Le opere di quest’anno esplorano l’intelligenza artificiale, la memoria personale e le nuove forme di comicità, celebrando la versatile Monica Vitti. La XXI edizione è iniziata martedì 13 ottobre con il film di Paolo Genovese “Il rumore delle cose nuove”. In arrivo fino al 25 ottobre stelle del cinema come Javier Bardem, Julianne Moore e la pasionaria Susan Sarandon che ha ricevuto il “Womenlands Excellence Award 2026”: una lunga carriera di rilievo internazionale e un impegno civile che continua ad accompagnarne le sue scelte. La Festa di quest’anno entra anche nelle carceri romane e in ospedale. Quest’ultima in collaborazione con “MediCinema Italia” un’associazione senza scopo di lucro che utilizza la cineterapia negli ospedali come strumento integrato alle cure mediche in collaborazione con medici e terapeuti. Spazio anche ai meno fortunati con la Comunità di Sant’Egidio e con Palazzo Migliori, la Casa per i Poveri del Papa, e ai temi ambientali con “Visioni dell’AntropoCine”: incontri, proiezioni e anticipazioni sui diversi modi di raccontare l’ambiente e l’ecologia attraverso il cinema. In anteprima “Il tempo e l’acqua” (Time and Water, 2026), il nuovo documentario di Sara Dosa, regista candidata all’Oscar per “Fire of Love” 


◆ L’articolo di CESARE A. PROTETTÌ, dalla Festa del Cinema di Roma

► La Festa del Cinema di Roma ormai non è più solo red carpet e divismo, ma entra sempre di più nel cuore della città e coinvolge i reclusi di Rebibbia, di Regina Coeli e di Casal del Marmo, i poveri di Papa Francesco, i malati del Policlinico Gemelli, dove, mentre la rassegna iniziava al Parco della Musica, entrava papa Leone XIV, per l’asportazione di un nodulo al polmone. Contemporaneamente allarga i suoi orizzonti: non solo filmografia con contorno di lustrini e glamour, ma anche cinematerapia, ambiente, ecologia e cambiamento climatico, temi che convivono con opere che esplorano l’intelligenza artificiale, la memoria personale e le nuove forme di comicità. Non a caso l‘edizione 2026 celebra, anche nella locandina, la versatile Monica Vitti, attraverso uno scatto realizzato sul set de L’eclisse. È un messaggio che sottende tutto il programma, dimostrando quanto un festival possa essere anche un’occasione per riscoprire la storia del cinema. (Qui il programma delle proiezioni: https://filmguide.romacinemafest.org/it).

Paolo Genovese (foto di Maria Marin, credit Ufficio stampa Festa del Cinema)

La Festa dunque non è solo l’immancabile passerella nella cavea di attori, attrici e registi, con l’arrivo di stelle del cinema come Javier Bardem, Julianne Moore e la pasionaria Susan Sarandon; non è solo la maratona di conferenze stampa e affollate proiezioni nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica progettato da Renzo Piano e negli altri spazi ormai codificati dall’esperienza dei due decenni di vita della rassegna romana ideata e promossa nel 2006 dal sindaco di allora, Walter Veltroni. Parliamo della Casa del Cinema, il Maxxi, il Teatro Olimpico, il cinema Giulio Cesare e altri spazi culturali della Capitale, ai quali si aggiungono le sale collegate ad Alice nella città, che dal 2012 è diventato a tutti gli effetti un festival parallelo e indipendente, orientato soprattutto ai giovani. Tra le sale romane, nell’ambito della giornata inaugurale di Alice nella Città, c’è The Space Cinema Moderno, dove il 13 ottobre Susan Sarandon ha ricevuto il “Womenlands Excellence Award 2026”, un riconoscimento che ha riunito le due dimensioni del suo percorso pubblico: una lunga carriera cinematografica di rilievo internazionale e un impegno civile che continua ad accompagnarne le sue scelte. L’ultima, dichiarata proprio a Roma, contro l’ignobile spettacolo della pena di morte in streaming del condannato Nidal Hasan. Un’idea del ministro della Guerra Usa, Hegseth, che secondo l’attrice «è il perfetto esempio della mancanza di moralità e di sensibilità del governo americano e di quanto sia infettato da una mascolinità tossica».

Susan Saradon alla rassegna “Alice nella città”

Ad accogliere l’attrice premio Oscar un pubblico numeroso, con una forte presenza di giovani, distribuito in cinque sale collegate in streaming. Alla premiazione è seguita la proiezione di “The Accompanist”, presentato nel concorso internazionale di Alice nella Città. Il film vede Sarandon protagonista nel ruolo, che le si attaglia perfettamente, dell’anticonformista Sylvia. Nell’incontro romano l’attrice ha affrontato il tema della crisi umanitaria a Gaza, ribadendo la volontà di utilizzare la propria visibilità per richiamare l’attenzione sulle persone più vulnerabili e su chi fatica a trovare ascolto. Per i giovani presenti è stata una imperdibile occasione per riflettere sul rapporto tra la notorietà e il dovere di prendere posizione sui temi centrali del proprio tempo.

Non è facile far emergere tutte le tematiche nell‘affollato programma di questo evento, iniziato martedì 13 ottobre con il film di Paolo Genovese Il rumore delle cose nuove, che si concluderà domenica 25 ottobre con le repliche delle opere premiate, con alcune proiezioni appartenenti alla storia del Cinema e con opere nuove come il lavoro di Claudia Gerini Il voto alle donne. La XXI Festa del Cinema entra anche nelle carceri romane e in ospedale. A Rebibbia entra nel nuovo complesso, coinvolgendo il pubblico dei cittadini liberi e della popolazione reclusa con proiezioni che si tengono tra l’Auditorium del carcere, la Sala Cinema “Enrico Maria Salerno” e la nuova sala “Meta”. Alcuni film del programma verranno presentati anche nella Casa Circondariale di Regina Coeli. Ed è un’inedito. Per la quarta volta, invece, le proiezioni entreranno anche all’Istituto Penale Minorile di Casal del Marmo e nella Casa Circondariale di Latina.

