Raccontami l’Abruzzo – Il sogno di Amedeo

(a cura di Rita La Rovere)
Solfanelli Editore

Il sogno di Amedeo
di pi.co.

Il termine Témenos, in greco antico, raffigura uno specifico luogo espropriato e riservato ai capi o, in versione più alta, al culto di un dio, alla presenza di un santuario. Non a caso, foneticamente, la sua radice ci riporta alla parola tempio.

Tutto questo Amedeo non lo sapeva, ma fin da bambino il suo sogno era quello di diventare sacerdote di quello specialissimo tempio che ogni mattina, aprendo la finestra della sua camera da letto dietro la chiesa di San Sebastiano dei Marsi, si spalancava davanti ai suoi occhi: il Parco nazionale d’Abruzzo.

In un paese dove tutti i bambini, come i padri, i nonni e i nonni dei nonni sognavano di diventare cacciatori e spesso lo erano diventati, Amedeo sognava di diventare Guardia del Parco.

Il sogno di Amedeo in quel microcosmo dove, da molti, in quegli anni il Parco era percepito come una fastidiosa anomalia, un esproprio, un’entità che voleva far da padrone in casa d’altri, era un sogno decisamente controcorrente. Ma tant’è, quello era il suo sogno e Amedeo lo difendeva con le unghie e con i denti.

Come ogni sogno che si rispetti anche il suo aveva un nume tutelare e questo nume, a sua volta, aveva lo specifico Témenos nel cuore del Parco, poco distante la “Pietra del principe”: il nume di Amedeo era “So’ Paolo”, il Sor Paolo, e il suo tempio era “l’albero de So’ Paolo”.

“So’ Paolo”, è quasi inutile dirlo, era una vecchia guardia del parco, un ecologista ante litteram nel vero senso della parola, perché ai suoi tempi il termine sessantottino “ecologista” come lo intendiamo oggi non era presente neppure nei vocabolari.

I nemici di “So’ Paolo”, l’eroe di Amedeo, erano i bracconieri che usavano il Parco come loro personale riserva di caccia. “So Paolo” li conosceva uno per uno e non faceva sconti a nessuno. Quando li sorprendeva, da intransigente mormone della natura, prima li disarmava poi li denunciava. Un giorno infausto furono i bracconieri a sorprendere “So’ Paolo”; lo disarmarono ma non lo denunciarono; lo impiccarono al ramo più solido di un gigantesco faggio che da allora per tutti diventò monumento: “l’albero di So’ Paolo”, il tempio di Amedeo.

Amedeo ha realizzato il sogno della sua vita molti anni fa diventando Guardia del Parco. Come si sa, i miracoli non si dànno in natura, ma qualche volta avvengono; se vi troverete a passare nel paese di Amedeo, all’ingresso vi accoglierà un cartello che lo certifica: “Benvenuti a San Sebastiano dei Marsi, il paese dell’orso Bernardo”.

About Author

Caporedattore - Giornalista e scrittore, è entrato al “Messaggero” a 22 anni e ha concluso la sua carriera lavorativa con la qualifica di caporedattore centrale. Durante la lunga permanenza nella redazione di via del Tritone, ha ricoperto per molti anni i ruoli di caposervizio delle province e di caporedattore delle Regioni. Da scrittore inizia con una raccolta di racconti giovanili, “Scirocco” (1966), e si dedica per un lungo periodo a saggistica, libri di storia locale e viaggi. Tra le più recenti pubblicazioni: “Viaggio in Abruzzo con Giorgio Manganelli”; “Il mistero di Tomar”; “Palazzo Podocataro, la casa-museo del cardinale di papa Borgia”; “Tre secoli nel Tridente”; “Divieto d’Orvieto”; e, con Vittorio Emiliani, “La discesa del Tevere e altre storie di fiumara”.