Roma, 13 febbraio 2021, Palazzo Chigi: passaggio delle consegne tra Giuseppe Conte e Mario Draghi alla guida del governo [credit Ansa/Ettore Ferrari]; sotto il titolo, la carezza del Capitano a Ilary Blasi a fine partita di fine carriera
La crisi di coppia del Capitano è il transfert psicanalitico perfetto. Ci stiamo dimenticando dell’Ucraina, della guerra, del gas penseremo a ottobre tanto adesso ci sono 40 gradi, delle convulsioni dei 5 Stelle che stanno mandando a scatafascio il governo, della verifica ormai dietro l’angolo, del Covid che fa strage ma che ce frega, ormai è poco più di un raffreddore (come dire, prendiamocelo tutti e non se ne parli più). Per i romani poi è una goduria: non nel senso di romanisti e laziali. No. Le storie sentimentali dell’ex capitano sono un’ottima via di fuga per non farsi troppe domande sugli incendi nella capitale


Il colpo di tacco a spillo di DANIELA TAGLIAFICO

LA BATTUTA PIÙ bella l’ha fatta Osho: “Aprire una crisi coniugale in questo momento è da irresponsabili”. Già perché Ilary Blasi e Francesco Totti hanno annunciato la fine del loro matrimonio con due comunicati separati, usciti ieri sera alle 21.08 e alle 21.20, il giorno in cui Draghi è salito al Colle per parlare col capo dello Stato della crisi politica. Tempismo perfetto. Roba da consultazioni elettorali. Se non fosse che l’ufficializzazione della crisi (di coppia, non  di governo) è avvenuta alla vigilia dell’uscita sul settimanale “Chi” di una foto inequivocabile: il Capitano che arriva nottetempo a casa della nuova fiamma Noemi. Storia sempre smentita ma sulla bocca du tutti. 

Noi che facciamo i fighi, cioè non ci perdiamo un gossip avvinghiandoci all’alibi di occuparci di “costume”, naturalmente ci appassioneremo al tradimento dell’anno, ben più succulento di quello di Conte versus Draghi. E naturalmente staremo attizzati anche sul presunto flirt di Ilary con l’attore Luca Marinelli. I tradimenti incrociati sono una goduria…

Francesco Totti e Ilary Blasi quando era tutto rose e fiori

Intanto dobbiamo dire grazie alla ex coppia Blasi-Totti. Grazie di esistere. Anche nei loro risvolti dolorosi che naturalmente rispettiamo. (Ma se si sono sposati in diretta Sky, adesso non possono pretendere l’oblio).

La loro crisi è il transfert psicanalitico perfetto. Ci stiamo dimenticando dell’Ucraina, della guerra, del gas penseremo a ottobre tanto adesso ci sono 40 gradi, delle convulsioni dei 5 Stelle che stanno mandando a scatafascio il governo, della verifica ormai dietro l’angolo, del Covid che fa strage ma che ce frega, ormai è poco più di un raffreddore (come dire, prendiamocelo tutti e non se ne parli più). Per i romani poi è una goduria: non nel senso di romanisti e laziali. No. Le storie sentimentali dell’ex capitano sono un’ottima via di fuga per non farsi troppe domande sugli incendi nella capitale, sulla mafia di quella che è stata chiamata “la grande monnezza”, sulla gestione dell’Ama, la società che si occupa dei rifiuti. (Lo sapete che all’Ama ogni giorno non si presenta al lavoro più del 17% dei dipendenti? E che dopo i controlli voluti dal nuovo management sono improvvisamente guariti 325 spazzini che avevano presentato certificato di inidoneità?) Per non parlare dei cinghiali in città, della peste suina, ecc. ecc…

Insomma, la fine della favola Blasi-Totti è perfetta per le chiacchiere sotto l’ombrellone, allevia le calure, placa le ansie del futuro. È la leva per rimuovere paure e minacce. Soprattutto ci deresponsabilizza: se succede anche a loro… Sui social l’Italia ha dato come sempre il  meglio di sé: qualcuno ha scritto: “Questo 2022 è iniziato male, malissimo se si lasciano pure Francesco e Ilary”. Alice su Twitter è più drastica: “Se si sono davvero lasciati per me seriamente l’amore finisce qui e non crederò mai più a niente”. Ne tengano conto Pagnoncelli & company ai prossimi sondaggi.

A proposito di gossip: dicono che ieri a Draghi sia scappata una frase sul logoramento dei 5 Stelle sul suo governo. “Ne ho le tasche piene” avrebbe detto. Come ha scritto qualcuno su twitter, riferendosi alla rottura Totti-Blasi: “mai na gioia!”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Laureata a Torino in Scienze Politiche, allieva di Norberto Bobbio e Luigi Firpo, è giornalista dal 1982. Ha lavorato molti anni con Enzo Biagi, collaborando con lui alle trasmissioni su Raiuno. Si è occupata di politica estera e interna nella redazione del Tg1, introducendo per la prima volta il “colore” nei servizi politici, in una stagione televisiva ancora molto paludata e tradizionalista. Del Tg1 è stata per molti anni vicedirettrice. Si è dimessa nel 2004 per protesta contro la mancanza di pluralismo e l’invadenza del governo sulla linea editoriale. Nel maggio 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica, ha assunto l’incarico di direttrice di Rai Quirinale. Un’esperienza privilegiata che le ha permesso di maturare attenzione e sensibilità istituzionale. Il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza prima di “Cavaliere” poi di “Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana”. Il suo primo romanzo "Le coniugazioni del Potere", Mazzanti Editore.

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