Minerali, terre rare e geopolitica: la corsa al litio per fermare il riscaldamento globale

È il più leggero degli elementi solidi ed è usato principalmente nelle leghe conduttrici di calore, nelle batterie e in alcuni medicinali. La Bolivia è il maggior produttore al mondo, grazie al Salar de Uyuni: 10.582 chilometri quadrati di distesa salata con dieci miliardi di tonnellate di minerale. In Asia la Cina spinge per la costruzione di auto ibride, e, sotto il velo strategico della segretezza, in Afghanistan sono mappate grandi riserve di terre rare e pietre preziose. L’Europa è fuori dal grande giro del litio, con una sola miniera in Portogallo. L’Italia ha annunciato la realizzazione della più grande fabbrica di batterie d’Europa, a Scarmagno in Piemonte. La disponibilità del litio è previsto che finisca entro il secolo


L’analisi di FRANCO GUARINO, esploratore e reporter

¶¶¶ La grande geopolitica di questo secolo amplia le sue componenti strategiche. Per le rivoluzioni tecnologiche in atto si è verificata l’urgenza di un risanamento ambientale, mettendo in gioco l’uso di nuove fonti energetiche, e quindi nuovi minerali e terre rare. La partita si gioca quindi con la ricerca e con la corsa agli approvvigionamenti delle materie prime necessarie per ottenere una minore emissione di Co2 nell’aria: il litio è uno di questi. 

Durante i miei reportage in giro per il mondo, ho avuto modo di vedere grandi miniere di questo prezioso minerale, e ho potuto approfondire le mie conoscenze sul suo utilizzo. Il litio è l’elemento chimico della tavola periodica indicato con la sigla “Li”; appartiene al primo gruppo (metalli alcalini), e nella sua forma pura è un metallo tenero color argento, che si ossida rapidamente a contatto con l’aria o l’acqua. È il più leggero degli elementi solidi ed è usato principalmente nelle leghe conduttrici di calore, nelle batterie e come componente in alcuni medicinali. Il litio da qualche anno è ricercato anche dalle industrie delle ceramiche, del vetro e dei lubrificanti. 

Le miniere di litio si trovano in genere nei deserti e nei laghi salati; attualmente le più grandi riserve si trovano in sud America, altre in Asia e in Australia. In Africa le ricerche in corso promettono buone sorprese nei deserti, nel corno d’Africa, nello Zimbabwe e in Namibia. Negli Stati Uniti le miniere si trovano in California e nel Nevada, mentre altri grandi giacimenti si trovano in Messico. Durante i miei viaggi in sud America, lungo i fiumi che nascono nelle Ande, ho visto grandi distese di minerali tra cui il litio, ma anche sugli altipiani di Bolivia, Argentina e Cile, dove la produzione di litio ha raggiunto le cifre record dell’85% della produzione del pianeta. 

L’industria del litio sta influendo sui cambiamenti sociali, ambientali e geopolitici, non solo in sud America, ma gradualmente in tutte le regioni di produzione del pianeta. La Bolivia attualmente è il maggior produttore grazie al Salar de Uyuni, che con i suoi 10.582 chilometri quadrati è la più grande distesa salata del pianeta. Le miniere sono situate a 3650 metri di altitudine, dove dieci miliardi di tonnellate di litio si trovano negli strati tra i 2 e i 10 metri, sotto il lago salato. Qui, insieme al litio, si estraggono importanti quantità di potassio, boro e magnesio. 

