Sarà nostalgica del fascismo (come lascia pensare la fiamma ardente della Repubblica di Salò nel simbolo elettorale)? sarà anti europeista (come lascia intendere l’entente cordiale con signor Orbàn e madame Le Pen)? Filo-occidentale lo è (come s’è capito con l’Ucraina). Nessuno si è chiesto se sia preparata e all’altezza della sfida di fare il premier dell’Italia d’oggi. Cosa che invece capita quasi sempre quando la favorita a ricoprire un incarico di responsabilità sia una donna. La verità è che non la viviamo come una donna, la consideriamo un uomo. Così ha voluto Giorgia Meloni stessa che non ha mai sollevato questioni di “genere”. La eccezionalità di Giorgia sta proprio nel suo terreno di gioco: l’estrema destra, un luogo esclusivamente maschile. Per questo, al momento, la sua carriera è straordinaria. Epperò… Il pensierino di GIANLUCA VERONESI La verità è che non la viviamo come una donna, la consideriamo un uomo, come ha voluto Giorgia Meloni stessa che non ha mai sollevato questioni di “genere”, non ha mai utilizzato “sconti” riservati al gentil sesso, considerato che il partito lo ha costruito  a sua immagine e somiglianza DISCUTIAMO SE SIA nostalgica del fascismo o se sia anti europeista (di essere filo occidentale ha dato prova con l’Ucraina) ma nessuno ha posto il quesito se sia preparata,...

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Si laurea a Torino in Scienze Politiche e nel ’74 è assunto alla Programmazione Economica della neonata Regione Piemonte. Eletto consigliere comunale di Alessandria diventa assessore alla Cultura e, per una breve parentesi, anche sindaco. Nel 1988 entra in Rai dove negli anni ricopre vari incarichi: responsabile delle Pubbliche relazioni, direttore delle Relazioni esterne, presidente di Serra Creativa, amministratore delegato di RaiSat (società che forniva a Sky sei canali) infine responsabile della Promozione e sviluppo. È stato a lungo membro dell’Istituto di autodisciplina della pubblicità.