I costi per la messa in sicurezza di scorie nucleari e centrali sono raddoppiati in vent’anni; sotto il titolo, Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, durante un question time al Senato [credit Ansa/FabioFrustaci]
Sul “Corriere della Sera” il titolare del dicastero della Transizione ecologica ripropone una strada già fallita diciannove anni fa con la nomina del generale Carlo Jean. Culminata in quindici giorni di rivolta popolare e col ritiro dei provvedimenti del governo Berlusconi, ha portato al raddoppio dei costi di messa in sicurezza dei siti nucleari e a vent’anni di errori e tempo perso. I senatori eletti con il Movimento 5 Stelle ricordano a Cingolani che la mancanza del «consenso informato dei cittadini preluderebbe a giustificate opposizioni popolari e a un fallimento del progetto». Intervento del sen. Gianni Girotto, presidente della Commissione Industria del Senato


ROMA 24, dicembre 2021 (Red) — È una domanda secca, quella rivolta da 52 senatori al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: se «non intenda rivedere l’ipotesi di commissariamento della Sogin» (società dello Stato incaricata di smantellare e mettere in sicurezza centrali e rifiuti nucleari) annunciata sul “Corriere della Sera”, «per scongiurare modelli fallimentari analoghi al cosiddetto “decreto Scanzano” del novembre 2003, e di non alimentare le paure che la paventata realizzazione del deposito delle scorie nucleari suscita nel Paese». Il riferimento esplicito è alla rivolta popolare dei 15 giorni che paralizzarono la Basilicata diciannove anni fa.

Primo firmatario dell’interrogazione a risposta orale è il senatore del Movimento 5 Stelle, Gianni Girotto [leggi il testo integrale e tutti i firmatari qui]. Il presidente della Commissione Industria del Senato e gli altri firmatari ricordano ritardi ed errori compiuti negli ultimi vent’anni che hanno fatto raddoppiare i costi «per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi italiani, raggiungendo i 7,2 miliardi di euro, e, dal 2001 al 2018, il programma di smantellamento è stato realizzato solamente per circa un terzo delle attività, per un costo di 3,8 miliardi di euro». 

Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica risponde in parlamento

I 52 senatori del Gruppo 5S e Misto (tutti eletti nel Movimento 5 Stelle), sottolineano che «vanno aggiunti ulteriori 1,5 miliardi previsti per la realizzazione del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi e il relativo costo di esercizio annuale, non ancora stimato». Il problema della sicurezza nucleare rimane, tuttavia, irrisolto in tutti i siti italiani — viene precisato dai firmatari — a cominciare da quelli più a rischio del centro di Saluggia (Vercelli) e del Centro ricerche Trisaia a Rotondella (Matera).

Al “Corriere della Sera” il 20 dicembre Cingolani ha affermato che «l’unica soluzione possibile è un commissariamento su modello Ponte Morandi, perché è un problema di ordine nazionale». Ignorando, o dimenticandosi, che al commissariamento in ambito nucleare si è già fatto ricorso nel 2003, quando il generale Carlo Jean, allora presidente della Sogin, è stato nominato commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari e dotato di poteri derogatori. Nel tempo tale scelta è risultata decisamente infelice, comportando un ritardo delle attività della Sogin nei cronoprogrammi e nella lievitazione dei costi», ricordano i parlamentari interroganti.

A giudizio di Girotto, Lanzi, Croatti, Taverna, Airola, Pavanelli e gli altri 46 senatori, «l’istituto del commissariamento rappresenterebbe l’ennesimo infelice tentativo di superare il consenso informato e consapevole, sostituendogli sostanziali imposizioni. Tale imposizione, pertanto, preluderebbe a giustificate opposizioni popolari e a un conseguente e facilmente prevedibile fallimento del progetto». Se qualcosa non va nella gestione della Sogin Spa a maggio le cariche sociali sono in scadenza e il governo avrà modo di scegliere amministratori migliori, concludono i parlamentari. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Deposito nucleare nazionale: le Quindici Giornate di Scanzano non insegnano nulla?

