Scomparso a 71 anni, aveva lavorato a lungo nella redazione della Tgr di Torino, seguendo la cronaca politica con competenza e sobrietà. La sua passione professionale più spiccata è stata la produzione cinematografica, collaborando per molti anni con varie testate nazionali con il nome de plume Angelo Merisi, in omaggio all’altra sua grande passione, la pittura del Caravaggio. Per seguire i festival cinematografici più importanti Nino sacrificava ferie e riposi. Era in pensione da qualche anno. Stroncato da un male incurabile nei giorni scorsi, lascia la compagna e un figlio in tenera età. Cordoglio della redazione di Italia Libera alla famiglia e agli amici


Il ricordo di BATTISTA GARDONCINI *

Un giovanissimo Nino Battaglia intervista Federico Fellini; sotto il titolo, alla conduzione del telegiornale regionale della Rai per il Piemonte

SIAMO ARRIVATI ALLA Rai di Torino insieme, nei primi anni Ottanta, il democristiano Bianco, il socialista Battaglia e il comunista Gardoncini, perché allora funzionava così, e non è detto che fosse peggio. Nino se ne è andato nei giorni scorsi, sei anni dopo Gianfranco, per la stessa terribile malattia, e qui sono rimasto soltanto io per ricordare la nostra amicizia, maturata in anni dove le appartenenze politiche non offuscavano la solidarietà nella professione e nella vita. 

Non avevamo esperienza e ci misero in radio, affidati alle cure di un capo severo ma giusto, Guido Leoni. Poi arrivarono i primi servizi televisivi, le dirette, le conduzioni delle principali edizioni dei Tg, che nel frattempo si erano moltiplicati. Sempre insieme, sempre amici anche quando capitava di litigare, come accade in tutte le redazioni. Il legame di quei primi tempi non si interruppe neanche quando ci ritagliammo le nostre specializzazioni, che nel caso di Nino fu la politica. Era bravo, molto informato, e sufficientemente ironico per non prendere troppo sul serio le vuote schermaglie delle sedute consiliari. Nelle sue cronache, anche quando gli argomenti erano seri, si sentiva quella punta di aristocratico distacco che gli inglesi chiamano understatement, e che in un siciliano come lui diventava una sottile, elegante forma di umorismo.

Ma il vero amore di Nino era per il cinema, di cui sapeva tutto, e di cui per anni aveva scritto con competenza sulla carta stampata firmandosi Angelo Merisi, in omaggio all’altra sua grande passione, la pittura del Caravaggio. Una passione coltivata con discrezione, che ho scoperto per caso quando andammo a Roma per una riunione sindacale e lui mi trascinò in giro per la città a vedere alcune delle sue opere. Arrivammo tardi alla riunione, ma ne valse la pena. Per il Caravaggio, e per le tante cose che Nino sapeva di lui. Per seguire i festival cinematografici più importanti Nino sacrificava ferie e riposi, e credo che il vero punto di svolta della sua carriera in Rai non furono le meritate promozioni, ma il tardivo riconoscimento del fatto che anche nella nostra redazione regionale c’era spazio per le sue critiche cinematografiche, sempre interessanti e documentate.

Dopo la pensione Nino ha continuato a scrivere di cinema, e lo ha fatto anche per noi di “Oltre il ponte”. Il suo ultimo contributo, che potete leggere qui , è una anticipazione del festival di Venezia. Non ci ha mandato il consueto pezzo sui vincitori e la cosa ci era sembrata strana, ma avevamo pensato che se ne fosse dimenticato perché troppo preso dal suo ruolo di padre del piccolo Mattia.  Purtroppo c’era dell’altro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(*) L’autore dirige oltreilponte.org

Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, due nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.