Nell’Unione europea siamo quasi 450 milioni, in crescita per due anni consecutivi dopo il calo per la strage del Covid. Ma ad aumentare i residenti sono i profughi ucraini, e cittadini extra-comunitari provenienti da altri Paesi (Turchia e Marocco, principalmente) che si sono trasferiti in uno dei 27 Stati che fanno parte dell’Unione europea. La Ue, per contro, soffre del calo delle nascite, anche se non ai livelli dell’Italia dove il fenomeno è considerato una vera e propria emergenza. Se in Italia le politiche governative in atto già dall’esecutivo Draghi non hanno dato risultati evidenti, ora Bruxelles ha pensato a un “piano natalità”. Ecco qual è la proposta della Commissione europea
◆ L’analisi di GIORGIO DE ROSSI
►Il sociologo Auguste Comte, vissuto in Francia nella prima metà dell’800, sosteneva che la demografia rappresentasse il “destino di un popolo”. Quest’affermazione si basa sul presupposto che le tendenze demografiche e la distribuzione della popolazione determinino il futuro di un Paese. La demografia, parola composta da ”démos” (popolo) e “γραφία” (descrizione, scrittura) è la scienza che ha per oggetto lo studio e l’evoluzione delle popolazioni umane. Essa comprende essenzialmente studi quantitativi e qualitativi sulla natalità, sulla fecondità, sulla mortalità e sui flussi migratori. In sostanza, racconta la storia della nostra vita. Ci dice quanti siamo, quali probabilità abbiamo di vivere, quanti bambini potremmo avere, nonché dove e come potremmo trascorrere la nostra esistenza. I cambiamenti demografici esercitano un forte impatto sulle nostre economie, sui nostri sistemi previdenziali e sanitari, nonché sulle esigenze abitative e infrastrutturali degli Stati dell’Unione europea. Ciò, a sua volta, si ripercuote sui bilanci e sulle politiche dei governi. L’Ue deve pertanto tenere in debito conto le tendenze demografiche quando elabora le pertinenti politiche comunitarie.
Comunque procediamo per gradi. Dai dati forniti da Eurostat la popolazione dell’Unione europea, dopo un calo nel 2020 e nel 2021 a causa dell’impatto della pandemia Covid 19, è aumentata per il secondo anno consecutivo, passando da 447,6 milioni di persone il 1° gennaio 2023 a 449,2 milioni il 1° gennaio 2024. Ove si consideri un arco temporale più lungo, la popolazione dell’Ue è passata da 354,5 milioni nel 1960 a 449,2 milioni ad inizio 2024, con un aumento di 94,7 milioni di persone.Ma il tasso di crescita è gradualmente rallentato negli ultimi decenni: infatti, mentre negli anni del boom economico il tasso di crescita demografico medio era di 2,9 milioni di persone all’anno, nel decennio 2015-2024 la popolazione dell’Ue è aumentata in media di circa 600 mila persone all’anno. Un altro dato interessante fornito da Eurostat è quello della c.d. “Piramide della Popolazione” del continente europeo (includendo sia i Paesi Ue che extra Ue) nel 2025, pari a 744.398.831 abitanti. Il grafico suddivide “Maschi e Femmine” in classi quadrimestrali di età. In essa si evidenzia come i maschi risultino percentualmente in maggioranza rispetto alle femmine sin dalla nascita e fino alla classe di età tra i 35 ed i 39 anni che è la più numerosa, toccando il 3,6%. Nella classe di età tra i 40/44 anni si raggiunge la medesima parità percentuale tra i due sessi, ma, a partire dalla classe tra i 45/49 anni, le percentuali si ribaltano in favore delle donne fino a raggiungere nella classe di età compresa tra i 70/74 anni la maggiore distanza percentuale tra i due sessi: 2,2% per i maschi contro il 3,0% per le femmine.
