Gli oceani sono il più grande serbatoio di anidride carbonica del pianeta. Quella che si sta accumulando sta già superando i livelli di guardia per la biodiversità marina e l’equilibrio ecologico complessivo. Sono gli effetti del riscaldamento globale che aumenta le temperature dell’acqua, acidifica i mari e assottiglia l’ossigeno disciolto. Con conseguenze economiche e ambientali incalcolabili 

Foto sotto il titolo: I coralli rossi che si sbiancano lentamente. L’acidificazione degli oceani mette a rischio anche la loro vita


GLI OCEANI SONO sottoposti a un triplice assalto: quello del calore – il contenuto termico degli Oceani nello strato fino a 2000 metri di profondità è aumentato oltre tre volte rispetto al 1960; il pH, cioè il parametro che col valore 7 distingue tra componenti acidi (pH < 7) e componenti basici (pH > 7), è calato e, corrispondentemente, l’acidità relativa è aumentata, cioè l’acqua di mare sta riducendo la sua basicità (vedi caso Australia, 2° quadro del grafico); gli oceani stanno perdendo ossigeno da almeno 60 anni, a ritmo quasi costante, cioè sempre maggiori perdite. Il triplice assalto, dalle conseguenze difficilmente quantificabili ma drammatiche per la biodiversità e per il clima, ha un’unica matrice: il global warming. 

Il triplice assalto agli oceani dal global warming (fonte Peter Carter, Climate Emergency Institute, 2022)

È l’ennesima denuncia, dopo quella storica di James Hansen, avanzata questa volta da Peter Carter, fondatore del Climate Emergency Institute e revisore dei rapporti Ipcc.

Messi davanti a questa emergenza, una che di più non si può: “Ma, a Cernobbio neanche se ne è parlato” è stata la risposta — questa volta corale — dei leader politici che hanno partecipato al “siparietto” elettorale della Convention economica sul lago di Como. Per fortuna che una pezza ce l’hanno messa i Tg della Rai. Ah, no? Neanche questa s’è vista, maledetta provincia italiana! © RIPRODUZIONE RISERVATA

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