Il voto alle donne di Claudia Gerini

In ospedale, la sala MediCinema, all’ottavo piano del Policlinico Gemelli, priva di barriere architettoniche, ospiterà film con proiezioni dedicate esclusivamente ai pazienti ricoverati. Due piani più sopra, al decimo, papa Leone XIV continua la degenza dopo l’intervento operatorio che gli ha asportato il lombo di un polmone. Le proiezioni sono curate insieme a MediCinema Italia che è da dieci anni partner per il sociale della manifestazione. Si tratta di un’associazione senza scopo di lucro che utilizza la cineterapia negli ospedali come strumento integrato alle cure mediche e sviluppa, in collaborazione con medici e terapeuti, percorsi di sostegno rivolti alle fragilità di pazienti pediatrici e adulti. Con la Fondazione Agostino Gemelli e con l’Università Cattolica realizza inoltre studi clinici no profit per misurare gli effetti della cineterapia sul benessere dei pazienti. Su “Cineterapia e prescrizione Medica” ci sarà il 21 ottobre, sempre nella sala Cinemedicina del Gemelli, anche un convegno dedicato alla possibilità di trasformare l’arte in uno strumento di cura prescrivibile. L’incontro prende spunto dal protocollo d’intesa tra il ministero della Cultura e il ministero della Salute in materia di “prescrizione dell’arte che cura”, approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 5 febbraio 2026. Il cinema rientra tra le forme d’arte contemplate dal protocollo, ma le modalità di applicazione sono ancora in fase di definizione. Il convegno medico-scientifico offrirà spunti e indicazioni per contribuire alla costruzione di questo nuovo percorso. 

Il rumore delle cose nuove (credit foto Festa del Cinema)

La Festa del Cinema non dimentica nemmeno i poveri e torna a collaborare con la Comunità di Sant’Egidio e con Palazzo Migliori, la Casa per i Poveri del Papa, attraverso una proiezione dedicata ai suoi ospiti in una sala del Cinema Giulio Cesare. Palazzo Migliori è un edificio nobiliare settecentesco che avrebbe dovuto essere trasformato in un hotel di lusso. Papa Francesco ha invece fortemente voluto che diventasse una casa per i poveri, perché, come lui stesso ha sottolineato, «anche i poveri hanno diritto alle cose più belle». Di proprietà del Vaticano, affidata all’Elemosineria Apostolica e gestita dalla Comunità di Sant’Egidio, la struttura accoglie ogni sera una trentina di persone, molte delle quali avevano la loro “casa” sui marciapiedi nei dintorni di San Pietro. Così Palazzo Migliori oggi non è soltanto un dormitorio: ogni ospite riceve un posto letto ed è accompagnato fin dal primo giorno in un percorso che tiene conto dei suoi bisogni, con l’obiettivo di aiutarlo a costruirsi una nuova autonomia.

Paolo Genovese, Vittoria Puccini e Claudia Pandolfi sul red carpet all’inaugurazione della XXI edizione della Festa del Cinema di Roma

Nella Festa appena cominciata emerge anche il lato ambientalista: sempre mercoledì 21 ottobre, al Cinema Farnese, l’Associazione culturale Roma Green propone l’appuntamento “Visioni dell’AntropoCine”: incontri, proiezioni e anticipazioni sui diversi modi di raccontare l’ambiente e l’ecologia attraverso il cinema. Nel corso della serata, ideata da Marino Midena, sarà presentato, in anteprima, Il tempo e l’acqua (Time and Water, 2026), il nuovo documentario di Sara Dosa, regista candidata all’Oscar per Fire of Love. Il film ci porta in Islanda, tra ghiacciai che scompaiono sotto gli effetti del cambiamento climatico e leggende di questa terra estrema che intrecciano memoria, natura e crisi climatica in un racconto intimo e universale sul legame tra l’uomo e il pianeta. (Il programma sui siti: www.nfilm.it – www.antropocine.it).

Importanti e sempre attualissimi saranno anche gli “Incontri sul cinema” alla Casa Internazionale delle donne, organizzati in collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila. Viene così consolidato un rapporto nato con un obiettivo comune: incidere sul cambiamento culturale attraverso l’arte, la formazione e i linguaggi. La Casa porta l’esperienza di un’infrastruttura femminista radicata a Roma e indirizza lo sguardo sulla prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne con percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, il sostegno ai centri antiviolenza e la costruzione di alleanze con il mondo della cultura. Insieme hanno scelto il cinema, nell’ambito della Festa di Roma, come linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni: raccontare storie di donne, di autodeterminazione e libertà per costruire un immaginario diverso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giornalista e saggista, è stato fino al gennaio 2016 il direttore delle testate del Master di Giornalismo dell’Università Lumsa di Roma, dopo essere stato per molti anni docente ai corsi per la preparazione all’esame di Stato organizzati dall’Ordine dei giornalisti a Fiuggi. E’ stato Caporedattore centrale dell’agenzia di stampa ApBiscom (ora Askanews) dopo una lunga carriera all’Ansa nel Servizio Diplomatico, al Politico e agli Interni. Autore di una decina di saggi e manuali, con Stefano Polli ha scritto E’ l’agenzia bellezza! (seconda edizione nel 2021), ha curato “Pezzi di Storia” (2021) ed è coautore del libro di Giovanni Giovannini Il Quaderno Nero, Settembre 1943-aprile 1945 (2004, Scheiwiller).