Cerimonia del giuramento all’inizio del Conclave; sotto il titolo, il papa emerito scomparso l’ultimo giorno del 2022 e Papa Francesco

Il Papa viene eletto da un paio di centinaia di signori anziani e saggi, provenienti da ogni confine del pianeta, segregati in un museo. Ma dicono che sigillato nel conclave ci sia anche un ultimo ospite. Si tratta della provvidenza e recentemente ha avuto molto da lavorare. Fare eleggere — in successione diretta — Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco è stato un capolavoro di pragmaticità e di fantasia. Scuole di pensiero, caratteri, personalità agli antipodi una dell’altra che hanno però saputo traghettare la Chiesa in epoche assai accidentate


Il pensierino di GIANLUCA VERONESI

PAPA RATZINGER STA male e Papa Bergoglio chiede di pregare per lui. Una situazione che ormai appare normale a tutti. Sentimenti ed emozioni così delicate sono coniugate al plurale, tra colleghi Pontefici. Questo avviene in una delle ultime frontiere “dell’assolutismo”, nella sede del governo monocratico per eccellenza. Quello del Santo Padre è uno dei pochi incarichi al mondo contemporaneamente elettivo e a vita (sembra un ossimoro), l’unico dotato — per definizione — di infallibilità.

Il Papa viene eletto da un paio di centinaia di signori anziani e saggi, provenienti da ogni confine del pianeta, segregati in un museo. Ma dicono che sigillato nel conclave ci sia anche un ultimo ospite. Si tratta della provvidenza e recentemente ha avuto molto da lavorare. Fare eleggere — in successione diretta — Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco è stato un capolavoro di pragmaticità e di fantasia.

Scuole di pensiero, caratteri, personalità agli antipodi una dell’altra che hanno però saputo traghettare la Chiesa in epoche assai accidentate. Siamo così passati dallo “eroismo” di Wojtyla che riteneva la continuità «a tutti i costi» della sua missione pastorale la prova suprema che Dio gli aveva riservato, alla lucida e onesta consapevolezza di Ratzinger di non potercela fare e di potere danneggiare quella perfezione della «dottrina e della fede» su cui aveva vigilato con severità per anni da cardinale.

Città del Vaticano, 28 marzo 2020. Papa Bergoglio sale da solo sul sagrato della basilica di San Pietro per la benedizione ‘Urbi et Orbi’ con l’indulgenza plenaria pregando per la fine della pandemia [credit Ansa]
Chissà se la provvidenza (che tutto sa) ha immaginato quell’uomo — sofisticato pensatore, più dedito alla elaborazione teologica che all’azione — alle prese con le future tragedie della pandemia e della guerra. Certamente ha “visto” in Bergoglio un combattente che non si abbatte, non fa sconti e che non si nasconde. E per averlo a disposizione si è dovuta anche adattare, eleggendo Papa per la prima volta nella storia un gesuita, il quale ha anche deciso — per la prima volta nella storia — di chiamarsi Francesco.

Francesco affronta impavido le sue sconfitte. Celebra solo e impotente in una piazza San Pietro deserta per il virus. Piange di rabbia davanti alla Madonna in piazza di Spagna, commemorando le vittime ucraine. Sconfitte che sono ormai vissute come vittorie di una Chiesa “disarmata” e coraggiosa.

Ma c’è un’altro uomo coraggioso, un pellegrino che ha finalmente raggiunto la sua meta. Pensate che forza ci vuole per decidere di dimettersi, per affrontare la possibile e molto probabile incomprensione, per sacrificare il proprio orgoglio a favore del bene della istituzione, per ammettere la propria fragilità. Ben tornato a casa! © RIPRODUZIONE RISERVATA

Si laurea a Torino in Scienze Politiche e nel ’74 è assunto alla Programmazione Economica della neonata Regione Piemonte. Eletto consigliere comunale di Alessandria diventa assessore alla Cultura e, per una breve parentesi, anche sindaco. Nel 1988 entra in Rai dove negli anni ricopre vari incarichi: responsabile delle Pubbliche relazioni, direttore delle Relazioni esterne, presidente di Serra Creativa, amministratore delegato di RaiSat (società che forniva a Sky sei canali) infine responsabile della Promozione e sviluppo. È stato a lungo membro dell’Istituto di autodisciplina della pubblicità.