Le miniere di litio argentine si trovano nella regione del deserto di Atacama. A 4000 metri si trova un grande giacimento di 6000 chilometri quadrati: la miniera si trova nella provincia di Salta, ed è chiamata “Salina dell’uomo morto”. Nei vari strati del lago di cloruro di sodio si trovano anche potassio, cesio e altri minerali strategici. In Cile il litio si trova al confine tra le Ande e il deserto di Atacama a 2305 metri, su un lago salato lungo 100 chilometri e largo 80: la superfice di questo lago è di circa 3000 chilometri quadrati. Nella stessa regione si estraggono anche grandi quantità di potassio e altri minerali. Il Cile gode del vantaggio di poter trasportare tonnellate di litio dai porti dell’Oceano Pacifico verso i mercati mondiali. In Brasile viene estratto nella regione sud amazzonica del rio Aracual, non lontano dalle coste atlantiche; qui però l’estrazione mineraria sta creando problemi ambientali e sociali per gli ecosistemi. In sud America sono in corso molte ricerche per trovare altri giacimenti di litio.

In Asia invece è in aumento la produzione cinese collegata ai suoi grandi progetti industriali per la costruzione di auto con motore ibrido tra idrocarburi e batterie ricaricabili al litio. In Cina il carbonato di litio si trova presso il lago salato Zabuye, un lago di montagna immerso nella prefettura di Shigatse della regione autonoma del Tibet. In Afghanistan la presenza di litio è stata accertata nel nord lungo i fiumi Kabul e Amu Darya, sulle montagne del Pamir e Hindu Kush, sugli altipiani e nelle distese di sale al confine con Iran e Baluchistan pakistano. Ricordiamo che in Afghanistan, inoltre, sono state mappate grandi riserve di litio, rame, cobalto, ferro, barite, zolfo, piombo, argento, zinco, oltre a 1,4 milioni di tonnellate di terre rare e pietre preziose. Ricchezze minerarie che per motivi strategici sono mantenute sotto un velo di segretezza dal governo locale e dalle presenze straniere in zona. In Afghanistan la mancanza di uno sbocco a mare, potrà essere superata con nuove strade e ferrovie. 

Altri giacimenti importanti di litio si trovano in Australia, nella miniera di Greenbushes, vicino all’Oceano Indiano. L’Europa, povera di laghi salati, rimane fuori dal grande gioco del litio. Per ora l’unica miniera nota di litio si trova nel nord del Portogallo, nella zona di Sao Gongalo, non lontano dalla città di Porto. 

In questo scenario in evoluzione l’Italia punta in modo qualificato alla ricerca, per l’ottimizzazione delle tecnologie e per un uso sicuro e competitivo. Il litio delle saline trapanesi in Sicilia per ora non è competitivo, ma in Piemonte, nei pressi di Scarmagno, la società italiana Italvolt ha annunciato la realizzazione della più grande fabbrica di batterie d’Europa per la produzione e lo stoccaggio di batterie a ioni di litio per veicoli elettrici. Si studia inoltre un’altra fonte primaria: l’acqua di mare. Gli oceani contengono infatti circa centottanta miliardi di tonnellate di litio diluito (circa 0.2 parti per milione). Tuttavia, i vari tentativi per separarlo dall’acqua basandosi sull’evaporazione, non sono per ora competitivi. 

La grande corsa al litio ha creato nuove opportunità di ricchezza per molti paesi sebbene siano sempre le multinazionali a guidare questo nuovo grande gioco. Mentre la speranza è sempre quella di fermare il riscaldamento del pianeta, la disponibilità del litio è previsto che finisca entro il secolo. ♦ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Foto: sotto il titolo, miniera di litio in Ghana e in Cile; al centro, miniera cilena; in basso, miniera cinese

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Dopo gli studi in telecomunicazione si è dedicato alle esplorazioni geografiche per conoscere la natura e i popoli della terra. Queste esperienze lo hanno portato nei cinque continenti, effettuando ricerche scientifiche e ambientali, collaborando con diverse Agenzie delle Nazioni Unite. A partire dagli anni Ottanta, ha collaborato con la Rai, realizzando numerosi reportage di approfondimento in aree geopolitiche difficili, su scenari di guerre e terrorismo, impegnandosi a mantenere, in ogni circostanza, la necessaria autonomia intellettuale nel racconto dei conflitti. Da qualche anno si dedica all’attività di comunicazione rivolta ai giovani, attraverso l’utilizzo del suo ampio archivio mediatico.