La locandina dell’ultimo film del premio Oscar Francis Ford Coppola con Adam Driver, Giancarlo Esposito, Nathalie Emmanuel, Shia LaBeouf e Aubrey Plaza, dal 16 ottobre nei cinema italiani con Eagle Pictures

Il regista di grandi capolavori torna al cinema con un’opera di lunga gestazione. Gli è costato un vigneto e un’intensa lotta con i distributori questa epopea sfarzosa intitolata “Megalopolis”. Nella città di New Rome, potere e avidità governano, ma un genio dalle grandi visioni è destinato a cambiare le sorti dell’umanità. Adam Driver e Giancarlo Esposito rappresentano il progresso e la reticenza al cambiamento, scontrandosi in un’ambientazione che echeggia l’antica Roma


◆ La recensione di GIULIA FAZIO

Un film che Francis Ford Coppola aveva in mente da tanto tempo e che è riuscito a realizzare attraverso un investimento personale. Un’opera ambiziosa, carica di simbolismo, barocca, succinta e fuori dalle righe. Un pot-pourri di citazioni filosofiche in un pentolone ornato dal quale odori eterogenei danno vita a una miscela di generi e intenti contrastanti. Questo ed altro ancora è Megalopolis, l’ultima fatica del grande regista di Hollywood.

Negli Stati Uniti, in un’epoca futuristica, la prominente città di New Rome è governata da interessi economici e politici che portano a una degenerazione e insofferenza del popolo. La tracotanza degli uomini di potere, come accadde nell’Impero Romano, è destinata a distruggere la società. Solo un uomo, con una lucida visione e una fervente passione, immagina una città utopica, nella quale fratellanza e condivisione daranno vita ad un mondo migliore. 

È, forse, superfluo ricordare le opere che hanno reso Coppola il regista che siede nell’Olimpo dei più grandi artisti della settima arte. Ritroviamo in Megalopolis il desiderio di creatività e l’inestinguibile passione che lo contraddistinguono. Gli intenti sono nobili, ma la morale, non proprio sottintesa, banalizza l’assurdità delle immagini. A New Rome i nomi degli abitanti, e il loro stile, rimandano a un’epoca imperiale americanizzata, caratterizzata da un cosciente desiderio di sfarzo. Il sindaco Cicero (Giancarlo Esposito), poco incline al cambiamento e interessato a mantenere uno status quo, è in lotta con Cesar Catilina (Adam Driver), un visionario e sognatore, architetto eclettico che sogna di costruire “Megalopolis”.

La città utopica, che dona il titolo alla pellicola, è pensata come un giardino dell’Eden, dove una pace atavica e primordiale regnerebbe tra gli abitanti, unendoli. Per essere costruita, è necessario radere al suolo ingenti parti della città, non senza il dissenso dei cittadini. Cesar ha anche la straordinaria capacità di fermare il tempo: superpotere non ben identificato nell’economia del racconto, e del quale non se ne rintraccia una reale utilità. Cicero e Cesar Catilina sono in lotta tra loro anche per l’amore di Julia Cicero (Nathalie Emmanuel), figlia del sindaco, verso quest’ultimo.

La situazione relazionale è molto intricata a New Rome: Julia è amata da Clodio (Shia LaBeouf), il nipote del banchiere Crassus, e Cesar ha una relazione con la reporter Wow Platinum (Aubrey Plaza), nonostante stia ancora piangendo la moglie defunta della quale è stato sospettato di omicidio. La storia d’amore fra Julia e Catilina emerge come il legame puro che supera le discordie, diventando la ragione primaria della riuscita di “Megalopolis”.

Il film mostra un’evidente ambizione registica che si manifesta in particolar modo nella scenografia e nell’opulenza dei costumi. La performance di Aubrey Plaza è quella più riuscita: una femme fatale che inonda la scena di ironia, ammiccando al potere per giostrarlo a suo beneficio. Il problema principale è la sceneggiatura: una storia che non ha niente di nuovo da dire e che narra di corruzione, potere e “la forza dell’amore”, con una retorica già trita e ritrita. Ciò che ne viene fuori è una fiaba distaccata da una reale presa sul mondo, e la scena finale mostra in seno tutte le problematiche di una morale confezionata, caratterizzata da un ottimismo impolverato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Classe 1994. Aspirante sceneggiatrice e critica cinefila anarchica. La grande passione per la Storia e la Letteratura la portano a laurearsi in Triennale in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Catania con una tesi in Letterature Comparate dal titolo Jules e Jim, dal romanzo al film. Invece, per assecondare l’altra passione - il cinema - decide di laurearsi in Magistrale in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi di Roma Tre. Collabora con alcuni Festival del cinema in Italia e in Canada; e svolge il ruolo di selezionatrice e giurata. La passione per la Settima Arte si affianca a quella per l’Arte e la Letteratura, e non immagina un mondo in cui la cultura muoia senza lottare.