E in Italia? Nel nostro Paese, sempre nel 2025, le stime Eurostat ci indicano una popolazione complessiva pari a 59.146.260 abitanti con una piramide demografica simile a quella europea dove la popolazione maschile è in maggioranza fino alla classe di età tra i 40/44 anni per poi discendere e venire superata a partire dalla classe di età compresa tra i 55/59 anni. È interessante notare come nell’ultima classe di età, tra i 95/99 anni, le signore si prendano la rivincita risultando il doppio dei signori uomini. Sempre secondo le stime di Eurostat, l’Unione europea (27 Paesi con esclusione dell’Inghilterra) ha registrato, nel 2023, 447 milioni di abitanti: questa cifra supererà i 449,3 milioni nel 2025 (+ 2,3 milioni di persone), per effetto del maggior numero di cittadini non comunitari, soprattutto di provenienza ucraina, turca e marocchina, che dal 2024 vivono nei Paesi dell’Ue. In prospettiva, la popolazione comunitaria tenderà a diminuire a partire dal 2030, attestandosi a 424 milioni di abitanti nel 2070. Tale declino è comunque già visibile oggi: dagli ultimi dati pubblicati da Eurostat, infatti, l’Unione europea ha fatto registrare ilminimo storico delle nascite passate da 3.879.509 nel 2022 a 3.665.142 nel 2023, con una diminuzione di 214.367 nuovi nati, pari al -5,53%. Il fenomeno è rilevabile anche nella Tabella in cui la popolazione europea è stata suddivisa in tre classi di età: Bambini, Adulti ed Anziani: la classe deiBambini, compresa tra 0/14 anni è passata dal 14,8% del 2023 al 14,6% del 2024 con un decremento dello 0,2%.
Anche in Italia la discesa delle nascite non si arresta: nel 2023 i nati sono precipitati a 379.890, registrandouna diminuzione del 3,4% sull’anno precedente. Il calo delle nascite prosegue anche nel 2024: in base ai dati provvisori relativi a gennaio-luglio le nascite sono state 4.600 in meno rispetto allo stesso periodo del 2023. È parimenti sceso l’indice relativo al numero medio di figli per donna, attestatosi a 1,20, in flessione sul 2022, pari a 1,24. Gli esperti ritengono che il calo del tasso di natalità possa essere determinato da diversi fattori, tra i quali la pandemia, l’impennata dell’inflazione ed i salari non adeguati al costo della vita. La Romania, nel 2024, è risultata il fanalino di coda avendo fatto registrare il tasso di natalità più basso dell’ultimo secolo con meno di 150.000 bambini nati. Di converso, si prevede che la percentuale di anziani sul totale della popolazione aumenterà in modo significativo nei prossimi decenni: entro il 2050 la quota di persone di età superiore a 65 anni crescerà del 30% circa, rispetto al 21% di oggi. Sempre dalla Tabella emerge come nell’Ue la classe degli Anziani, di età pari ed oltre i 65 anni, sia passata dal 21,3% nel 2023 al 21,6% nel 2024, registrando un incremento annuo pari al +0,3%.
La Commissione europea ha pertanto elaborato un “pacchetto di strumenti demografici” articolato sui seguenti quattro pilastri: ∎ sostenere i genitori tramite un migliore rapporto fra progetti familiari e lavoro retribuito, favorendo una più ampia disponibilità di strutture di qualità per l’infanzia, nonché un adeguato equilibrio tra vita professionale e vita privata ∎ sostenere le giovani generazioni mettendole in condizione di sviluppare le proprie competenze e facilitandole, sia nell’accesso al mercato del lavoro, quanto nell’ottenimento di un alloggio a prezzo contenuto ∎ agevolare l’autonomia delle generazioni più anziane mantenendone il benessere tramite riforme cui si associno politiche adeguate sul mercato del lavoro e sul luogo di lavoro ∎ fornire congrue risposte alla carenza di manodopera anche tramite la migrazione regolare controllata.
Già dirigente coordinatore del ministero dell’Economia e delle finanze – Ragioneria generale dello Stato, con esperienza amministrativa/contabile nel comparto del Bilancio statale e della Contabilità pubblica nazionale. È stato Coordinatore dell’Ispettorato per i Rapporti finanziari con l’Unione europea. Esperto di nuovi modelli aziendali, è autore di numerosi saggi sull’Istituto delle Reti di Impresa. Iscritto al Registro dei Revisori legali presso il Mef e nell’Elenco degli “Innovation Manager” a cura del ministero dello Sviluppo economico. Giornalista.
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