In alto e sotto il titolo, Pierre Mendès France, leader dei Radicali francesi

La proposta del leader radicale francese di un’Europa non solo economica o economicistica suscitò il favore entusiasta degli europeisti italiani ma la sua idea venne bocciata e rinviata sine die fra grandi delusioni dei giovani federalisti


Il corsivo di VITTORIO EMILIANI

QUANDO PIERRE MENDÈS FRANCE era il leader radicale e propose ai membri della Comunità europea — allora di pochi membri fra cui l’Italia una Comunità Europea di Difesa, la Ced. Una proposta che, lo ricordo bene, suscitò il favore entusiasta degli europeisti italiani come il pavese Mario Albertini che contava molti aderenti fra i giovani dei Collegi universitari. Era un modo importante per gettare le basi concrete per una Europa non soltanto economica o economicistica ma politica. Purtroppo l’idea molto avanzata di Mendès France, di famiglia ebraica e massone, venne bocciata con grande delusione dei giovani federalisti europei e la questione venne rinviata sine die. Ora alcuni Paesi fra cui l’Italia fanno un passo avanti inviando armi difensive agli Ucraini per difendersi dai missili russi, schierando truppe ai confini assumendo perciò un ruolo più attivo al fianco dell’Ucraina che resiste  orgogliosamente. Certo — è una mia opinione personale — aver allargato da 16 a 30 i Paesi aderenti alla Nato non facilita certo l’europeismo più convinto e consapevole e quindi combattivo. E adesso non resta che sperare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Direttore onorario - Ha cominciato a 21 anni a Comunità, poi all'Espresso da Milano, redattore e quindi inviato del Giorno con Italo Pietra dal 1961 al 1972. Dal 1974 inviato del Messaggero che ha poi diretto per sette anni (1980-87), deputato progressista nel '94, presidente della Fondazione Rossini e membro del CdA concerti di Santa Cecilia. Consigliere della RAI dal 1998 al 2002. Autore di una trentina di libri fra cui "Roma capitale Malamata", il Mulino.

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