Sarà nostalgica del fascismo (come lascia pensare la fiamma ardente della Repubblica di Salò nel simbolo elettorale)? sarà anti europeista (come lascia intendere l’entente cordiale con signor Orbàn e madame Le Pen)? Filo-occidentale lo è (come s’è capito con l’Ucraina). Nessuno si è chiesto se sia preparata e all’altezza della sfida di fare il premier dell’Italia d’oggi. Cosa che invece capita quasi sempre quando la favorita a ricoprire un incarico di responsabilità sia una donna. La verità è che non la viviamo come una donna, la consideriamo un uomo. Così ha voluto Giorgia Meloni stessa che non ha mai sollevato questioni di “genere”. La eccezionalità di Giorgia sta proprio nel suo terreno di gioco: l’estrema destra, un luogo esclusivamente maschile. Per questo, al momento, la sua carriera è straordinaria. Epperò…


Il pensierino di GIANLUCA VERONESI

La verità è che non la viviamo come una donna, la consideriamo un uomo, come ha voluto Giorgia Meloni stessa che non ha mai sollevato questioni di “genere”, non ha mai utilizzato “sconti” riservati al gentil sesso, considerato che il partito lo ha costruito  a sua immagine e somiglianza

DISCUTIAMO SE SIA nostalgica del fascismo o se sia anti europeista (di essere filo occidentale ha dato prova con l’Ucraina) ma nessuno ha posto il quesito se sia preparata, all’altezza della sfida. Cosa che invece capita quasi sempre quando la favorita a ricoprire un incarico di responsabilità sia una donna. La verità è che non la viviamo come una donna, la consideriamo un uomo. Così ha voluto Giorgia Meloni stessa che non ha mai sollevato questioni di “genere”, non ha mai utilizzato “sconti” riservati al gentil sesso. D’altronde parla per frasi brevi, nette, polemiche. Usa un tono assertivo, quasi aggressivo, come è consono al suo ruolo di (unica) opposizione. Certamente non ha dovuto rivendicare “quote” riservate, considerato che il partito lo ha costruito in prima persona, a sua immagine e somiglianza.

Questo però non vuol dire che Giorgia non tenga alla sua femminilità. Non è un ragazzaccio mancato. Ha sempre un trucco perfetto, primi piani stretti per evidenziare gli occhi, pochi sorrisi ma autentici, non forzati. Deve essere una col senso dell’ironia, che sa divertirsi. Fa impressione che non ci faccia impressione quando la vediamo in mezzo a due orgogliosi esemplari di “macho” italico, seppur di generazioni diverse. Che a quanto pare sa tenere a bada perfettamente. Con Salvini sembrano due compagni di scuola che si fanno i dispetti e si tirano i capelli. Mentre l’atteggiamento verso Berlusconi appare quello riservato al nonno ricco che bisogna sopportare, anche se inventa di essere stato lui ad aver risolto tutti i problemi dell’Italia e del mondo. 

Se fosse capitato ad una donna della sinistra di essere il possibile se non addirittura il probabile Capo del governo, si sarebbero costruite “narrazioni” infinite e si sarebbe disturbata la Storia. Nel suo caso la prospettiva della prima donna “presidente” appare ordinaria amministrazione (forse perché molti lavorano perché non succeda). Una carrellata sulla presenza femminile nelle aule parlamentari fa notare che in passato le non numerosissime onorevoli di sinistra erano di solito mature e occhialute. Quel ruolo avevano dovuto conquistarlo con fatica e sacrificio. Studio, poi studio e infine lavoro politico sul territorio.

La eccezionalità di Giorgia sta proprio nel suo terreno di gioco: l’estrema destra. Se c’era un luogo esclusivamente maschile era quello. Avete presente un volto o un nome di donna nel Movimento sociale italiano o in Alleanza nazionale? Sì, quello di “donna Assunta”, perché vedova di Giorgio Almirante

Non si può dire che Berlusconi, in epoche più recenti, sia stato avaro nei confronti delle donne in politica. Giovani, avvenenti, entusiaste anche se un po’ stereotipate. La consistenza numerica era talmente alta che proprio nei gruppi parlamentari Silvio ha individuato i suoi più recenti affetti “stabili”. La precedente fidanzata e la “quasi moglie” di oggi. Ma la eccezionalità di Giorgia sta proprio nel suo terreno di gioco: l’estrema destra. Se c’era un luogo esclusivamente maschile era quello. Avete presente un volto o un nome di donna nel Movimento sociale italiano o in Alleanza nazionale? Sì, quello di “donna Assunta”, unicamente perché vedova di Giorgio Almirante. D’altronde — volendo tornare alle polemiche di oggi — vi ricordate donne famose nel fascismo? Se togliete moglie e amante di Mussolini non rimane nulla. Proprio per i palati più sofisticati possiamo aggiungere Margherita Sarfatti.

Per questo — al momento — la carriera di Meloni è straordinaria.  Recentemente la presidente di FdI sta più attenta a nascondere le sue inflessioni romanesche. Siccome ci riesce benissimo sospetto che in passato ciò fosse voluto per confermare una “autenticità” di borgata (identitaria contro le caste e le élite). Di una cosa mi sento sicuro: gli italiani non gradirebbero da un premier uomo il comiziaccio urlato da Meloni in Spagna al congresso di Vox, figuriamoci da un premier donna. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si laurea a Torino in Scienze Politiche e nel ’74 è assunto alla Programmazione Economica della neonata Regione Piemonte. Eletto consigliere comunale di Alessandria diventa assessore alla Cultura e, per una breve parentesi, anche sindaco. Nel 1988 entra in Rai dove negli anni ricopre vari incarichi: responsabile delle Pubbliche relazioni, direttore delle Relazioni esterne, presidente di Serra Creativa, amministratore delegato di RaiSat (società che forniva a Sky sei canali) infine responsabile della Promozione e sviluppo. È stato a lungo membro dell’Istituto di autodisciplina della pubblicità.