Scienza o fantascienza? Reazioni avverse e vaccino anti Covid: i casi esistono, se ne deve parlare

In piazza con nome e cognome per denunciare le reazioni avverse subite con la somministrazione del vaccino a mRna Moderna

Sul caso di epatite autoimmune di «un uomo caucasico di 47 anni, precedentemente sano, che ha ricevuto la prima dose di vaccino Moderna il 26 aprile 2021, e ha mostrato malessere e ittero 3 giorni dopo» un gruppo di scienziati scrive che non si tratta di una «coincidenza ma di una conferma». Nonostante la segnalazione dell’ittero al centro di vaccinazione, scrivono sul “Journal of Hepatology”, l’uomo ha ricevuto la seconda dose di vaccino Moderna il 6 luglio 2021, e l’ittero è tornato pochi giorni dopo. Da accertamenti diagnostici è emerso pure che «il tipo di lesione era coerente con l’epatite acuta, con caratteristiche di epatite autoimmune o possibile lesione epatica indotta da farmaci». L’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) incoraggia le segnalazioni dei medici ma parlarne è diventato un tabù 


L’analisi di LAURA CALOSSO

LE REAZIONI AVVERSE da vaccino esistono? Perché è così difficile parlare di questo tema, come se fossimo di fronte a un mistero insondabile? Il sito di Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) segnala espressamente la necessità delle segnalazioni, definite «un’importante fonte di informazioni per le attività di farmacovigilanza, in quanto consentono di rilevare potenziali segnali di allarme relativi all’uso dei medicinali così da renderli più sicuri, a beneficio di tutti i pazienti». Il sito ha addirittura una pagina dedicata [nota 1] nella quale si precisa che la normativa europea sulla farmacovigilanza «richiede a tutti gli operatori sanitari e ai cittadini di segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa (grave e non grave, nota e non nota)». Addirittura si impone che la segnalazione avvenga in tempi rapidissimi: entro 2 giorni da quando il medico o l’operatore sanitario ne viene a conoscenza (per i medicinali), ed entro 36 ore per medicinali di origine biologica (inclusi i vaccini). L’urgenza è sensata, ma di che reazioni si tratta? Solo quelle che potrebbero avvenire immediatamente dopo l’iniezione? Sono davvero le uniche?

Forse no. Lo dimostra la lettera di alcuni scienziati sul Journal of Hepatology, dal titolo: Epatite autoimmune con il vaccino Moderna, non più una coincidenza ma una conferma [leggi qui nota 2]. Nell’articolo si parla del caso di «un uomo caucasico di 47 anni, precedentemente sano, che ha ricevuto la prima dose di vaccino Moderna il 26 aprile 2021, e ha mostrato malessere e ittero 3 giorni dopo. Nonostante la segnalazione dell’ittero al centro di vaccinazione, ha ricevuto la seconda dose di vaccino Moderna il 6 luglio 2021, e l’ittero è tornato pochi giorni dopo». Da accertamenti diagnostici è emerso pure che «il tipo di lesione era coerente con l’epatite acuta, con caratteristiche di epatite autoimmune o possibile lesione epatica indotta da farmaci (DILI)».

Nella Discussione l’articolo riporta: «questo caso illustra un’epatite autoimmune secondaria con vaccino Moderna, che dopo ri-esposizione ha condotto a un peggioramento del danno epatico […]. Questo si è verificato in un uomo che stava bene, senza altri problemi medici. L’inizio dell’ittero associato al vaccino mRNA è stato insolitamente rapido. Il vettore del vaccino mRNA innesca citochine pro-infiammatorie tra cui l’interferone, e la cross-reattività è stata illustrata tra gli anticorpi contro la proteina spike e gli auto-antigeni. Sette casi di sospetta epatite autoimmune sono stati riportati con i vaccini mRNA Sars-2-Cov (tre con Pfizer e quattro con Moderna)».

Pazienti che “ci mettono la faccia” a denunciare le reazioni avverse di cui si parla pubblicamente a mezza bocca come se si stesse violando un qualche tabù

L’articolo si conclude con questo passaggio: «Riportiamo questo caso per incoraggiare la vigilanza sulle reazioni indotte da farmaci e per sensibilizzare i centri di vaccinazione a includerle nei loro controlli di routine, prima di somministrare le seconde dosi. Il follow-up a lungo termine degli individui identificati sarà essenziale per determinare la prognosi di questo danno epatico autoimmune». Interessanti anche gli studi allegati che sollevano la domanda: epatite autoimmune post vaccino, causalità o casualità?

Perché riportare questo articolo? Per mettere in dubbio l’uso dei vaccini o innescare pericolose polemiche? No. Il caso descritto sulla rivista scientifica è importante perché suggerisce la necessità di ascoltare chi lamenta problemi a seguito della vaccinazione. Molto spesso, come evidenziano i casi riassunti sulla pagina del Comitato Ascoltami, nato spontaneamente per offrire supporto a chi si sente abbandonato dal sistema sanitario, i vaccinati che lamentano problemi vengono ignorati o costretti a visite (spesso a pagamento), effettuate al di fuori di un percorso di monitoraggio organico.

È  peregrino pretendere risposte a quesiti di questo tipo, specie in Italia, dove, a differenza di altri Paesi, l’obbligo vaccinale è stato imposto per alcune categorie, pena sospensione dal lavoro o sanzioni? Riguardo all’obbligo, è atteso il parere della Corte Costituzionale. Nel frattempo è auspicabile un dibattito serio sul tema delle reazioni avverse, e soprattutto l’avvio di studi e ricerche indipendenti. La fiducia nella Medicina non si costruisce per decreto© RIPRODUZIONE RISERVATA

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About Author

Scrittrice, giornalista e traduttrice, laureata in Scienze Politiche e in Lettere, Culture moderne comparate, Letteratura tedesca. Ha lavorato come giornalista e addetta stampa. La carriera di scrittrice è iniziata con una menzione di merito al Premio Calvino, edizione 2008/2009, e il primo romanzo "A ogni costo, l'amore" pubblicato da Mondadori nel 2011. Il giornalismo d’inchiesta è la sua passione. Lavora nel mondo dell’editoria e per la Rai.