Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia statunitense per l’osservazione degli oceani e dell’atmosfera (la Noaa, National Oceanic and Atmospheric Administration), la concentrazione di anidride carbonica non è stata mai così alta come nel luglio 2022: 418,90 ppm (erano 416,96 l’anno prima): ciò vuol dire che, per ogni milione di particelle di varia natura presenti in atmosfera, 418,90 sono di Co2. Un record assoluto: in epoca pre-industriale la concentrazione era di 280 ppm. Sempre più alta anche la concentrazione in atmosfera del metano, un gas che ha un potere riscaldante 80 volte superiore a quello della Co2

Foto sotto il titolo: La concentrazione di gas climalteranti in atmosfera non è stata mai così alta


LE EMISSIONI DI gas serra hanno ricominciato a rialzarsi alla fine della pandemia e la concentrazione di Co2 in atmosfera ha raggiunto a luglio di quest’anno 418,90 ppm (erano 416,96 l’anno prima): ciò vuol dire che, per ogni milione di particelle di varia natura presenti in atmosfera, 418,90 sono di anidride carbonica. Un nuovo record, accanto all’innalzamento degli oceani. Lo rende noto l’Agenzia statunitense per l’osservazione degli oceani e dell’atmosfera (la Noaa, National Oceanic and Atmospheric Administration) sulla base di un nuovo rapporto. Nella notizia pubblicata oggi a pagina 9 del “Sole 24 Ore”, si parla di una «concentrazione media di 441,7 ppm nel 2021, secondo gli ultimi dati»; la situazione in realtà resta grave, come riporta il sito ufficiale della Noaa, ma per fortuna non ancora così catastrofica. 

Per rendersi conto della gravità del quadro, basti notare che in epoca pre-industriale la concentrazione di Co2 era di 280 ppm. E come se non bastasse, l’Agenzia Usa in atmosfera ha registrato un altro record nei livelli di metano: un gas che ha un potere riscaldante 80 volte superiore a quello della Co2 su un periodo di 20 anni. Per il capo della Noaa, Rick Spinrad, «i dati del rapporto sono chiari, continuiamo a mostrare evidenze scientifiche sempre più convincenti che il cambiamento climatico ha impatti globali e non mostra segni di rallentamento». Detto altrimenti, ci stiamo arrostendo sempre più velocemente, bruciando il futuro di figli e nipoti. I quali ce lo ricordano pure, anche in questa campagna elettorale. Per il 34% degli elettori italiani tra i 18 e i 24 anni, i leader politici dovrebbero occuparsi di più del cambiamento climatico (una percentuale che sale al 41% dei giovani di sinistra e di centro sinistra), stando all’ultimo sondaggio della Swg del 29 agosto. Vi sembra che i partiti lo stiano facendo, o abbiano intenzioni serie di farlo? © RIPRODUZIONE RISERVATA

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