Il film ha tutte le carte in regola per essere considerato uno dei più importanti film dell’anno anche senza le polemiche più o meno pretestuose che ne hanno preceduto l’uscita. Su cui si può anche sorvolare: il colore della pelle di Elena, costumi inadatti ai tempi e persino scarsa fedeltà al testo omerico (quale dei tanti?). Le ambientazioni spettacolari e un cast stellare (ad iniziare da un monumentale Matt Damon che si aggira stanco di guerra e gravato dai sensi di colpa) ci regalano un racconto che ci cattura per la bellezza delle location del film (Italia, Greca, Africa e Islanda) ed anche per il rimando alle reminiscenze scolastiche (almeno in questa nostra parte di mondo) sulle vicende raccontate con straordinaria maestria
◆ La recensione di BATTISTA GARDONCINI *
► Tre ore di grande cinema, ambientazioni spettacolari, un cast stellare e una trama vecchia di quasi tremila anni, ma ancora capace di affascinare e di sorprendere. “Odissea”, di Christopher Nolan, avrebbe le carte in regola per essere considerato uno dei più importanti film dell’anno anche senza le polemiche più o meno pretestuose che ne hanno preceduto l’uscita. Qualcuno ha parlato di scarsa fedeltà al testo omerico (quale dei tanti?) e di costumi non coerenti con il periodo storico, altri hanno sottolineato che in Italia non ci sono sale disponibili per vederlo nel formato Imax voluto dal regista, mentre qualche razzista senza speranza si è indignato perché Elena “dalle bianche braccia” è stata impersonata dall’attrice nera Lupita Nyong’o, che a sua volta ha perso una buona occasione per tacere quando ha criticato Omero per aver dato poco spazio alle donne.
Dimenticate tutto, e godetevi il superbo spettacolo che Nolan ha allestito riducendo al minimo i trucchi della computer grafica e cercando in Italia, in Grecia, in Africa e nella sulfurea Islanda le location più adatte per raccontare la caduta di Troia e le peregrinazioni di Ulisse prima del ritorno a Itaca.
(*) L’autore dirige oltreilponte.org
