(Vi.Em.) Mentre risultò pieno di spaventi e di sacrifici il rifugio di Morante e Moravia in Ciociaria (come documenta il romanzo moraviano “La ciociara”), fu abbastanza fortunato il soggiorno dei Debenedetti a Cortona dove trovarono casa insieme a Corrado Pavolini che pure era sposato con un’ebrea di Ferrara, una Hanau, e il fratello Alessandro, gerarca fino alla fine, dei più spietati, gli aveva promesso che non avrebbe protetto nessun giudeo. Anche i Debenedetti lo erano a metà. Lo era lui, ma non lo era la moglie, e però si sapeva che c’erano grandi pericoli per tutti, coi tedeschi e i fascisti che imperversavano per le colline del cortonese e nella Val di Chiana, giù in basso. Dove aveva la villa, fra l’altro, il marchese Umberto Morra di Lavriano, amico di Piero Gobetti e di altri antifascisti torinesi che aiutò nel periodo bellico. In seguito collaboratore del “Mondo” e di altri fogli consimili. Grande sostegno i Debenedetti ebbero dal letterato cortonese Pietro Pancrazi amico per la vita di “Giacomino” e di Piero Calamandrei.

Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.

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