Verso l’erto colle. Matteo Salvini, la matematica e l’aritmetica (e pure il pallottoliere)

(Pikos) — Matteo Salvini avrebbe serie possibilità di vittoria sia ai mondiali di nuoto che alle olimpiadi esibendosi nella sua massima specialità: il salto mortale rovesciato con tre avvitamenti e mezzo. Ancora una volta, nell’arco di 24 ore, ha detto una cosa poi ne ha fatta un’altra nominando prima e giubilando poi, l’autocandidato della destra alla presidenza della Repubblica Silvio Berlusconi. 

Poco male. Ai voltafaccia dei capi della Lega il cavaliere ormai dovrebbe averci fatto il callo (leggi il Bossi di buona memoria). Salvini a sua volta, davanti al solito nugolo di giornalisti, ha giustificato l’ennesimo tuffo carpiato con l’assenza di numeri che garantirebbero l’elezione del cavaliere al colle più alto. E visto che si parlava di numeri, ha rivendicato a buon diritto la scelta del nome alla Lega, e quindi a lui come kingmaker della destra. 

Per rafforzare il concetto, in maniera che anche la Meloni se ne facesse una ragione, ha rispolverato la celebre frase pronunciata dal ministro Grimaldi nel 1879 in merito all’abolizione della legge sul macinato e, impappinandosi, ha concluso: «…la matematica non è aritmetica». 

Ovviamente, nessuno dei colleghi gli ha fatto presente che forse voleva dire «l’aritmetica non è un’opinione», come sentenziò il ministro delle finanze Bernardino Grimaldi, soltanto 143 anni fa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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