Il Direttore onorario di “Italia Libera” compie oggi 90 anni e quasi settanta di carriera. Lo festeggiamo con un piccolo inserto (clicca sul banner in alto), per ricordare alcuni tratti salienti della sua esperienza professionale al vertice del “Messaggero”


➨L’articolo di IGOR STAGLIANÒ

🁢🁢 L’inserto speciale che avete per le mani sono gli auguri corali dei lettori di Italia Libera al nostro Direttore (questa volta la maiuscola è d’obbligo) che oggi compie gli anni. Rispetto ai sette di Pino Coscetta − e con una esperienza professionale ben più lunga della mia −, i direttori con cui ho lavorato sono stati il doppio e passa. Dalla carta stampata al giornalismo radiotelevisivo, di ciascuno conservo gratitudine per quanto hanno saputo e potuto insegnarmi di un mestiere gratificante, difficile e complicato, nel quale tenere i piedi ben piantati per terra è forse l’esercizio più prezioso e anche il più trascurato. Sono debitore a chi di loro, in modo garbato ed anche no, ma sempre con mano ferma e modi spicci, mi obbligava, ad esempio, a sfoltire fin quasi ad eliminare del tutto gli aggettivi dal testo. Per poi chiedermi se quel che era rimasto sulla carta stava ancora in piedi, raccontando i fatti e descrivendone il contesto. Gratitudine sincera a chi mi ha suggerito un libro da leggere o un personaggio da studiare, come impostare un’inchiesta o preparare un’intervista. Un mosaico di personalità quasi tutte interessanti.

Di tutti, il direttore che riconosco come interamente mio è però quello con cui non ho mai lavorato. E che, a un certo punto, ho potuto scegliere come Maestro (usava farlo nelle antiche università o nelle botteghe di arti e mestieri), fortunatamente da lui accolto con generosità. Oggi lo festeggiamo con le parole, i ricordi, i sentimenti di chi con Vittorio Emiliani ha trascorso un pezzo di vita personale e professionale lavorando per il giornale della Capitale. Non poteva essere diverso per coglierne varietà di interessi e profondità di valori. Di mio, posso solo aggiungere che negli ultimi trent’anni Vittorio è stato un punto di riferimento imprescindibile per gettare uno sguardo sul mondo, capirne gli intrecci politici ed economici, afferrare le radici storiche e culturali dell’attualità. Un piacere impagabile poterlo ascoltare a lungo davanti al suo divano circondato da libri, riviste e giornali, con Annarita e una tazza di tè caldo o di tamarindo fresco. E rivivere, anche nei tratti umani, i personaggi “visti da vicino” – come abbiamo titolato una sua rubrica che i lettori di Italia Libera ben conoscono. Entrati di diritto nei libri di storia, raccontati da lui con semplicità e strabiliante memoria di nomi, dettagli, circostanze. Un’enciclopedia vivente, un sapere e una cultura radicata e mai ostentata, offerta con simpatica e cordiale facondia romagnola. Con un’esortazione costante (volendo ancora fare questo mestiere, oggi in crisi verticale se non fatale): restare, onestamente, “artigiani della notizia” non trasformarsi mai in “giocolieri di parole brillanti”. Che, con questi chiari di luna, abbondano.

Mi fermo qui. La difficoltà più grande è stata quella di scegliere chi avrebbe potuto parlarne ai nostri lettori. L’abbiamo superata, spero, selezionando (con Fabio Morabito, Pino Coscetta e l’ausilio prezioso di Filippo Coscetta) i quattro-cinque tratti salienti e innovativi della sua direzione al Messaggero raccontati da chi ha lavorato su quei temi al suo fianco per i sette anni che hanno lasciato un segno forte nella storia del giornale romano e del giornalismo italiano. Aggiunti a quanto aveva fatto prima e continua a fare ancora, con qualche fatica in più. Buon compleanno, Maestro carissimo! Ti vogliamo tutti molto bene. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page Speciale

Leggi senza pubblicità. Aiutaci a restare liberi

Dona ora su Pay Pal

IBAN

Direttore - Da inviato speciale della Rai, ha lavorato per la redazione Speciali del Tg1 (Tv7 e Speciale Tg1) dal 2014 al 2020, per la trasmissione “Ambiente Italia” e il telegiornale scientifico "Leonardo" dal 1993 al 2016. Ha realizzato più di mille inchieste e reportage per tutte le testate giornalistiche del servizio pubblico radiotelevisivo, e ha firmato nove documentari trasmessi su Rai 1, l'ultimo "La spirale del clima" sulla crisi climatica e la pandemia.

Exit mobile version