Caro Direttore,

La follia di Putin si sta compiendo; con una mente perversa egli ha costruito una morsa attorno all’Ucraina. Da quasi tutto il mondo abbiamo espresso solidarietà, dall’Europa ricca abbiamo inviato un po’ di armi, da quella meno ricca tanta accoglienza e lentamente avvieremo delle sanzioni. Già oggi il paese è semi distrutto, e ci sono già stati morti, dieci giorni sotto la paura di bombardamenti lasceranno ferite insanabili nelle loro coscienze. I nostri cervelloni esperti di strategie militari ci hanno spiegato quanto è cattivo Putin.

L’unica cosa che si doveva fare non è stata fatta: non ci voleva molto per capire che arrivati allo scontro militare sarebbe finita così. Bisognava lasciare le armi e i linguaggi di guerra nelle caserme, bandiera bianca ad ogni casa, in mano ad ogni persona, 44 milioni di bandiere bianche; se utile, bandiere bianche in tutto il mondo: l’avremmo coperto di vergogna Putin, sarebbero tutti vivi, le case e le città intatte. A Putin l’onere di provvedere ad assistere tutto il paese, per quanto tempo? per il tempo necessario che le sanzioni, le più feroci, entrassero in funzione.

Da noi invece spegnere le luci per un minuto, spegnere i riscaldamenti o ridurli dove c’è necessità fino a che non smette la guerra, è un sacrificio? In Ucraina muoiono e soffrono, cosa è un nostro sacrificio al confronto? È folle questo ragionamento? E quello che vediamo dai nostri televisori, nelle nostre case, è un pranzo di gala?

Peppe Amato (Torino)

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