La locandina della spy series di Apple Tv con Gary Oldman

Da metà settembre è ripartita una delle migliori spy series degli ultimi anni. Racconta le avventure investigative di uno scalcinato gruppo di “ronzini”, una squadra disfunzionale di ufficiali dell’intelligence britannica confinati un un dipartimento marginale dell’MI5. È guidata dall’ubriacone Jackson Lamb interpretato da Gary Oldman che non perde un colpo. Citazione particolare per Jack Lowden, che interpreta il coraggioso River Cartwright, detto anche “Fiasco” per l’irruenza che lo porta a volte a sbagliare, Saskia Reeves, nella parte di una dimessa segretaria che nasconde sotto i completini anni Sessanta una mente acutissima, e Kristin Scott Thomas, perfetta nella parte dell’algida Diana Taverner, numero due dell’MI5. Si basa sui romanzi del giallista inglese Mick Herron di cui ricalca le trame ben congegnate


◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *

L’attesa è finita. Mercoledì 16 settembre è tornato su Apple Tv la sesta stagione di “Slow Horses”, una delle migliori spy series degli ultimi anni, che è stata candidata a 119 premi internazionali e ne ha vinti 19, tra cui due Emmy. Al suo esordio, nel 2022, mi era sfuggita. Ma, una volta scoperta, ho sviluppato una forma acuta di dipendenza per le avventure dei “ronzini”, uno scalcinato gruppo di spie inglesi guidato dall’ubriacone Jackson Lamb, interpretato da un Gary Oldman in stato di grazia. E, a quanto pare,  non sono il solo: il gradimento della serie su Rotten Tomatoes è altissimo, e la settima stagione è già in cantiere.

Ritenuti inadatti all’azione per debolezze caratteriali e dipendenze assortite, e confinati dai vertici dell’MI5 in un reparto detto la “Palude”, i “ronzini” si dimostrano invariabilmente migliori dei loro più blasonati colleghi. Jackson Lamb è una vecchia volpe, libero di agire al di fuori degli schemi e dei condizionamenti della politica, e sa come ricavare il meglio dalla sua truppa, che salva ostaggi, scopre traditori e sventa attentati senza mai ottenere i meritati riconoscimenti ufficiali.

Kristin Scott Thomas, l’algida numero due dell’MI5 e Gary Oldman in una scena della serie in streaming

La serie si basa sui romanzi del giallista inglese Mick Herron, pubblicata in Italia da Feltrinelli, e ne ricalca le trame ben congegnate. Ma il suo punto di forza è la caratterizzazione dei personaggi. Oldman è come sempre straordinario nei panni bisunti del protagonista allergico alle docce e scorreggione, ma tutti gli altri fanno la loro parte. Una citazione particolare meritano Jack Lowden, che interpreta il coraggioso River Cartwright, detto anche “Fiasco” per l’irruenza che lo porta a volte a sbagliare, Saskia Reeves, nella parte di una dimessa segretaria che nasconde sotto i completini anni Sessanta una mente acutissima, e Kristin Scott Thomas, perfetta nella parte dell’algida Diana Taverner, numero due dell’MI5 perennemente in attesa di promozione.  Due parole, per concludere, sulla bella colonna sonora, scritta dallo specialista Daniel Pemberton. “Strange Game”, la canzone che accompagna i titoli di testa, è cantata da Mick Jagger. © RIPRODUZIONE RISERVATA

(*) L’autore dirige oltreilponte.org

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Giornalista, già responsabile del telegiornale scientifico Leonardo su Rai 3. Ha due figlie, quattro nipoti e un cane. Ama la vela, la montagna e gli scacchi. Cerca di mantenersi in funzione come le vecchie macchine fotografiche analogiche che colleziona, e dopo la pensione continua ad occuparsi di scienza, politica e cultura sul blog “Oltreilponte.org”.