L’intervento di GIANNI GIROTTO, presidente Commissione Industria del Senato*

Gianni Girotto, senatore dei 5 Stelle e presidente della Commissione Industria del Senato

IL NUCLEARE IN ITALIA è sempre stato un argomento molto dibattuto, anche in ambienti torbidi e poco trasparenti. Se dovessimo esprimere un voto su come abbiamo gestito l’argomento, nella pagella ci sarebbe un’insufficienza. Abbiamo chiuso le centrali di produzione prima che iniziassero a funzionare. Abbiamo confermato il no al nucleare con due referendum ma non siamo riusciti a portare a termine il decommissioning e lo smantellamento dei centri nucleari. Dietro a tale attività portata avanti dal 2000 dalla Sogin si sono avvicendati episodi spiacevoli che hanno determinato negli anni ritardi delle attività ed un incremento dei costi nella bolletta dei cittadini con gravi rischi per l’ambiente e la salute umana. 

È un problema irrisolto che la politica, con trasparenza, ritengo debba affrontare. Per tali ragioni fin dall’inizio della scorsa legislatura ho dedicato parte del mio lavoro all’argomento che vede anche un approfondimento nella X Commissione Industria del Senato per la “Gestione e messa in sicurezza dei rifiuti nucleari sul territorio nazionale”. Abbiamo affrontato l’argomento con impegno e abbiamo chiesto di udire anche il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani per essere informati sulle azioni che intende portare avanti. 

Il ministro Roberto Cingolani cosa spiegherà al presidente dei 5 Stelle Giuseppe Conte?

Lunedì 20 dicembre abbiamo appreso da un giornale che l’intenzione del ministro sarebbe quella di voler commissariare Sogin su modello Ponte Morandi con il quale si è andato in deroga a numerose norme. Una soluzione improvvida che a mio parere è distante dalle azioni necessarie che occorerebbero per rimettersi sulla retta via che parta da una ristrutturazione di fondo della Sogin. Faccio presente che un commissariamento per la ricostruzione parziale di una singola struttura in deroga a norme vigenti, costituisce un modello non applicabile a una realtà complessa e problematica quale quella della messa in sicurezza, decommissioning e sistemazione finale dei rifiuti radioattivi. 

Provo a spiegarmi. Il quadro regolatorio sulla sicurezza nucleare e la radioprotezione è completamente diverso da quello delle opere “normali”, derivando direttamente da direttive europee e da convenzioni internazionali. In questo ambito operativo, le semplificazioni e le deroghe normative, come è stato fatto per il Ponte Morandi, sono impossibili da applicare. Senza considerare, oltretutto, che lo strumento del commissariamento nell’ambito nucleare è stato già impiegato nel 2003 dal generale Carlo Jean con cui, da presidente della Sogin Spa, è stato nominato Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari e dotato di poteri di derogare le norme. 

Novembre 2003, la marcia verso Scanzano Jonico dopo 15 giorni di rivolta popolare

Fu quella un’esperienza infelice che ha comportato un ritardo delle attività di Sogin individuate nei cronoprogrammi e la lievitazione dei costi. Caso eclatante dell’operato fu l’incapacità di costruire un percorso partecipato con le popolazioni coinvolte dalla costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi che culminò con la vittoria della protesta popolare di Scanzano Jonico dopo quindici giornate di mobilitazione civile.

Sicuramente, prima di sostenere una scelta priva di alcuna discussione politica e tenuto presente anche dell’esistenza di spazi parlamentari aperti, sarebbe utile un confronto esplicito e trasparente visto l’argomento radioattivo. Ci aiuterebbe ad individuare, nell’interesse generale, la posizione necessaria da assumere per la collettività. Diversamente diventa per noi difficile percepire quali siano i reali interessi che con una tale scelta improvvida si vogliono tenere in campo.

* Il senatore Girotto è stato nominato da Giuseppe Conte, presidente dei 5 Stelle, coordinatore del “Comitato per la Transizione ecologica” del Movimento

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