Nonostante i negazionismi e gli stop and go delle politiche pubbliche, i nuovi lavori richiesti dalla transizione economica e sociale in Italia servono circa 920.000 nuovi professionisti entro il 2029. Un mercato del lavoro che cambia nelle forme e nella sostanza, ma offre numerose possibilità. Le nuove realtà produttive richiedono profili ibridi, trasversali, in un approccio formativo interdisciplinare con una intensa connessione tra scienze, tecnologia, ingegneria, matematica, informatica e digitalizzazione ma anche arte e creatività. E qui sorge il nodo ineludibile: ai nuovi lavoratori e lavoratrici vengono richieste formazione, innovazione disponibilità ai cambiamenti, alternanza impiego e aggiornamento. Ma con quali garanzie di protezione sociale e di reddito nei periodi di non lavoro? Il lavoro di Tessa Gelisio e Marco Gisotti mette a fuoco una pericolosa fragilità: l’offerta formativa e gli attuali percorsi di studio sono inadeguati, e la carenza di profili idonei ormai centrali per energia, mobilità, industria, agroalimentare e servizi ambientali rischia di frenare una transizione urgente
◆ La recensione di CORRADO CARRUBBA
I Green Jobs richiedono profili ibridi, trasversali, soft skill, un approccio educativo e formativo interdisciplinare che formi le nuove figure con sempre maggiore connessione tra scienze, tecnologia, ingegneria, matematica, informatica e digitalizzazione ma anche arte e creatività, in un unico pensiero critico e sistemico che innervi le professioni attuali del cambiamento. Lavori e professioni del cambiamento ecologico che oggi non sono più o almeno non solo quelle dei decenni passati quali biologi, naturalisti, ingegneri, operatori nelle aree protette, funzionari pubblici specializzati ma incarnano l’intero cambiamento in corso nell’economia ove la sostenibilità e i nuovi strumenti digitali è trasversale a tutti i nuovi e vecchi profili, così da cogliere come quel segmento di lavoro anche d’impresa in azienda, nelle parole di Riccardo Cuomo (Unioncamere), sia «un organismo inserito in un ecosistema complesso, capace di valutare l’impatto di ogni decisione non solo in termini di profitto ma di sostenibilità complessiva».
A tutto ciò è dedicato l’interessante libro “Green Jobs. Come transizione ecologica e intelligenza artificiale stanno cambiando il lavoro” di Tessa Gelisio e Marco Gisotti, da poco nelle librerie per i tipi di Edizioni Ambiente 2026, a quindici anni da loro primo libro sul tema; nelle parole degli autori capire dove sta andando il mercato del lavoro, consente di vedere dove si apriranno le opportunità di domani con una analisi del mercato, esperienze, contributi di esperti, e come la rivoluzione digitale e l’intelligenza artificiale stia trasformando mestieri, competenze e percorsi formativi. Dinanzi a qualcosa che non è più una nicchia ma una nuova visione ed evoluzione del mondo del lavoro e della società che anno dopo anno ampliano il numero dei lavoratori dedicati, i Green Jobs rappresentano uno dei motori trainanti della crescita in Italia con domanda di circa 920.000 nuovi professionisti stimati entro il 2029, pronti ad applicare tecnologie e sistemi sostenibili, tra elettricisti nelle costruzioni, tecnici di gestione di cantieri, docenti e formatori ambientali, specialisti in scienze gestionali commerciali e bancarie, ingegneri, tecnici della salute, ma anche muratori per pietra e mattoni, cuochi in alberghi e ristoranti sino agli evergreen conduttori di mezzi pesanti e camion ora cardini della logistica sostenibile.
