A Berlino, la maggioranza dei cittadini propone alla municipalità di espropriare 240.000 alloggi sfitti di due grandi società immobiliari per metterli sul mercato. La Provincia Autonoma di Bolzano (Svp e Lega) vuole aumentare l’imposta locale sulle seconde case sfitte. In Italia, vent’anni fa l’ultimo governo Amato consentì ai comuni di tappare i buchi di bilancio con gli oneri di urbanizzazione, anziché destinarli ai servizi pubblici. Si iniziò a concedere più facilmente permessi a costruire e il patrimonio immobiliare oggi eccede di molto i bisogni effettivi di abitazioni, con un consumo forsennato di suolo


L’articolo di FABIO BALOCCO

NESSUNA ECO HA AVUTO sui nostri media la notizia che a Berlino — contemporaneamente con le elezioni politiche — si è svolto a settembre un referendum consultivo avente questo scopo: che la municipalità espropri ai colossi immobiliari le case sfitte e le metta di conseguenza sul mercato. Si tratta di ben 240.000 alloggi di proprietà di sole due grandi società. Il referendum ha avuto un esito confortante per i proponenti, il movimento berlinese “Deutsche Wohnen & Co enteignen”: il 56% si è dichiarato a favore dell’iniziativa [nota 1].

In Italia, la Provincia Autonoma di Bolzano inasprisce l’imposta locale sulle seconde case sfitte

Quello delle case che restano vuote, che non vanno sul mercato, è un problema non solo sociale ma anche ambientale e territoriale: infatti a Berlino si continua a costruire per soddisfare la richiesta di alloggi. Ed è un problema tranquillamente esportabile altrove, ad esempio a Torino, dove si valuta che gli alloggi sfitti siano addirittura 50.000, tra l’altro con una percentuale di sfratti fra le più alte in Italia. Detto ciò, pare francamente illusorio ipotizzare una sorta di “stato comunista” che espropria gli alloggi inutilizzati. Questo è uno stato che non ha neppure il coraggio di agire sulla leva fiscale aumentando l’Imu su questi alloggi per non perdere consensi: perché la politica, in fondo, è la ricerca del consenso. Anche se, in questo campo — quello cioè della tassazione maggiorata degli alloggi sfitti — non il governo ma la giunta provinciale di Bolzano, targata Svp e Lega, la pensa diversamente: avendo competenza in materia, ha varato negli scorsi giorni un disegno di legge che prevede un inasprimento dell’imposta locale sulle seconde case [nota 2]. 

Nuovi quartieri in costruzione in centro e in periferia a Milano nonostante i molti palazzi sfitti in città

Un provvedimento diciamo pure “coraggioso”, ma anche unico nella storia del paese. Che, anzi, ha sempre preso strade assai diverse. A tal proposito, mi piace (si fa per dire) ricordare l’allora Governo Amato — parlo dell’anno 2001 — che ebbe la bella pensata di consentire ai comuni che già navigavano in acque turbolente di tappare i buchi di bilancio con gli oneri di urbanizzazione, che venivano perciò distolti dal loro naturale fine, quello di essere destinati a creare servizi pubblici. Una bella pensata che diede una accelerata al consumo di suolo, perché i comuni iniziarono a concedere più facilmente permessi a costruire. Invece di agire quindi sulla leva fiscale si preferì agire sugli oneri di urbanizzazione, facendo altresì un grosso favore alla solita dominante lobby dei costruttori. E chi fu il firmatario del provvedimento? Franco Bassanini, esponente del Partito Democratico della Sinistra [nota 3]. 

Ma lo sappiamo, chi governa, a livello locale o centrale, non è altro che l’espressione della gente. E forse, dico forse, in Germania, la sensibilità su questo tema è un po’ superiore a quella italiana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (attualmente in quiescenza), si è sempre battuto per difesa dell’ambiente e problematiche sociali. Ha scritto “Regole minime per sopravvivere” (ed. Pro Natura, 1991). Con altri autori “Piste o pèste” (ed. Pro Natura, 1992), “Disastro autostrada” (ed. Pro Natura, 1997), “Torino, oltre le apparenze” (Arianna Editrice, 2015), “Verde clandestino” (Edizioni Neos, 2017), “Loro e noi” (Edizioni Neos, 2018). Come unico autore “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Edizioni Neos, 2017), “Lontano fa Farinetti” (Edizioni Il Babi, 2019), “Per gioco. Voci e numeri del gioco d’azzardo” (Edizioni Neos, 2019), “Belle persone. Storie di passioni e di ideali” (Edizioni La Cevitou, 2020). Ha coordinato “Il mare privato” (Edizioni Altreconomia, 2019). Collabora dal 2011 in qualità di blogger in campo ambientale e sociale con Il Fatto Quotidiano, Altreconomia, Natura & Società e Volere la Luna.