La locandina del film di Valérie Donzelli con Bastien Bouillon

Presentato l’anno scorso a Venezia, il film della regista francese è arrivato nelle sale italiane soltanto pochi giorni fa. Non è certamente una storia allegra, ma non angoscia, e scorre senza sbavature grazie anche alla notevole interpretazione del protagonista Bastien Bouillon, già presente in altri film di Donzelli. È basato sul romanzo autobiografico “À pied d’œuvre” (“Pronto a lavorare”) scritto da Franck Courtès e pubblicato in Francia da Gallimard


◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *

L’affermato fotografo Paul decide di chiudere lo studio per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Ma le prime opere, nonostante le lodi della critica, non vendono, e il nuovo romanzo non decolla. A poco a poco i parenti e gli amici si allontanano, e, quando la moglie si trasferisce all’estero con i figli, a lui non resta che arrangiarsi con lavoretti occasionali in modo da avere il tempo per scrivere. Scopre così sulla propria pelle il mondo della gig economy, governato dalle piattaforme on line che mettono i poveracci in concorrenza tra loro per ottenere lavoretti saltuari e mal pagati. Farà di tutto, dal tassista abusivo al giardiniere, dagli sgomberi di cantine al montaggio dei mobili Ikea. Conoscerà la fatica, la disperazione, e a volte anche la fame. E incontrerà ogni genere di persone, dal ricco arrogante alla divorziata desiderosa di compagnia.

“La mattina scrivo”, della regista francese Valérie Donzelli, è stato presentato l’anno scorso a Venezia, ma è arrivato nelle sale italiane soltanto pochi giorni fa. Non è certamente un film allegro, ma non angoscia, e scorre senza sbavature grazie anche alla notevole interpretazione del protagonista Bastien Bouillon, già presente in altri film di Donzelli.  La stessa regista, tra l’altro,  ha ritagliato per sé la parte non marginale della moglie dell’aspirante  scrittore.

“La mattina scrivo” è l’orgogliosa risposta di Paul a chi gli offre un lavoro nella prima parte della giornata. Il titolo francese del film, “À pied d’œuvre” , significa invece “Pronto a lavorare”, ed è lo stesso di un romanzo di Franck Courtès, che in Francia è stato pubblicato da Gallimard. Il libro è dichiaratamente autobiografico. Anche Courtès era un fotografo, anche lui ha abbandonato una promettente  attività per seguire la sua vocazione di scrittore, e anche lui, come Paul, è povero, o almeno lo è stato prima del successo editoriale e del film. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(*) L’autore dirige oltreilponte.org

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Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, quattro nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.