La Soprintendenza non ha mai autorizzato il taglio di temila e quattrocento esemplari di Pino nero (Pinus Nigra) per diradare il bosco e alimentare una centrale a biomasse. Cittadini, ambientalisti e associazioni (anche con una petizione su change.org hanno fermato un progetto dissennato e uno scempio ambientale


Il commento di VITTORIO EMILIANI, presidente “Comitato per la Bellezza”

Villetta Barrea nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

LA SOPRINTENDENZA AI beni culturali dell’Aquila ha comunicato di non aver mai autorizzato il diradamento della Pineta Zappini di Villetta Barrea per la quale era previsto l’abbattimento di migliaia di pini (Pinus Nigra) per alimentare fra l’altro una centrale a biomasse giudicata fra le più inquinanti. Un doppio danno qui: la perdita col taglio di una ampia zona verde a difesa del territorio e dell’atmosfera ma anche il pesante inquinamento dell’aria di cui non si sente certo il bisogno. Al contrario i Parchi nazionali fra i quali questo di Abruzzo, in cui rientra a pieno titolo la Pineta Zappini di Villetta Barrea, sono stati pensati da Benedetto Croce e dal sottosegretario Giovanni Rosadi come un presidio essenziale al territorio e ai suoi abitanti.

È importantissimo che gli abitanti e molti altri cittadini e associazioni (fra i quali noi) si siano ribellati alla assurda decisione dell’Ente parco — e dei Carabinieri forestali che con la riforma Madia (chiamata anche ironicamente deforma) hanno sostituito le guardie forestali informate e scrupolose — e abbiano ottenuto il pronto ascolto della Soprintendenza competente. Quindi la importante Pineta Zappini di Villetta Barrea è salva. Un esempio fondamentale per tutto il Paese, per il nuovo governo nazionale sul cui ambientalismo non metteremmo la mano sul fuoco. Che sorte avranno le Soprintendenze e più in generale la cultura del territorio e del paesaggio. Alla fine degli anni ’30 il ministro Bottai rimaste a lungo una difesa. Tira la stessa aria? Lo sapremo molto presto. Intanto però la Pineta Zappini al momento è salva e noi lo annotiamo con soddisfazione avendo partecipato a questo successo [leggi qui]. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.

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