Nelle campagne in giro per il mondo si fa largo l’Agrivoltaico. Consente di far incrociare in modo sostenibile tradizionali pratiche agricole con produzione di energia elettrica dal sole. Puntando sul green, l’Enel ha sorpassato l’Eni in termini di fatturato (nel 2021: Enel, 88,3 miliardi di euro; Eni 76,5). Poi la “provvidenziale” guerra di Putin ha fatto schizzare alle stelle gli extraporfitti Oil&Gas

Foto sotto il titolo: I più innovativi impianti agrovoltaici permettono di integrare la produzione di energia elettrica con le coltivazioni agricole tradizionali e meccanizzate 


“AGRIVOLTAICO, CHE D’È?” ha chiesto gentilmente Giorgia. Non si è fatta mancare l’occasione il verde Bonelli: “È una tecnologia innovativa che consente di far incrociare in modo sostenibile le tradizionali pratiche agricole con la produzione di energia elettrica dal sole tramite i pannelli fotovoltaici. Se ne giovano il territorio ma anche le comunità locali: l’obiettivo è infatti favorire colture e attività zootecniche negli spazi sotto e tra le fila di pannelli…”, ma gli ha strappato la parola di bocca Starace, l’amministratore delegato di Enel, spazientito dell’enorme spazio di decisione sulle politiche energetiche riservato al Mascellone, uno spazio che certo non diminuirà nel governo di fatto Descalzi-Bonomi sotto la benigna delega di Giorgia, eletta dal popolo, se sarà investita formalmente di quel ruolo. 

La collaborazione tra Enel, pubblica amministrazione, università, centri di ricerca, associazioni non profit e start up ha accelerato la diffusione dell’agrivoltaico in molte parti del mondo

«Grazie alla collaborazione con il mondo della Pubblica Amministrazione e con università, centri di ricerca, associazioni non profit e startup — ha tuonato Starace — abbiamo iniziato a sperimentare modelli di questo tipo in molti nostri impianti [vedi qui] in giro per il mondo. I benefici sono tanti anche in termini di conservazione della Natura, tutela della biodiversità e salvaguardia dei servizi ecosistemici, come, ad esempio, dimostrano i progetti che abbiamo lanciato per richiamare e proteggere gli insetti impollinatori e, in particolare, le api».

Indispettito da questa sortita e dal fatto che il puntare per davvero sul green da parte dell’Enel, invece che sul salvifico nucleare, abbia favorito lo scavalcamento dell’Eni in termini di fatturato (nel 2021: Enel, 88,3 miliardi di euro; Eni 76,5), Calenda, pensando di non essere visto, ha orinato per disprezzo, ma razionalmente, beninteso, tra quei pannelli. Letta e la Serracchiani si sono allora inginocchiati tra quei filari per implorare perdono per quell’empietà. Sembra che molto di più non riescano a fare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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