superamento del limite della temperatura sulla Terra prima di innescare la catastrofe climatica potrebbe avvenire già fra cinque anni, secondo la World Meteorological Organization. Il vegliardo puttaniere scrolla le spalle, Salvini mobilita le centinaia di migliaia di baionette acquartierate da Bossi in Val Brembana, Giorgia blocca l’ordinativo e confida direttamente nella Nato per arrestare questo invadente climate change 

Foto sotto il titolo: Il termometro della temperatura globale del Pianeta si alza più velocemente del previsto


«IL MONDO POTREBBE raggiungere +1,5°C entro i prossimi 5 anni», ha avvisato Wmo (World Meteorological Organization). Raggiungere quella soglia, raccomandata dall’Accordo di Parigi (2016) come livello di riferimento preferibile a +2°C, fa venire i brividi, perdonate l’ossimoro. Perché quella raccomandazione si riferisce a tutto questo secolo. Se si raggiungesse quel livello tre quarti di secolo prima (2026), il carattere catastrofico del cambiamento climatico si dispiegherebbe in tutto il suo tremendo impatto, come hanno più volte ammonito gli scienziati. Non sui nostri figli o sui nostri nipoti, ma proprio direttamente su di noi.

Le differenze tra l’innalzamento della temperatura globale del Pianeta esemplificate in questa infografica elaborata dal Cmcc (Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici)

Il vegliardo puttaniere ha scrollato le spalle convinto della risposta che aveva dato nel dibattito sulla fiducia al suo primo governo (1994): quella catastrofe temuta era «più lontana da noi nel tempo di quanto noi lo siamo dagli antichi romani» (cit. Atti parlamentari). E ha cominciato a convocare le sue girl per una “cena elegante”. Salvini ha subito chiamato Bossi, perché quando la situazione si fa dura i duri ecc. E quelle centinaia di migliaia di doppiette, che il vecchio leader aveva dichiarato pronte per la secessione quando la Lega era ancora “Lombarda”, potevano tornar utili a garantire la sicurezza contro sbarchi e atti criminosi delle orde che sarebbero fuggite da dove l’impatto climatico minacciava la sopravvivenza stessa. Giorgia, stanca di pagar esosi pegni di fedeltà al suo partner un po’ farlocco — le scottava la recentissima figura di guano che aveva fatto con quel voto pro Orbán nel Parlamento europeo, mandando in fumo tutto il politically correct che aveva dispensato al colto (i poteri forti) e all’inclita (la stampa mai così benvolente) —, ha subito richiamato Bossi per cancellare l’ordinativo di doppiette. Ci penserà la Nato, lo ha rassicurato. Mentre Salvini la guardava ammirato, ma sempre in confusione, con la sua giacca da smoking su felpa e sneakers.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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