Riaffermato in Alta Baviera l’impegno sull’accordo di Parigi e sul patto di Glasgow per il clima: mantenere l’aumento medio globale della temperatura al di sotto dei 2°C, proseguendo negli sforzi per limitarlo a 1,5°C. I leader del G7 hanno deciso «di collaborare con un’attenzione particolare alle riforme delle politiche energetiche che accelerino la decarbonizzazione delle economie verso lo zero netto, per garantire l’accesso universale all’energia sostenibile a prezzi accessibili». La Commissione europea propone di ridurre i consumi energetici almeno del 9 per cento rispetto al 2020 entro il decennio. Sulla crisi alimentare lanciata l’idea di sostenere la manifattura di fertilizzanti sostenibili in Africa per aumentare la produzione agricola locale e ridurre le dipendenze dall’estero


Il resoconto di LILLI MANDARA

Manifestazione in Alta Baviera sui temi del G7 (pandemia, clima e guerra) in corso a Krün vicino a Garmisch-Partenkirchen [credit Epa/Clemens Bilan]; sotto il titolo, i leader in un momento di relax nel parco del Castello di Elmau: avranno trovato la quadra su qualcuno dei temi più urgenti e spinosi messi davanti alla loro attenzione?  
DECARBONIZZARE E ACCELERARE la transizione energetica, allentando il più possibile la dipendenza dai combustibili fossili: i leader del G7 hanno concordato sulla necessità di una rapida espansione dell’energia pulita tratta da fonti rinnovabili e sull’obiettivo di una maggiore efficienza energetica. Nella seconda giornata del G7 in corso in Baviera è stata sottoscritta così una dichiarazione sul clima insieme a tutta l’Unione europea, Argentina, India, Indonesia, Senegal e Sudafrica. Questo obiettivo, si legge ancora, «include la riduzione graduale del carbone» e l’aumento della quota di energie rinnovabili nel mix energetico, riconoscendo «i contributi di approcci come l’economia circolare». I leader del G7 si impegneranno inoltre a «lavorare insieme per affrontare il potenziale impatto negativo e facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro». 

Al G7 in corso in Germania annunciato l’impegno per garantire l’accesso universale all’energia sostenibile e a prezzi accessibili e offrire vantaggi socioeconomici e opportunità di sviluppo in linea con l’Agenda 2030

E sempre ieri è stato riaffermato l’impegno sull’accordo di Parigi e sul patto di Glasgow per il clima per mantenere l’aumento medio globale della temperatura ben al di sotto dei 2°C, proseguendo negli sforzi per limitarlo a 1,5°C. In questo quadro, i leader hanno deciso «di collaborare con un’attenzione particolare alle riforme delle politiche energetiche che accelerino la decarbonizzazione delle economie verso lo zero netto, per garantire l’accesso universale all’energia sostenibile e a prezzi accessibili e offrire vantaggi socioeconomici e opportunità di sviluppo in linea con l’Agenda 2030, tenendo conto delle condizioni specifiche e delle priorità di sviluppo di ciascun Paese». È stato quindi dato il via libera alla proposta della Commissione europea di ridurre i consumi energetici almeno del 9 per cento rispetto al 2020 entro il 2030. Ogni Paese dovrà stabilire contributi nazionali indicativi che la Commissione si incaricherà di verificare e anche di correggere se non corrisponderanno ai limiti del target Ue.

Edwin Ikhuoria, direttore esecutivo ONE Campaign: «dobbiamo ancora vedere se il G7 riuscirà a garantire la rapidità e il sostegno finanziario necessario ai Paesi più vulnerabili, e se riuscirà a migliorare il record di promesse non mantenute»

In merito alla sicurezza alimentare è stato proposto di fare tesoro dell’esperienza dei vaccini, la cui produzione è stata avviata molto velocemente sul suolo africano grazie alla partnership tra il settore privato e le banche di sviluppo. In pratica l’idea sarebbe quella di sostenere la manifattura di fertilizzanti sostenibili in Africa in modo da aumentare la produzione agricola locale e ridurre le dipendenze dall’estero. A tal proposito, Edwin Ikhuoria, Direttore esecutivo di “ONE Campaign” in Africa, a margine del G7, ha affermato: «Accogliamo con favore l’impegno a resistere alle restrizioni all’esportazione e a sostenere la produzione di cibo e fertilizzanti, ed è positivo che il G7 riconosca che non si tratta solo di fornire una risposta umanitaria urgente e necessaria nell’immediato, ma anche di affrontare i problemi a lungo termine che hanno contribuito a creare questa crisi. Ma dobbiamo ancora vedere se il G7 riuscirà a garantire la rapidità e il sostegno finanziario necessario ai Paesi più vulnerabili, e se riuscirà a migliorare il record di promesse non mantenute». Una nota polemica che servirà di monito a tutti i leader del G7. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ha lavorato nella redazione abruzzese del “Messaggero” dal 1984 al 2014. Ha seguito per il quotidiano di Roma molte vicende dell’attualità italiana. Dal 2015 è direttore responsabile del blog “Maperò”, testata giornalistica che si occupa in Abruzzo di politica, cultura e cronaca. Collabora col “Fatto quotidiano” e con “Donne Chiesa Mondo”, il mensile dell’“Osservatore Romano”.

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