Durante tutta l’estate la statale 51 di Alemagna, l’unica strada diretta che dalla pianura porta a Cortina d’Ampezzo, è stata ripetutamente chiusa per più giorni perché invasa da più smottamenti, anche di grandi dimensioni. Vedasi le regolari frane scese da Cima Marcora, o quella storica di Borca di Cadore. Ci si chiede: dovesse accadere durante i 50 giorni di gare olimpiche e paralimpiche? A Cortina c’è diffusa apprensione. La consigliera comunale di “Cortina Bene comune” ha commentato: «…un imprevisto del tutto prevedibile». Che accadrà quando su tanti suoli verranno posati i pesanti piloni della cabinovia e specialmente la struttura della stazione intermedia? La frana sottostante si stabilizzerà o accelererà verso valle?
◆ L’articolo di LUIGI CASANOVA, presidente di Mountain Wilderness Italia
Durante tutta l’estate la statale 51 di Alemagna, l’unica strada diretta che dalla pianura porta a Cortina d’Ampezzo, è stata ripetutamente chiusa per più giorni perché invasa da più smottamenti, anche di grandi dimensioni. Vedasi le regolari frane scese da Cima Marcora, o quella storica di Borca di Cadore. Ci si chiede: dovesse accadere durante i 50 giorni di gare olimpiche e paralimpiche? Oltre al danno che auspichiamo, qualora avvenga, sia solo materiale e infrastrutturale, quale ricaduta di immagine ci sarebbe sull’evento italiano?
Nel frattempo, come bene documentato dai comitati locali di Cortina e dalle associazioni ambientaliste nazionali, anche nei ricorsi al Tar, a Cortina d’Ampezzo sui dolci prati di Mortisa la Bella, laddove si sta costruendo una nuova cabinovia (Apollonio-Socrepes), il terreno frana, si sono aperte fratture ampie fino a 15 metri. Succede quanto i geologi avevano previsto: sotto quei terreni vi è una grande frana attiva da decenni. Non era, non è possibile prevedere come reagirà il terreno nel sopportare non solo il peso della infrastruttura funiviaria nuova (lavori affidati in via diretta a una ditta che mai ne ha costruito, la stessa di Bormio, la Graffer s.r.l, dichiarazioni confermate dai dirigenti), ma anche il nuovo chalet che ha usufruito di deroghe volumetriche incredibili e la cabinovia che sostituirà i due impianti ritenuti superati di Socrepes e Ra Frezza.
A Cortina c’è diffusa apprensione. La consigliera comunale di “Cortina Bene comune” ha commentato: «…un imprevisto del tutto prevedibile». Si tenga presente che siamo solo all’inizio dei lavori di cantiere. Quando su tali suoli verranno imposti i pesanti piloni della cabinovia e specialmente la struttura della stazione intermedia nessuno può oggi anticipare cosa accadrà, quali saranno i movimenti della frana sottostante: una stabilizzazione (improbabile viste le dimensioni) o un’accelerazione della caduta verso valle? © RIPRODUZIONE RISERVATA
