(Pikos) — Secondo notizie difficilmente verificabili, lo “zar” Vladmir Putin, più sanguinario di Ivan il terribile, sarebbe stato colpito da un tumore alla tiroide. Il Cremlino, come da consolidata prassi, smentisce. Fecero così anche ai tempi di Stalin che, nonostante le smentite, poco dopo tolse il disturbo. Per ben 166 giorni negli ultimi quattro anni, Evgenij Selivanov, il più gettonato oncologo russo specializzato sui tumori della tiroide, si sarebbe recato 35 volte nella sua dacia di Sochi sul Mar Nero per prestargli le sue cure. 

Viaggi, a quanto pare, inutili; tanto che lo “zar”, su consiglio del ministro della difesa Serghej Shojgu, accanito sostenitore della medicina alternativa, è passato ad una più consona terapia di bagni di sangue estratto dalle corna dei cervi dell’Altaj, amena località della Siberia dove questi artiodattili vivono. Da questi bagni di sangue sembra che Putin tragga soddisfacente giovamento e, forse, ispirazione per altri bagni di sangue. Questa volta in Ucraina. E non si parla di cervi. Notizie queste facilmente verificabili. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giornale digitale di informazione e partecipazione attiva

-