Sulla tassonomia verde per gas e nucleare non tornano i conti. Preoccupazioni della finanza sostenibile

Per la Piattaforma sulla finanza sostenibile (la European Platform on Sustainable Finance), i tempi indicati per inserire gas e nucleare fra le attività economiche “verdi” non sono adatti «a prodotti di finanza sostenibile». L’organismo, previsto dal regolamento sulla tassonomia, ha il compito di valutare le attività economiche ambientalmente “sostenibili” e i relativi criteri di screening tecnico. Entro fine mese, l’Esecutivo comunitario trasmetterà le proprie conclusioni all’Europarlamento e al Consiglio Europeo che può revocare nei successivi quattro-sei mesi l’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia verde deciso a dicembre dalla Commissione Europea


Gli orizzonti temporali indicati dalla Commissione Europea per l’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia verde non funzionano

ROMA, 19 GENNAIO 2022 (Red) — È una sonora bocciatura per l’inserimento del gas naturale e del nucleare nella tassonomia dell’Unione Europea, quella arrivata in questi giorni a Bruxelles, la prima formulata dagli operatori impegnati nella Piattaforma sulla finanza sostenibile (la European Platform on Sustainable Finance). L’organismo previsto dal regolamento sulla tassonomia ha il compito di valutare le attività economiche “verdi” e i relativi criteri di screening tecnico. E Nathan Fabian, presidente della Piattaforma, in una dichiarazione alla “Reuters” ha evidenziato i «punti deboli che rendono i criteri non adatti a prodotti di finanza sostenibile».

Sotto la lente di ingrandimento degli esperti della Piattaforma finanziaria ci sono gli orizzonti temporali indicati dalla Commissione Europea per l’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia comunitaria. Per gli impianti a gas autorizzati entro il 31 dicembre 2030 è prevista una emissione di gas serra non superiori a 270 gr CO2eq/kWh o a una media annua di 550 kg CO2eq/kW su un periodo di 20 anni. Così facendo, però, la performance ambientale degli impianti verrebbe giudicata su due decenni, «senza alcuna garanzia — afferma Fabian — che le emissioni scendano nel corso del tempo». In pratica, sarebbe così possibile «avere emissioni molto alte all’avvio dell’impianto, che potrebbe in seguito disallinearsi dalla tassonomia ma continuare comunque ad operare». 

Nathan Fabian presidente della European Platform on Sustainable Finance

Oltre che presidente della Piattaforma, Nathan Fabian è anche chief responsible investment officer dei “Principi per un investimento responsabile” delle Nazioni Unite, ed ha osservato che «gli asset manager si troverebbero a valutare l’attuale fatturato delle attività sulla base delle credenziali green attese nei decenni a venire». In altri termini, «se investo nel fatturato di quell’impianto oggi, ho in realtà un allineamento alla tassonomia con emissioni molto elevate e questo non è in linea con quanto rivendicato dal prodotto finanziario e con gli obiettivi dei criteri» della tassonomia.

Bocciatura anche per il nucleare in rapporto alla tempistica indicata dalla Commissione Europea. Alla “Reuters” Fabian ha dichiarato che «molti membri della Piattaforma dubitano che un reattore possa garantire oggi le sue credenziali ecologiche se l’obbligo di gestire le scorie ad alta attività in un deposito ad hoc — una delle principali preoccupazioni ambientali per questa fonte — non entrerà in vigore prima del 2050».

Entro venerdì 21 gennaio la European Platform on Sustainable Finance e il gruppo di esperti degli Stati membri Ue sulla finanza sostenibile forniranno alla Commissione le loro valutazioni sulla bozza di regolamento delegato per il gas e il nucleare nella tassonomia. Presumibilmente entro gennaio l’Esecutivo comunitario trasmetterà il provvedimento conseguente all’Europarlamento e al Consiglio Europeo, che avranno quattro mesi (estendibili, su richiesta, per altri due) per sollevare eventuali obiezioni o addirittura revocare la delega alla Commissione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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